Italia da record: siamo il primo Paese al Mondo che si sposa da anziani: lei 31,8 lui 35.0

Per età media dei matrimoni dopo di noi Olanda e Germania, poi Irlanda, un successo tutto Europeo nei primi 10 posti della speciale classifica. Ma noi vincendo anche con distacco ci assicuriamo almeno il bacio delle giovani miss.

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La  nefasta sentenza ci viene comunicata dal sito Usa statista.com, che ci mette davanti la verità senza troppi giri di parole e senza neppure - almeno lui -  farci la morale da quale governo dipende la colpa, che come sappiamo dai nostri vecchi appunto, morì pure fanciulla (vedi tabella seguente).

 

Trattandosi poi di una statistica si suppone che il dato rappresenti una media; se ne dovrebbe dedurre che se ci sono ancora  dei  matrimoni giovani - normalmente più al Sud per tradizione e speranza in San Gennaro - vuol dire che ce ne sono anche molti in età avanzata e questa non mi pare una notizia così  terribile:  l’Italia infatti ha anche il record - da consolidare - dei centenari, che in qualche modo si devono dare da fare  per non invecchiare troppo precocemente in solitudine e che conferma l’idea planetaria di paese dei latin-lovers.

Che l’Europa d’altra parte stia invecchiando rispetto ad altre aree del Pianeta ce lo confermano anche i dati macro-economici: i pensionati gravano indirettamente sui bilanci aziendali e su quelli della finanza, derivati del welfare nostrano che si basava sulla probabilità di vincita alle schedine totocalcio non ritirate.

Se poi la crescita nei paesi EU è certificata dalle agenzie specializzate “vicino” allo zero, l’Italia si contraddistingue anche qui per il primato di restare l’unico paese EU a crescita zero, che comunque la si giri è meno ambiguo che essere “vicini” allo zero.

Quali le implicazioni di siffatta situazione? Più che lamentarsi, i lamenti li dobbiamo nel caso usare per la nostra situazione-farsa di governo, proviamo a proporre un elenco positivo per  vedere di far crescere i matrimoni che sono sempre un buon business (tra l’altro Calabria sugli allori per i matrimoni dei vips), con la priorità di abbassarne l’età e di conseguenza  sperare in figli, anche multicolori purché di cittadinanza italiana da subito - ovviamente al solo fine dei miglioramenti statistici perchè li leggono i nostri giovani oltre oceano e non è bello creargli sensi di colpa perchè vivono in posti tristi, dove piove sempre, dove non si getta la spazzatura nel giardino del vicino per non pagare la tassa ecc  - ndr: l’Italia è anche in questi 2 casi  maglia nera in Europa: meno matrimoni e meno figli.

Di seguito le idee:

  1. contribuire con 80 € annui alle ingenti spese di un matrimonio (da spendere in beni made in Italy) ma questa è una idea di alcuni anni fa che non ha lasciato traccia, ma vedi mai a riprovarci.
  2. aumentare del 1000% le tasse doganali  a quei prodotti che si trasformano in massima parte in doni inutili come le bomboniere.  I doni inutili in genere sono tutti di produzione asiatica e quindi importati
  3. abbassare di contro l’Iva per i beni di prima necessità che gravano sulle spese quotidiane delle giovani coppie, in particolare per i big-hamburger, ricchi di ketchup multivitaminico e di ormoni della crescita (di carne ovviamente importata dal Brasile facendo fuori l’Amazzonia - ma è un dettaglio non così importante). Anche le patate fritte vanno messe nel paniere delle agevolazioni per par condicio con i vegetariani
  4. abbassare l’età per la scuola dell’obbligo partendo dall’assunto che i nostri giovani impiegano troppo tempo a laurearsi nell’università e quindi guadagnando ormai da adulti attempati e per questo si sposano tardi. Apparentemente non c’entra molto con tema di abbassare  l’età dell’obbligo scolare ma essendo pochi  i laureati italiani rispetto alle altre università straniere, occorre comunque da una lato compensare i costi mandando più giovani possibili a trovare lavoro all’estero con la formula incentivante: “meglio pochi, maledetti e subito e mi raccomando manda qualcosa a casa ai nonni “ - anche se, forse,  a questo punto trovi più facilmente lavoretti  in Italia che nel resto di Europa -  piuttosto che emigrare a 35 anni assunti da prestigiose aziende estere e quindi andare a fare figli all’estero,  che poi sono quelli che non ci mancano nella statistica in questione, ma almeno contribuirebbero a sollevarci dallo stallo della crescita economica zero.
  5. staccarsi dall’EU con una italexit al buio, in modo da non dovere sempre trovare scuse  con i partner EU sulle responsabilità di chi e di cosa,  costringendoli poi a venire a fare le vacanze in Italia per tirare su la nostra economia e far finire ogni discussione  comunque a tarallucci e vino che guada caso sono anch’essi una italianissima specialità - ndr: tra le poche che ci saziano a costi relativamente contenuti di produzione e alti guadagni soprattutto se le vacanze le fanno poi tra le calli di Venezia.
  6. Eliminare l’ora legale, almeno come principio tecnico, perché già quando ti sposi sei aged e magari non hai più quella chioma fluente  d’un tempo (non centra niente ma è un dato di fatto), ma  poi i matrimoni si fanno soprattutto in estate  quando c’è l’ora legale ovvero nel periodo in cui alle 9 di mattina - ora tipica da matrimoni - saresti in realtà alle 8 solari, quindi sei 1 ora più vecchio al momento del sì  e questo è depressivo ed è una bugia inventata dall’uomo per risparmiare sul consumo energetico anche se al matrimonio le luci si accendono comunque, anche in pieno giorno per tradizione; quindi a che serve?
  7. Eliminare  dalla costituzione (se c’è) la parola nonno - e nonna sempre per parità di genere - ,  perchè diventando una consuetudine  che quando a passeggio con il proprio figlio/a,  esso/a incontra un coetaneo  accompagnato da un adulto maschio/femmina che assomiglia tanto al loro babbo/mamma soprattutto nel colore dei capelli - se li ha ancora - e nella buzzetta, ma non lo è,  scoprendo dal coetaneo che il suo babbo è un altro e che questo in realtà è il babbo del babbo,  questo crea crisi di identità  nel figlio e accentua la frustrazione sociale

Per il momento altro non mi viene, ma perchè non riesco a prendermi sul serio, mi sono sposato in piena media (36 anni passati) quindi scrivo a ragion veduta: sposarsi tardi infatti significa anche separarsi o divorziare più tardi quando ormai ti guardi allo specchio e scuotendo la testa dici a te stesso: “e adesso dove la trovo una più giovane di me che mi possa mantenere (attivo)”. E non è bello.

Marco Benedetti
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