Trasporto pubblico e appalti: ecco il Green Public Procurement UE sui bus ecologici

Una significativa intesa quella raggiunta in questi giorni in sede UE sulla nuova Direttiva Veicoli Puliti, la quale prevede che almeno un quarto dei nuovi autobus acquistati dalle autorità pubbliche nelle città dell'Unione Europea dovrà essere “pulito” entro il 2025, percentuale che salirà ad un terzo entro il 2030 (La Redazione di Ecquologia).

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Si tratta dell'introduzione di specifiche quote di autobus ecologici nella flotta acquistata dalle autorità pubbliche, sulla cui nuova regolamentazione i membri del parlamento Europeo e i rappresentati degli Stati membri hanno trovato un accordo. L’intesa è stata raggiunta nell'ambito delle trattative inerenti la revisione della Direttiva veicoli puliti 2009/33/EU, un provvedimento finalizzato alla promozione di mezzi più ecologici per il trasporto stradale e a basso impatto ambientale. Una revisione resasi necessaria dai deludenti risultati della direttiva UE del 2009, determinati dalla bassa quota di mercato dei veicoli acquistati negli appalti pubblici e che va a rivedere direttamente le norme del cosiddetto Green Public Procurement e dove finalmente si può registrare adesso un punto di vista condiviso da parte di tutti i legislatori europei.

L’accordo informale raggiunto, che dovrà essere convalidato da Parlamento e Consiglio dell’UE in due separate votazioni, prevede l'introduzione di due nuovi obiettivi per gli acquisti di autobus ecologici:

  • le autorità pubbliche di tutte le città dell’Unione dovranno garantire che almeno un quarto dei nuovi bus siano alimentati a gas o elettricità entro il 2025;
  • la quota dovrà aumentare a un terzo dei nuovi acquisti per il 2030. Nel dettaglio i target nazionali sono stati tarati in basi alle possibilità economiche del paese, oscillando dal 24% al 45% entro il 2025 e dal 33% al 66% nel 2030, a seconda della popolazione e del PIL di un paese.

In particolare, la metà degli obiettivi fissati dalla nuova Direttiva dovrà essere conseguita con veicoli "zero emission", elemento che determina, per esempio, che in paesi come Germania e Svezia quasi un quarto dei nuovi autobus pubblici dovrà essere a trazione elettrica entro il 2025.

 

Sugli sviluppi in sede comunitaria riportiamo il parere di una ONG da sempre impegnata nella minimizzazione dell'impatto ambientale nel settore dei trasporti come Transport & Environment (T&E), il cui portavoce Yoann Le Petit spiega che "Grazie a questa legge dovremmo iniziare a vedere molti più autobus elettrici che vengono immessi sulle strade europee. Ma questa direttiva è il minimo indispensabile ed è necessario un assorbimento molto più rapido. Per i cittadini, ciò significa aria più pulita, meno rumore e viaggi in più confortevoli. Per i produttori di bus dell’UE, come Solaris e VDL, significa nuove opportunità di mercato”.

Una novità molto importante della nuova Direttiva è l'ampliamento dell'ambito di applicazione, dal momento che il provvedimento è esteso anche ai contratti di servizio pubblico per i servizi di consegna pacchi e posta e a quello della raccolta dei rifiuti. Specificatamente ai mezzi dedicati alla raccolta dei rifiuti e ad altri veicoli pesanti acquistati dalle autorità pubbliche, dovranno anch'essi includere una quota ecologica compresa tra il 6% e il 10% nel 2025 e tra il 7 % e il 15% nel 2030. Sul versante dei veicoli leggeri come auto e furgoni invece, le percentuali passano a 18,7%-38,5% di nuovi mezzi a basse emissioni (meno di 50 grammi di CO2 per km) entro il 2025 e le stesse percentuali ma con mezzi zero-emission per il 2030.

 

 

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