Un flash mob sul ponte sul Po contro il nucleare

flash mob no nucleareLo scorso 30 aprile è stato organizzato dai coordinamenti antinucleari territoriali di Mantova, Cremona, Parma e Reggio Emilia un flash mob sul ponte Po che collega la provincia di Reggio Emilia (Boretto) a quella di Mantova (Viadana).

Un ideale abbraccio fra le sponde del Po per dire no a quella centrale nucleare che il governo Berlusconi vorrebbe costruire lungo il grande fiume. Così centinaia di manifestanti partiti da Boretto e dalla sponda mantovana di Viadana, con due lunghi, colorati e rumorosi serpentoni, si sono incontrati e mescolati sopra il ponte stradale, per poi gridare a gran voce un pacifico No alle centrali nucleari. Sul Po e in Italia.

Hanno partecipato famiglie con bambini, anziani in bicicletta, tantissimi giovani, sindacalisti, amministratori locali, esponenti di comitati… in sostanza tutta la società civile: erano in quasi tremila a manifestare contro l’ipotesi di costruire centrali in Italia.

In tremila a chiedere di «tenere per sempre il nucleare fuori dal Bel Paese, senza nessuna ambiguità». In tremila a volere i referendum ad ogni costo, «parchè non si può impedire ai cittadini di decidere democraticamente del loro futuro».

In testa al corteo molti sindaci della Bassa, deputati, consiglieri regionali e provinciali ed assessori.

E' stato piuttosto suggestivo il teatro della protesta: croci bianche sono state erette lungo tutto il tragitto per ricordare i milioni di caduti a causa del nucleare, ovvero i morti diretti degli incidenti e quelli dei decenni successivi per le terribili malattie; tantissimi partecipanti hanno indossato, poi, maschere antiradiazioni e le tute bianche rese tristemente note dai disastri ambientali degli ultimi anni.

A unire idealmente le due sponde del Po uno striscione lungo un chilometro sul quale erano riportate le motivazioni dei tre sì ai referendum di giugno (sul nucleare e sulla gestione del servizio idrico).

E poi le terribili sirene d’allarme d’incidente nucleare. Alle 17.15 hanno squarciato il cielo, riscaldato da un pallido sole e solcato da pesanti e minacciose nuvole. Le persone si sono sdraiate o sedute a terra, in silenzio. L’effetto è stato da brividi, forse più toccante di mille discorsi.

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