L’Ue in soccorso di elefanti, grandi scimmie e tartarughe marine

norme ue avorio restrizioni Oggi l’Unione Europea ha deciso di sostenere il programma “Minimising the Illegal Killing of Elephants and other Endangered Species” (Mikes)  per migliorare la tutela degli elefanti, delle grandi scimmie e rinoceronti in Africa, così come altre specie come le tartarughe marine dei Caraibi e del Pacifico.

 

Il programma, rivolto ai Paesi dell’Africa, Caraibi, Pacifico (Acp), secondo la Commissione europea «Rafforzerà il monitoraggio delle popolazioni di animali e del bracconaggio, contribuirà e a migliorare l’applicazione della legge nella lotta contro le uccisioni illegali, attraverso la formazione e il sostegno operativo, e ad istituire un sistema di risposta di emergenza per gli improvvisi aumenti delle uccisioni e del commercio illegali».

Mikes è finanziato attraverso il 10° Fondo europeo di sviluppo con 12.300.000 euro e si svolgerà nel periodo 2014-2018, implementerà la Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (Cites) in collaborazione con i 31 Stati africani dell’areale degli elefanti e selezionerà anche aree protette nei Caraibi e nel Pacifico. L’annuncio è stato dato all’African Elephant Summit che si conclude domani a Gaborone, la capitale del Botswana. L’evento punta a mettere in atto misure urgenti per affrontare la recrudescenza del bracconaggio degli elefanti africani e del commercio illegale di avorio.

Il nuovo progetto Mikes si basa su un progetto simile già esistente dal 2001 e che ha documentato un aumento allarmante del bracconaggio di elefanti ed ha evidenziato la necessità di agire contro il crescente commercio illegale internazionale in avorio di elefanti. Secondo i dati del progetto, «Nel 2012 circa 22.000 elefanti sono stati uccisi illegalmente in tutto il continente africano . Questa cifra supera i numeri con cui le popolazioni di elefanti crescono, suggerendo che il loro complessivo numero stia diminuendo»  Il commercio illegale di avorio è in aumento: 2011 ha visto anche il sequestro record di 35 tonnellate di avorio.

Il commissario europeo allo sviluppo, Andris Piebalgs ha sottolineato che «L’uccisione illegale di specie minacciate di estinzione è attualmente una delle principali minacce per la fauna selvatica nei Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Si tratta di network  criminali pesantemente armati e organizzati, che contribuiscono all’insicurezza e quindi impediscono lo sviluppo. Tutto questo richiede un approccio coerente con l’obiettivo di affrontare le minacce sia alla biodiversità che alla sicurezza in queste tre regioni».

I Paesi Acp vantano elevati livelli di biodiversità e le presenza di alcune delle specie viventi più rare del  pianeta, come i rinoceronti, le grandi scimmie e le tartarughe marine. Il nuovo progetto “Mikes” migliorerà il sistema di monitoraggio della biodiversità e delle minacce che subisce estendendo ad altre specie rare la copertura data fino ad ora agli elefanti.  Per combattere il bracconaggi saranno, fra le altre cose, formate le forze dell’ordine, dato supporto tecnico per la creazione di sistemi di pattugliamento e, dove richiesto, un supporto operativo concreto. Verrà creato un meccanismo di risposta di emergenza per consentire a Mikes di rispondere a improvvisi aumenti delle uccisioni e/o del commercio internazionale illegale di elefanti e altre specie.

Secondo il commissario Ue all’ambiente, Janez Potocnik, «Questo nuovo programma dimostra che l’Ue, in partenariato con i Paesi Acp, è pronta a rafforzare gli sforzi per combattere il traffico di fauna selvatica e per ridurre i suoi impatti devastanti sulla biodiversità. Accolgo con particolare favore l’attenzione sulla migliore applicazione delle norme Cites, che aiuteranno i Paesi a rafforzare le loro capacità in quell’area. Tuttavia, dato il recente aumento drammatico della domanda di prodotti illeciti della fauna selvatica e visto che il crimine della fauna selvatica è diventato anche una seria minaccia per la sicurezza, la stabilità politica, le risorse naturali e dello Stato di diritto, l’Ue deve esaminare se il suo approccio attuale sia sufficiente nell’affrontare le molteplici sfaccettature di questo problema».


via | Greenreport


Segui le notizie di Ecquologia! 

facebook ecquologia official page

Oggi la giustizia russa ha accusato di teppismo/vandalismo (o meglio di hooliganismo, nemmeno fossero ultras della Dinamo Mosca)  26 membri dell’equipaggio su 30 della nave di Greenpeace  Arctic Sunrise. Lo ha confermato a Ria Novosti Mikhail Kreindlin, l’avocato russo messo a disposizione dei suoi attivisti da Greenpeace.  Ieri anche all’attivista italiano Cristian D’Alessandro è stata formalizzata l’accusa di vandalismo.

«Le accuse sono state portate contro altre 9 persone , portando a 26 il numero dei membri dell’equipaggio incolpati di questo delitto», ha spiegato Kreindlin, sottolineando che l’accusa non ha ritirato ancora le accuse di pirateria che pesano  sui militanti ambientalisti, arrestati il 18 settembre dalla Guardia costiera di frontiera russa mentre tentavano di scalare una piattaforma petrolifera di Gazprom nel Mar della Pecora.

Secondo il Comitato d’inchiesta russo il comportamento dei militanti di Greenpeace ha messo in pericolo la vita di chi lavorava sulla piattaforma Gazprom. Vladimir Tchuprov, direttore del programma Artico di Greenpeace Russia, ha risposto che «Le azioni dei militanti di Greenpeace nel Mar di Pecora non possono costituire una minaccia per la vita delle persone che lavorano sulla piattaforma petrolifera Prirazlomnaia. Questa accusa che era stata formulata all’inizio. E’ evidente che le azioni dei militanti ecologisti non possono né perturbare il funzionamento della piattaforma, né costituire una minaccia per la vita del suo personale. Essendo Greenpeace un’organizzazione non violenta, i suoi militanti sono i soli a rischiare la loro salute e la loro vita durante azioni come quella. I militanti di Greenpeace seguono una formazione specializzata prima di prendere parte a manifestazioni di questo genere. Apprendono a comportarsi senza ricorrere alla violenza, ad escludere ogni minaccia ed ad evitare i rischi per gli altri. Questo è il primo principio applicato da Greenpeace durante le sue azioni. L’esperienza dimostra che I militanti ecologisti sono I soli ad esporsi al pericolo. Le operazioni di Greenpeace non hanno mai fatto una sola vittima nel mondo. Le forze dell’ordine non possono non saperlo».

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea che «Le autorità russe hanno formalizzato l’accusa di vandalismo, senza ancora far decadere quella di pirateria come annunciato, ma la sostanza non cambia: la detenzione dell’equipaggio di Greenpeace e dei giornalisti e il sequestro della nave è del tutto illegittimo. Se l’accusa di pirateria si è rivelata inconsistente, quella di vandalismo oltre ad essere ugualmente assurda, mai comunque avrebbe dato il diritto di abbordare la nave di Greenpeace in acque internazionali».

Intanto l’Olanda ha deciso di portare il caso Russia-Greenpeace davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos), previsto dalla Convenzione Onu sul Diritto del Mare (Unclos) e la prima udienza è fissata ad Amburgo per il 6 novembre. La Russia, pur avendo sottoscritto l’Unclos, ha detto che non parteciperà al processo e non accetterà le decisioni del Tribunale.

Greenpeace fa notare che «Se la Russia dovesse davvero rifiutare la decisione del Tribunale, il risultato sarebbe una crisi generale del Diritto Internazionale ben oltre i limiti della questione tra Russia e Olanda. Il principio della libera navigazione in acque internazionali, che è alla base del diritto marittimo, sarebbe seriamente compromesso. Dal giorno dopo, infatti, chiunque può inventarsi accuse di pirateria come hanno fatto le autorità russe, abbordare e sequestrare chi vuole e poi rifiutare il giudizio del Tribunale internazionale».

- See more at: http://www.greenreport.it/news/comunicazione/russia-contro-greenpeace-hooliganismo/#sthash.NnWIIQBP.dpuf

ecquologia news official twitter

 


BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS