"Kintsugi - Il dolore che aiuta": il nuovo libro di Gioacchino Allasia

E' uscito in questi giorni, disponibile nelle principali librerie ed online il nuovo libro di Gioacchino Allasia, "Kintsugi - Il dolore che aiuta", un libro che approfondisce storie di resilienza con alla base la capacità di trasformare le sofferenze in opportunità, con la prefazione di Don Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, che ha fatto della valorizzazione delle ferite uno dei capisaldi della sua testimonianza pastorale.

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Kintsugi è il nome dato all’antica arte giapponese di riparare le ceramiche rotte con un filo d’oro.  E’ il simbolo della Resilienza cioè la capacita di diventare più forti nonostante il disagio e le difficoltà che temprano chi le sperimenta.

Nella ceramica rotta se si rimettono assieme i cocci inizialmente si vedono numerose crepe da cui passa però una nuova luce. Ecco la vera essenza del Kintsugi, quindi le nuove opportunità che si aprono dopo un evento difficile, un trauma o una ferita emozionale.

Mentre la maggioranza della gente una volta rotta una tazza o un qualunque oggetto di ceramica lo butta via, questa meravigliosa arte insegna a restaurare le crepe e le fratture con il metallo notoriamente più prezioso, l’oro. E così, da un evento che sembrava disastroso, si arriva a creare il presupposto che esalta una nuova creazione, riportando in vita un modo diverso e anche assai più bello e prezioso di vedere le cose. Per cui la tazza, anche se diversa dall’originale, rimane tale ma appare in maniera diversa e sicuramente più interessante. Ogni ferita quindi, ogni crepa, ogni frattura, offre nuove possibilità di azione e di vita. Certamente ci vuole tempo e pazienza ma l’esempio del Kintsugi è davvero notevole e imparare a realizzarlo può rappresentare un ottimo modo per affrontare al meglio le ferite subite dalla vita. Ogni disagio si può trasformare in risorsa, questa è la via da seguire e osservare.

Da qui l’autore parte per analizzare le 5 ferite emozionali: l’abbandono, il rifiuto, il tradimento, l’umiliazione e l’ingiustizia

Dedicato a chiunque abbia fallito anche più di una volta nella vita, agli afflitti dal dolore lacerante, affinché trovino spiragli di nuova luce  che possa illuminare con rinnovata forza il loro cammino.

“C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.” Leonard Cohen

“In questo lavoro ho preso spunto dal bellissimo libro di Lise Bourbeau “Le 5 ferite e come guarirle” Ed. Amrita,  per trattare singoli disagi legati a traumi subiti nell’infanzia e dare dei piccoli ma sostanziosi consigli. E’ bene chiarire che non sono psicologo né psicoterapeuta, lavoro sul corpo da tanti anni e continuo la mia ricerca ogni giorno sulla meraviglia del nostro organismo e le sue reazioni naturali a ciò che incontra nel suo percorso di vita. Non possiamo separare mai il corpo dalla psiche, siamo un tutt’uno, pertanto credo sia assolutamente necessario prendere in considerazione entrambi se desideriamo avere una visione chiara su quanto accade nel momento in cui subiamo dei disagi inaspettati e, il più delle volte, non voluti. Di proposito, nel trattare il tema delle ferite emozionali, ho evitato di dilungarmi su quanto già scritto e detto da persone, terapisti e maestri molto più autorevoli di me, soprattutto nel campo della psicologia. Ho riportato ovviamente dei riflessi tratti dagli insegnamenti di Lise Bourbeau ma la maggioranza dei contenuti derivano direttamente dalla mia esperienza personale con le migliaia di persone che ho trattato e avuto come allievi nel corso di tanti anni di studio e lavoro. Tutto questo mi ha fatto riflettere su come, ogni volta in cui ci troviamo in seria difficoltà nella vita, si aprono prospettive e nuove possibilità di realizzazione nonostante la sofferenza. Da qui il riferimento alla Resilienza e ai suoi molteplici significati che sottolineo più volte nel libro che prende in considerazione, tra altre risorse importanti, il tema del mito e dell’archetipo per aiutare la gente in difficoltà senza apparente via di uscita. Per questo motivo per ogni singola ferita ho scelto di descrivere estratti di biografie di personaggi conosciuti che pur avendo subito abbandoni, rifiuti, ingiustizie, umiliazioni e tradimenti hanno saputo trasformare la propria vita tirando fuori il meglio, partendo proprio dalle loro, a volte, terribili difficoltà reali. Tutto ciò, come sottolineo più volte nel libro, non significa che queste persone, diventate famose nel mondo grazie alla trasformazione delle loro ferite, siano diventate felici perché ognuno ha il suo percorso che dipende da molti fattori. La sofferenza tocca tutti quanti ma sapere che esistono tante persone, che attraverso il disagio patito sono riuscite a emergere al meglio e spesso a condizionare in maniera positiva tanta gente, può essere davvero un valido aiuto per chi soffre e si sente afflitto.” Tratto dal libro.

Per ogni ferita Allasia analizza, come esempio, la biografia di personaggi famosi che hanno tratto la loro forza proprio dai fallimenti, dai disagi, dalle difficoltà che hanno subito nella loro vita.

Da Leonardo da Vinci a Walt Disney, da Muhammad Alì a Steve Jobs per arrivare a Louise Hay e Alex Zanardi ( e molti altri) l’autore utilizza la figura del mito e degli archetipi per stimolare il lettore a riprendersi dagli stati di profonda difficoltà e a reagire alle traversie della vita.

Dedicato a chiunque abbia fallito anche più di una volta nella vita, agli afflitti dal dolore lacerante, affinché trovino spiragli di nuova luce  che possa illuminare con rinnovata forza il loro cammino.

“…ogni crepa può lasciare spazio a una nuova luce, ogni frattura può essere rimarginata con risorse preziose che altrimenti non avremmo mai avuto la possibilità di conoscere e utilizzare. E quando avremo sanato le ferite, ricordiamoci che le cicatrici rimarranno per sempre ma ci avranno forgiato a nuova vita. Non saremo mai più quelli di prima.”

“E il senso della vita non può essere quello di raggiungere una forma che avvertiamo come definitiva, mai, a nessuna età, ma piuttosto quello di continuare a crescere, faticosamente, lentamente, con pazienza ed umiltà, ogni giorno.

Di questo ci parla Gioacchino in questo bel libro, che sarà utile non solo a chi ha fatto della “cura” la sua professione: tutti noi siamo in fondo chiamati a prenderci cura, come esseri umani, come figli di un cielo che ci vede intessuti di relazioni”

Dalla prefazione di Don Luigi Verdi fondatore della Fraternità di Romena (Ar)

Nel libro trovate numerosi consigli su rimedi naturali che possono lenire le ferite emozionali attraverso di pietre e cristalli, di fiori di Bach e a discipline olistiche che aiutano molto le persone che hanno subito shock e traumi importanti nella loro vita: la Biodinamica Craniosacrale, il Somatic Experinecing® e la teoria Polivagale.

Gioacchino Allasia presenterà il suo nuovolibro anche nel corso di Ecofuturo 2019, presso il Fenice Green Energy Park di Padova martedì 25 giugno 2019 alle ore 19:30 nello spazio "Aperilibro"

In vendita nelle migliori librerie e acquistabile on line da Macrolibrarsi, il Giardino dei libri e altri siti.

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Gioacchino Ku Allasia 

Si interessa di discipline energetiche dal ’79. Diplomato presso il Kushi Institute di Boston nel ’84, ha tenuto corsi introduttivi e professionali di macrobiotica, shiatsu e Medicina Tradizionale Cinese in Italia e all’estero. Ha completato la formazione di Craniosacrale al Milne Institute di S.Francisco. Ha scritto Self-Shiatsu e Manuale di auto trattamento Craniosacrale editi da Macro Edizioni ( di queste opere è stato prodotto anche un video ), e i saggi: La forza delle mie mani (2012), Cascina Novecento (2015) e La Via del Ritorno alla Vita (2017) per Infinito Edizioni.

Fondatore e direttore per 14 anni della scuola Shiatsu-Ki di Firenze. Docente in Biodinamica Craniosacrale al Master di Medicina Integrata presso l’Università di Siena è stato Consigliere nell’Agenzia Regionale della Sanità per la Regione Toscana. Ha promosso la prima legge regionale che ha riconosciuto in Toscana le Discipline Bio Naturali nel 2005.

Dal 2014 dirige la formazione di Biodinamica Craniosacrale presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pi) benedetto e visitato regolarmente da S.S. il Dalai Lama. 

Ha seguito per anni il monaco Shingon Rev. Jomyo Tanaka che nel ’94 gli ha conferito il nome spirituale di Ku (vacuità).
Sono passati per le sue mani personaggi come Peter Gabriel, Stefano Bollani, Alejandro Jodorowsky, Zucchero, Oliviero Toscani e tanti altri.

Per ulteriori info www.gioacchinoallasia.it

 

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