Due nuove boschi per tutti grazie al Wwf

oasiGrazie al contributo di migliaia di italiani che hanno partecipato alla raccolta fondi Wwf per l’Anno delle Foreste, l’Associazione è riuscita ad acquisire due preziosi boschi a rischio, al nord e al centro Italia, che saranno per sempre protetti da caccia, incendi, degrado e cemento, e che verranno inseriti nella rete delle oltre 100 Oasi Wwf presenti lungo tutto lo stivale ed aperte alla ricerca scientifica ed alla fruizione del pubblico.

Il primo è un bosco di roverelle adiacente all’Oasi Wwf di Valpredina (Bg), un territorio che rischiava di diventare un’area di caccia e che sarà acquistato dagli attuali proprietari, una famiglia di privati da sempre residenti nella zona, ampliando il perimetro dell’Oasi già esistente; il secondo è il delicato bosco umido di foce dell’Arrone (Fregene, Rm), un ritaglio delle antiche foreste del litorale sopravvissuto alla cementificazione selvaggia, tra i parcheggi, l’abitato e gli stabilimenti balneari di uno dei lidi più frequentati dai romani.

Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia, ringrazia “di cuore le migliaia di italiani che hanno sostenuto la nostra campagna per i boschi italiani. Grazie alla loro generosità, abbiamo potuto mettere al sicuro due preziosi boschi, le loro piante e gli animali che vi trovano rifugio. Due boschi che ben rappresentano le minacce a cui tutta la natura italiana viene sottoposta ogni giorno. Da oggi lavoreremo con gioia per prenderci cura di questi boschi e restituirli, in quanto Oasi Wwf, a tutti gli italiani, perché possano conoscerli, amarli e continuare a sostenerli insieme a noi”.

Vediamo le luci e le ombre sulle foreste tropicali del pianeta. Ecco i numeri che devono allarmare:

  • La deforestazione prosegue ad un ritmo allarmante nella maggior parte dei paesi presenti nei tre bacini Congo, Amazzonia e Borneo-Mekong Complessivamente i 30 paesi riportano una perdita netta di area forestale di 5.4 milioni di ettari per anno negli ultimi dieci anni, o lo 0,4% all’anno. Ne consegue che lo stoccaggio totale di carbonio nelle foreste è diminuito di 1.2 Gt all’anno dal 2000 al 2010.
  • L’area di foresta primaria è diminuita di circa 4 milioni di ettari all’anno, in parte a causa della deforestazione e in parte a causa delle attività umane e del loro impatto, riclassificando le foreste primarie in “altre foreste rigenerate naturalmente” in base al sistema di classificazione adottato dal FRA 2010.
  • Sebbene non ancora quantificato, la degradazione forestale, dovuta alle pratiche gestionali insostenibili (incluse le illegali) è ancora un fenomeno comune nella maggior parte dei paesi.
  • Meno del 15% dell’area forestale totale prevede un piano di gestione forestale e solo il 3.5% dell’area forestale totale è considerata avere un piano di gestione sostenibile. Solo 1% è certificata.

Ed ecco le buone notizie:

  • Il tasso di perdita forestale mostra segni di rallentamento nei tre bacini. Confrontando la media annuale di perdita forestale degli anni ’90 (7.1 milioni di ettari/anno) con quella della decade 2000-2010 (5.4 milioni di ettari/anno) si osserva una riduzione della perdita del 24%
  • Quasi 200 milioni di ettari, il 18% di tutte le foreste presenti nei tre bacini, rientrano in parchi nazionali, riserve di caccia, aree selvatiche e altri tipi di aree protette legalmente.
  • La superficie di foresta piantate è aumentata di più di mezzo milione di ettari per anno durante il periodo 2000-2010 e, sebbene ammonti solo al 2% dell’area totale forestale, le foreste piantate riescono a soddisfare una crescente percentuale della futura domanda di legno, e potrebbe ridurre la pressione sulle rimanenti foreste naturali in alcuni paesi.
  • L’area forestale designata principalmente alla protezione del suolo e dell’acqua ammonta al 7% dell’area totale.
  • Sono notevoli i progressi fatti nello sviluppo di ulteriori modelli per la gestione sostenibile delle foreste. Dei 30 paesi citati, dal 2000, 13 paesi hanno aggiornato le proprie politiche forestali e 10 la propria legislazione. Circa il 94% dell’area forestale totale presente nei tre bacini rientra in programmi nazionali.
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