Strage di cozze, ecco il monumento al «Mitile Ignoto»

Pubblichiamo con grande piacere l'articolo pubblicato sul suo blog Spiagge, di Marco Gasperetti sul monumento al "Mitile Ignoto" e sulla grande moria di cozze verificatasi qualche tempo fa a La Spezia, dopo operazioni di dragaggio del porto effettuate con tecnologie tradizionali.  

 

Povere cozze, deliziose ed eco-sostenibili, da anni sono minacciate dal dragaggio tradizionale di porti, fiumi e altri specchi d’acqua. Ne hanno distrutte (e inquinate) a milioni e la strage continua. Tanto da spingere un gruppo di esperti ed ambientalisti a dedicare alla cozza un monumento. Lo ha realizzato lo scultore Berico su disegno di Jacopo Fo, il figlio del grandissimo Dario e sarà inaugurato il 10 novembre a Rimini, alla rassegna Ecomondo.

 

«Le cozze sono le prime vittime dei dragaggi tradizionali che, creando torbidità e muovendo gli inquinanti, le asfissiano uccidendole», conferma Fabio Roggiolani, imprenditore, vice presidente di Giga, un’associazione che si occupa di energia sostenibile – Un esempio? Alla Spezia in un pomeriggio di dragaggio furono distrutti oltre 2 milioni di mitili.

Come sostengono i professori James Morris, dell’Istituto belga di Scienze naturali e Giampiero Ravagnan dell’università Ca’ Foscari di Venezia «la cozza è una straordinaria alleata del clima, anche perchè il suo guscio è un bio-accumulatore di anidride carbonica».

Durante Ecomondo sarà presentato l’eco-dragaggio, un sistema per dragare senza provocare danni all’ambiente e ai mitili. «Il guscio dei molluschi è costituito per il 95% da carbonato di calcio, utilizzabile in agricoltura per il controllo dell’acidità del suolo, oppure utilizzabile come integratore alimentare per il mangimi delle galline, in campo edilizio – continua Roggiolani – è un ingrediente della miscela per il cemento o può essere utilizzato nella fotocatalisi nei processi di depurazione delle acque di scarico. A Venezia il professor Ravagnan ha realizzato uno studio sull’utilizzo dei gusci dei molluschi per interventi di protezione dall’erosione della Laguna».

 

Di Marco Gasperetti (Corriere della Sera)

Link articolo originale (Blog "Spiagge" Corriere della Sera) 

 

 
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