Cile, il paese dove le energie rinnovabili senza incentivi battono le fossili

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Target ambiziosi sull’energia pulita, appena fissati a settembre dell’anno scorso, aree con radiazione solare da record e ventosità notevoli, domanda elettrica in aumento e costi dell’energia piuttosto alti: il Cile sembra avere tutti gli ingredienti giusti per attrarre chi voglia investire nelle rinnovabili.


Abbiamo intervistato Carlos Finat, direttore esecutivo di ACERA, Asociacion Chilena de Energias Renovables, e membro del Centro de Energía della Universidad de Chile, che sarà keynote speaker del seminario “The Chile’s Market For Renewable Energy Sources: Opportunities for the Foreign Investors”, organizzato da OIR, Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili e che si svolgerà l’11 luglio a Milano.

Mr Finat, dal punto di vista economico cosa rende il Cile un paese interessante per gli investimenti nelle rinnovabili?

Il Cile è in generale un posto attraente per gli investimenti, grazie all’apertura del suo mercato, alla crescita economica e alla stabilità politica. Nell’ultimo “Global Competitiveness Report 2013-2014” del World Economic Forum, il Cile è al 34° posto, precedendo con distacco gli altri paesi dell’America Latina. Anche per quel che riguarda nello specifico le rinnovabili, l’attrattività del Cile è riconosciuta da più parti. Per esempio Bloomberg New Energy Finance mette il paese al secondo posto nella classifica dei mercati più promettenti per le rinnovabili in America Latina e Caraibi. Tra i punti di forza sottolineati dal report Bloomberg, il quadro normativo-regolatorio favorevole, il volume attuale degli investimenti in fonti non convenzionali, la disponibilità di risorse rinnovabili e l’obiettivo nazionale di riduzione dei gas serra. Un altro aspetto importante è che il paese sta facendo i conti con una scarsità energetica e alti prezzi dell’energia. Data la preminenza della generazione da idroelettrico e da combustibili fossili importati, il prezzo dell’energia è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua e dai prezzi di gas e petrolio sui mercati internazionali. Va infine sottolineato il ruolo che l’Agenda energetica recentemente annunciata dà alle rinnovabili.

Quali sono gli obiettivi sulle rinnovabili che il Governo ha approvato a settembre 2013?

L’Agenda impegna il Cile ad arrivare nel 2025 al 20% di energia da rinnovabili non convenzionali e definisce anche una serie di politiche per sostenere questo impegno. La crescita è fissata per obiettivi graduali, dal 5% per il 2014 al 20% per il 2025. Il nuovo governo ha approvato una politica energetica che mette in primo piano le rinnovabili non convenzionali che, data l’enorme disponibilità di risorse, possono consentire di diminuire significativamente la dipendenza dalle fossili e far scendere il prezzo dell’energia.

Quali fonti sono incentivate e come? E quali le tecnologie più interessanti economicamente?

In generale il quadro normativo è technology neutral. Tuttavia ci sono incentivi specifici per sostenere alcune tecnologie e aree di applicazione. L’anno scorso, a valle di un’asta, il governo cileno ha stanziato finanziamenti e incentivi per la costruzione della prima centrale di solare termodinamico a concentrazione (CSP, ndr) del paese, che sarà la più grande in America Latina. Ci sono poi fondi per la generazione da rinnovabili a servizio dell’irrigazione e per condurre studi di fattibilità per nuovi impianti.

Il suo paese in alcune aree ha ottime risorse in termini di radiazione solare e ventosità. Quali sono le zone più interessanti per il fotovoltaico e per l’eolico?

In generale le zone ad alta radiazione solare sono nelle regioni settentrionali (clicca su mappa per ingrandire). Ad esempio da Arica e Parinacota all’area di Atacama. Per queste regioni un recente studio del ministero dell’Energia stima un potenziale di 550 GW di CSP e 1.260 GW di FV. Lo stesso studio stima per l’eolico un potenziale di oltre 37 GW localizzato soprattutto nella area di Atacama e nella zona meridionale da Biobío alla ragione di Los Lagos, inclusa l’isola di Chiloe. Lo studio si intitola “Energías Renovables en Chile – El Potencial Eólico, Solar e Hidroeléctrico de Arica a Chiloé” e si può trovare sul siti del ministero dell’Energia cileno (in pdf cliccando qui, ndr)

Come procede il mercato del fotovoltaico?

Sta crescendo molto rapidamente. Un anno fa la potenza installata non arrivava a 4 MW e c’erano 70 MW in costruzione. Ora ci sono 170 MW già operativi e altri 170 in fase di realizzazione.

Il Cile, con l’ottima irradiazione e i prezzi dell’energia relativamente alti, consente già adesso di realizzare grandi centrali FV senza bisogno di incentivi …

Il mercato cileno delle rinnovabili non prevede incentivi. I proprietari degli impianti hanno entrate solamente dalla vendita tramite PPA, cioè con contratti di fornitura di energia a terzi, o sul mercato spot. In generale oggi una centrale a gas non riesce ad offrire energia, nell’ambito di un PPA, a meno di 125 dollari Usa per MWh, mentre le rinnovabili – mini-idroelettrico, biomasse, solare ed eolico – riescono ad avere offerte che vanno dai 60 ai 110 $/MWh.

L’alto costo dell’elettricità farebbe pensare che il Cile sia un buon posto anche per installare impianti fotovoltaici su tetto. Com’è la situazione in questo segmento di mercato?

Anche se due anni fa il Congresso ha approvato una legge che regola la generazione di piccoli impianti su edifici (> 100 kW, ndr), questa è rimasta finora inattuata per la mancanza dei regolamenti attuativi. Il nuovo governo ora ha completato la normativa; manca solo l’approvazione finale. Le regole che la nuova legge stabilisce in materia di scambio di energia con la rete, però, rendono questo tipo di installazioni convenienti probabilmente solo in situazioni con ottime risorse in termini di sole o di vento.

E l’industria locale delle energie rinnovabili?

Sta crescendo. Lentamente sta iniziando a rispondere alle esigenze di costruzione e per l’operation and maintenance. E’ chiaramente un’area ricca di opportunità per gli investitori interessati al mercato cileno. Con 1.600 MW di mini-idroelettrico, biomasse, eolico e solare già installati e altri 900 in costruzione l’industria locale deve reagire e cercare di guadagnare quote, nella costruzione, nella componentistica e nei servizi. Certo, l’esperienza e il know-how di aziende estere che già lavorano nelle rinnovabili sarebbe un vantaggio rilevante.

VIA | Qualenergia

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