Fotovoltaico: l’energia che si vede

fotovoltaico agricolo italiaUna delle questioni più ricorrenti legate alla diffusione delle “Nuove Fonti Energetiche Rinnovabili” (NFER), fotovoltaico in testa, riguarda la grande occupazione di suolo e la sottrazione di terra per gli altri servizi essenziali (agricoltura, cibo, habitat). Tale vexata quaestio ha trovato non solo un’ampia risonanza nell’opinione pubblica, in particolare a livello locale e generalmente riconducibile all’atteggiamento “NIMBY” (Not In My BackYard) o perfino “BANANA” (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything), ma anche una risposta zelante della politica. Quest’ultima, pressata da una parte dai grandi produttori termoelettrici (che vedono ridursi i propri margini in corrispondenza dell’aumento della produzione fotovoltaica proprio nelle remunerative ore di picco della domanda), dall’altra dalle organizzazione agricole (per ragioni assai meno comprensibili), ha emanato una serie di norme volte a bloccare le installazioni fotovoltaiche su terreni a destinazione agricola. Il presente lavoro intende rispondere, senza pretesa di esaustività, ad alcune questioni di base sull’effettiva propensione delle
installazioni solari fotovoltaiche a sottrarre più terreno agricolo rispetto ad altre forme di produzione di energia elettrica, nonché sul relativo grado di competizione con le attività agricole.

Premessa
Un precedente lavoro pubblicato su questa stessa rivista (Meneguzzo et al., 2011) ha individuato una road-map possibile, almeno sul piano della sostenibilità economica, verso la disponibilità stabile di elettricità a prezzi contenuti per il sistema nazionale, attraverso lo sviluppo di un’infrastruttura distribuita di grandi impianti fotovoltaici a inseguimento solare
biassiale. Come pronosticato nello stesso articolo, nel frattempo i prezzi dei moduli e delle altre componenti di un impianto fotovoltaico sono ulteriormente diminuiti (Solarbuzz®, 2011), ampliando lo spettro delle tecnologie praticabili fino a comprendere ormai anche installazioni su supporti fissi, di potenze non inferiori a 1 MWp ciascuno, preferibilmente collocate
al Sud e al Centro Italia, ma progressivamente estendibili anche al Nord.
L’obiettivo del presente contributo è affrontare un altro e decisivo aspetto della road-map sopra delineata, riguardante la questione del consumo di suolo e, in particolare, della competizione tra le installazioni fotovoltaiche di considerevoli dimensioni su terreno a destinazione agricola, da una parte, e l’uso agricolo dello stesso terreno, dall’altra.

 

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Intervista a Francesco Meneguzzo a cura della readazione ACR, libera diffusione.

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