Rete di ricarica mezzi elettrici in Giappone: accordo tra i costruttori e il governo

giapppone accordo case automobilistiche ricarica elettricaUn accordo tra le 4 grandi case automobilistiche e il governo Nipponico per lo sviluppo di massa della rete di ricarica per veicoli elettrici in tutto il Giappone.

 

E’ divenuto oramai frequente, dalle pagine di questo blog, dare conto di realizzazioni di reti di ricarica di mezzi elettrici oramai integrate ed estete ad aree geografiche vaste come la regione dei Paesi Baschi in Spagna, o addirittura grandi nazioni come i Paesi Bassi. Nel caso spagnolo dei Paesi Baschi, è stata la sinergia tra la compagnia elettrica basca EBE e la compagnia petrolifera spagnola REPSOL a realizzare la rete di ricarica rapida regionale (vedi post “Reti integrate di ricarica elettrica: Il caso Spagnolo dei Paesi Baschi con la nuova rete di Ibil”).

Il caso ancora più vasto olandese poi, è partito da una start up la “Fastned”, fondata nel 2011 da Bart Lubbers e Michiel Langezaal, che ha avuto l’incarico di realizzare un’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici a livello nazionale, scegliendo per la realizzazione ABB, azienda leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione (vedi post “Rete di ricarica veloce mezzi elettrici: ecco la soluzione dei Paesi Bassi targata ABB”).

In questa serie di iniziative che si arricchisce ogni giorno, non poteva mancare il Giappone, paese nel quale si può senza dubbio dire che la mobilità elettrica è nata, sicuramente a livello commerciale, con le quattro maggiori case automobilistiche del Sol Levante che dall’inizio hanno creduto fortemente sulla mobilità elettrica. In Giappone saranno proprio Toyota Motor Corporation, Nissan Motor Co., Honda Motor Co. e Mitsubishi Motors Corporation a lavorare insieme per lo sviluppo di una rete capillare di colonnine per le auto elettriche, avendo siglato recentemente un accordo finalizzato alla promozione dell’uso dei veicoli ad alimentazione elettrica. Le quattro società collaboreranno anche con le aziende che già forniscono servizi di ricarica ai fini dello sviluppo di un sistema integrato di colonnine.

Ad oggi sono circa 1.700 i dispositivi di ricarica veloce che si aggiungono a poco più di 3.000 le colonnine tradizionali in Giappone, una rete ritenuta davvero limitata ed insufficiente per garantire un servizio comodo e capillare proprio nel paese che offre la più vasta gamma in termini di mobilità elettrica. Importante in tutto ciò il ruolo del governo giapponese, che ha annunciato sussidi per la realizzazione di infrastrutture di ricarica pari a 100.500.000.000 Yen (oltre 750 milioni di euro), come parte della sua politica economica per l’anno fiscale 2013, per dare un forte e decisivo impulso al rapido sviluppo del mercato della mobilità elettrica.

L’accordo siglato prevede la implementazione di una rete di rifornimento per veicoli Phv (Plug-in Hybrid Vehicle), Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), dotate di accumuli elettrochimici (batterie) che forniscono forza motrice al veicolo, che possono essere ricaricati o tramite un motore a combustione interna presente all’interno del veicolo o tramite una fonte elettrica esterna (colonnina di ricarica); ed Ev (Electric Vehicle), veicoli dotati di accumuli elettrochimici ricaricabili (batterie) che forniscono forza motrice, senza la presenza a bordo di generatori di elettricità. L’obiettivo dichiarato del paese del Sol Levante è quello di raggiungere il 15-20% delle nuove immatricolazioni entro il 2020.

Da parte loro i quattro Costruttori automobilistici nipponici collaboreranno con le amministrazioni locali ed alcune società fornitrici di servizi di ricarica come Japan Charge Network Co., Charging Network Development e Toyota Media Service, per determinare una rete di ricarica più capillare, più facile da usare e di più facile accessibilità. Un lavoro di squadra che dovrebbe consentire in tempi rapidi di aumentare il numero di colonnine standard fino ad 8000 unità e quelle di ricarica rapida fino a 4000 unità, ed in cui le case automobilistiche sosterranno temporaneamente una parte dei costi d’installazione e manutenzione con lo scopo finale di realizzare un’infrastruttura condivisa, con la possibilità per gli automobilisti di ricaricare la propria auto in qualsiasi stazione con l’utilizzo di una unica card.


Sauro Secci

 

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