Fotovoltaico negli USA: guerra al “dumping cinese”

usa solar panel

Contro gli “invasori cinesi” del fotovoltaico, è in atto una vera e propria guerra commerciale da parte dei produttori americani, volta a contrastare il mercato asiatico di moduli e componenti fotovoltaici, che propone prezzi estremamente bassi. Così, sette società che si occupano di fotovoltaico negli USA, a capo delle quali sta la filiale americana dell’azienda tedesca SolarWorld- SolarWorld Industries America Inc


, hanno presentato un’istanza al Dipartimento del Commercio e alla International Trade Commission degli Stati Uniti. La richiesta è quella di arginare, con misure precise ed efficaci, l’invasione di prodotti cinesi con sussidi statali che possano mantenere bassi i costi del mondo del fotovoltaico negli USA.

In una nota di in una nota, il commercio sleale del fotovoltaico cinese verrebbe contrastato con la più grande azione anti-dumping che gli Stati Uniti hanno mai avviato contro la Cina, ed una delle prime riguardanti il settore delle energie rinnovabili. L’obiettivo è quello di evitare il fallimento delle imprese americane, e la conseguente perdita di posti di lavoro. Il mercato del fotovoltaico cinese viene anche accusato di “violazione degli standard di qualità, ambientali e sociali”. L’Italia appoggia l’istanza USA, attraverso il Comitato IFi (Industrie fotovoltaiche italiane), che sostiene di avere in progetto una proposta simile da presentare al Governo italiano. Il Comitato Ifi vorrebbe spingere verso una normativa che tuteli con chiarezza il “Made in Europe” riguardo il settore del fotovoltaico. Il Quarto Conto Energia infatti, nonostante premi con un incremento del 10% della tariffa incentivante gli impianti realizzati con componenti europei, secondo il Comitato IFi non tutela abbastanza e non è restrittiva come dovrebbe.

Secondo le cifre presentate dal Comitato IFI, nonostante il potenziale produttivo del mercato europeo sia di 7,5 GW, le industrie in Europa hanno prodotto solo 2,6 GW, perché il mercato ha assorbito almeno l’82% della produzione cinese. Un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

FONTE : Fotovoltaiconews.it

Articoli correlati