Riportiamo un’interessante articolo di Massimiliano Zocchi, pubblicato sul sito web della mobilità smart D.MOVE.IT, in cui si evidenziano tutti i problemi registrati finora sulla rete di ricarica gestita da ENEL X e le conseguenti, sacrosante, arrabbiature dei tanti cittadini che hanno scelto di muoversi in elettrico.

Di seguito l’articolo, “La mobilità elettrica italiana è ostaggio dei problemi di Enel X. Si salva solo Tesla”

Le vendite di auto elettriche sono in rampa di lancio in tutta Europa, una volta tanto Italia compresa. Ciò che però differenzia ancora il nostro Paese dagli altri è la qualità della rete di ricarica. Se da un punto di vista della capillarità le cose vanno nella direzione giusta, vanno nella direzione sbagliata sul fronte dell'affidabilità.

Ne sanno qualcosa gli "automobilisti elettrici" che devono affidarsi (o avventurarsi sarebbe il caso di dire) alle colonnine gestite dal principale fornitore italiano: Enel X. È giusto ricordare che ad oggi, tranne rare eccezioni, la stragrande maggioranza di colonnine di ricarica rapida in corrente continua sono proprio di Enel X, grazie al progetto EVA+. Purtroppo però una serie di problemi tecnici emersi fin dalle prime prove sembrano ad oggi non risolti. Nel week end scorso, con strascichi anche ad inizio settimana, diversi automobilisti hanno avuto dei disagi importanti, come sottolineato sui social, ad esempio dalla pagina "Mobilità Elettrica Roma", Video denuncia

Come sottolineato nel video, uno dei principali vantaggi delle auto elettriche rischia di restare disatteso. Ma quel che è più grave è che sembra non esserci risposta da chi gestisce il servizio, nemmeno con due versioni di hardware differenti. Le speranze di molti utenti elettrici sono quindi riposte in altre reti veloci, come quella di Ionity. La stessa Ionity però in Italia è sempre gestita in collaborazione con Enel X, e pare stia ereditando i medesimi problemi, come accaduto proprio nei giorni scorsi alla stazione appena inaugurata al Brennero. E registrato in vari gruppi social. In questo caso specifico si trattava di un utente Tesla che ha poi chiesto assistenza al numero di servizio Enel X, al quale però, come abbiamo verificato, ha risposto una operatrice impreparata, che non conosceva le colonnine in oggetto, parlava male l'italiano, e non ha saputo aiutare il malcapitato. Per sua fortuna l'assistenza Tesla è stata più utile, controllando da remoto la capacità residua della vettura e garantendogli l'arrivo al più vicino Supercharger. Ovviamente un guasto può capitare, ma quel che appare più grave in questo caso è un servizio assistenza impreparato e si direbbe anche inadeguato.

Per prova del nove proprio oggi, nei nostri soliti spostamenti, abbiamo testato una colonnina EVA+ solitamente affidabile, l'unica ad oggi in autostrada, sulla A4 nell'area di servizio Rho Sud. Appena arrivati la prima sorpresa: l'app di gestione JuicePass rileva la postazione libera, ma non comunica con la colonnina per far partire la ricarica, restituendo il solito errore generico: “OPS, Qualcosa è andato storto!”

Fortuna che noi avevamo anche la card RFID associata al profilo, cosa che però non tutti i clienti potrebbero avere, dato che si tratta di un oggetto da acquistare a parte. Con la tessera finalmente la ricarica è partita, e sembrava andare tutto per il verso giusto, salvo poi smentire il nostro ottimismo. Intorno all'80% la ricarica si è arrestata, mostrando un errore abbastanza tipico sulla nostra vettura per "ricarica impossibile". Non avevamo con noi i giusti strumenti di misurazione, ma solitamente tale errore si verifica per una resistenza di terra troppo elevata, sinonimo di cattiva installazione, o di interferenze dovute al clima (c'è stata molta pioggia nei giorni scorsi). Insomma, ricarica fallita, ma prova del nove che conferma una situazione della rete italiana inaccettabile, con gli automobilisti mandati allo sbaraglio. Ad oggi solo chi possiede una Tesla e si affida alla rete proprietaria Supercharger può viaggiare senza ansia da ricarica.

Link all'articolo originale su dmove.it

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