In cammino con Alex Langer, Firenze venerdì 3 Luglio

 

Segnaliamo con piacere questa bella iniziativa, in ricordo del caro Alex Langer, che una nutrita compagnia di associazioni e realtà organizzerà a Firenze venerdì 3 luglio. A seguire un articolo di Mao Valpiana

Firenze, in cammino ricordando Alex Langer (da pressenza.com)

Da qualche secolo ed in rapido crescendo si produce falsa ricchezza per sfuggire a false povertà. Di tale falsa ricchezza si può anche perire, come di sovrappeso, sovramedicazione, surriscaldamento ecc. Falso benessere come liberazione da supposta indigenza è la nostra malattia del secolo, nella parte industrializzata e «sviluppata» del pianeta. Ci si è liberati di tanto lavoro manuale, avversità naturali, malattie, fatiche, debolezze – forse tra poco anche della morte naturale – in cambio abbiamo radiazioni nucleari, montagne di rifiuti, consunzione della fantasia e dei desideri. Tutto è diventato fattibile ed acquistabile, ma è venuto a mancare ogni equilibrio“. Sono parole di Alexander Langer, scritte oltre 25 anni fa, che risuonano incredibilmente attuali, così come le sue intuizioni sulla consapevolezza del limite, sulla desiderabilità sociale della conversione ecologica, nonché il suo infaticabile impegno nel costruire “ponti” tra realtà che si ignorano reciprocamente o addirittura in aperto conflitto.

Un arcobaleno di associazioni e realtà (Extinction Rebellion, Pressenza, la Piccola Scuola di Pace “Gigi Ontanetti” dell’Isolotto, Ecolobby, il Movimento per la Decrescita Felice, i Fridays for Future Firenze) vuole ricordare il pensiero e l’opera di questa straordinaria persona in modo semplice, festoso, raccogliendo quella testimonianza per mantenerla accesa come una fiaccola olimpica. Una fiaccola olimpica molto particolare, visto che fu proprio Langer a voler ribaltare il motto olimpico «citius, altius, fortius » (più veloce, più alto, più forte),nel suo esatto contrario, sintetizzato nella formula «lentius, profundius, suavius» (più lento, più profondo, più dolce), per far comprendere quanto sia fondamentale cambiare radicalmente prospettiva (anche nella propria sfera personale) se vogliamo uscire dalla spirale spirale distruttiva generata dal vortice onnivoro e bulimico dell’imperativo economico

Quelle riflessioni, quelle intuizioni hanno resistito alla storia, ci suonano perfettamente applicabili alla situazione attuale, per questo l’evento organizzato per venerdì 3 luglio eviterà ogni tono celebrativo e commemorativo, ogni ufficialità e si svolgerà in forma camminata con momenti artistici e festosi , percorrendo a piedi i luoghi della sua Firenze, con scorci di una bellezza mozzafiato.

Il corteo prenderà avvio da Piazza Francesco Ferrucci alle ore 16,45 (presso la Rampa dei Bastioni) e da lì, percorrendo le antiche strade secondarie tipiche delle colline fiorentine, passerà per Piazza degli Unganelli (che ha uno strepitoso affaccio sulla città del Fiore) per arrivare fino al Pian dei Giullari, la zona dove Langer pose fine prematuramente alla sua vita. Da lì riscenderà verso il Piazzale Michelangiolo, sempre passando per strade interne.

Nell’ultimo tratto del percorso Extinction Rebellion Firenze darà luogo ad una performance artistica dal titolo “La bellezza salverà il mondo ma chi salverà la bellezza?“: sullo sfondo delle Rampe del Poggi, dieci improbabili maschere accompagneranno il corteo per raccontare una storia, sospesa come in un sogno, ma che in realtà vuole farci aprire gli occhi sul fatto che la doppia crisi climatica ed ecologica sono una grave minaccia alla sopravvivenza della nostra civiltà e l’umanità non può più restare a guardare. L’evento si concluderà con l’arrivo a Piazza Giuseppe Poggi intorno alle ore 20:00: lì i partecipanti, riuniti in modo conviviale intorno alla torre di S. Niccolò, si tratterranno insieme fino alle 21 scambiandosi ricordi, pensieri e proposte di utopie concrete. Chi lo preferisce potrà portarsi la cena o uno spuntino al seguito.

Chi vorrà esserci è invitato ad annotare su un biglietto un pensiero di Langer rimasto particolarmente impresso e a scrivere attraverso quali azioni quotidiane quel pensiero viene messo in pratica. Quei contenuti verranno raccolti e pubblicati sulla pagina Facebook dell’evento, in segno di continuità.

Langer ci ha lasciato invitandoci a “continuare in ciò che era giusto”: è arrivato il momento di farlo.

Extinction Rebellion Firenze  - Link Evento Facebook

 

"Il lascito di Alex Langer, un quarto di secolo dopo" dal Blog di MAO VALPIANA

 

C’è un archivio, in gran parte ancora inesplorato, ci sono libri, articoli, diari, lettere, biglietti, note, foto,video, interviste, documenti. Ma un’esistenza, per quanto intensa, non si esaurisce nei fatti compiuti. Ci sono i sentimenti, c’è il volto, lo sguardo, il sorriso, i racconti, il non detto, e poi le attese, le inadempienze, le delusioni, e infine “il carico di amore per l’umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono“.

Fu difficile, anche per lui, coniugare tensione ideale e realismo politico. La nonviolenza ha bisogno sia di profezia e di politica. Alex ha saputo attraversare cariche prestigiose senza rimanere invischiato nelle sabbie mobili del potere ed ha trattato alla pari con capi di stato senza mai tradire la sua vocazione francescana. È stato profeta e politico, ma che fatica ridurre “la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere”, fuori e dentro di sé.

Alex è stato anche un fine intellettuale che ha usato idee e parole per modificare la realtà, per spingere all’azione, per cambiare la politica, per mettere in contatto le persone, per realizzare progetti concreti. Così che anche i suoi scritti migliori, persino quelli della tensione poetica, sono stati partoriti sempre per una finalità bene precisa, indirizzati ad un obiettivo da raggiungere, una campagna da avviare, un’iniziativa da mettere in campo, una manifestazione da convocare. La politica in Langer è uno strumento umano per prendersi cura del luogo dove viviamo, di ciò che appartiene a tutti. La politica si deve occupare delle regole dello stare insieme, di come le comunità accettano che i tanti non possano sopprimere il desiderio individuale e di come questo convive, dialoga, accetta e trova una mediazione con le regole per tutti. La politica è l’arte della relazione umana e della ricerca della libertà, è la risposta al nostro bisogno di vita e cultura, risponde alla necessità di discutere il nostro desiderio con il desiderio degli altri. Un lavoro politico quotidiano di cura e responsabilità, un’indispensabile pratica di ascolto e partecipazione.

Langer descrive e interpreta la nonviolenza senza mai nominarla esplicitamente. Di sicuro è una scelta voluta. Erano presenti in lui una vocazione innata e una naturale dimestichezza con i principi base di una personalità nonviolenta. La ricerca di strumenti efficaci per la convivenza interetnica lo ha portato alla nonviolenza, il cui cuore sta proprio nel rifiuto della violenza. Nel Tentativo di decalogo Alex dedica un punto al “Bandire ogni violenza“. E non aggiunge altro. Non ha bisogno di specificare “senza se e senza ma”, o – come più probabilmente avrebbe preferito fare – “con tanti se e tanti ma”. Dice solo “no alla violenza” ed è un no chiaro e deciso, ma anche “convinto e convincente”. La scelta nonviolenta (laica e religiosa insieme) è decisiva nella biografia di Alex, non ideologica, sempre messa alla prova del confronto con realtà complesse e contraddittorie.

Alex è stato un innovatore della prassi e della teoria della nonviolenza, non si è adagiato su sentieri già calpestati, ha sfidato la nonviolenza e ha cercato un suo personale percorso. Non si è mai definito nonviolento ma “facilitatore di pace” e la nonviolenza è proprio questo: fare le diverse paci (al plurale, perché ogni conflitto è una storia a sé e ogni pace ha bisogno di una ricetta diversa).

Questo è il suo lascito: andare avanti aprendo direzioni nuove, non accontentarsi della solita strada. Alex ci ha provato.

 

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