Efficienza energetica in EU: Eurostat dice che non ci siamo

Segnali importanti per rafforzare le politiche di risparmio energetico quelle che arrivano da Eurostat, l’Ufficio Statistico della UE, che dimostra che ancora il disaccoppiamento delle attività economiche e consumi energetici è ancora molto lontano dal realizzarsi. (di Sauro Secci)

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Si accentua sempre più infatti il divario fra consumi energetici europei ed obiettivi di efficienza energetica con il target fissato per il 2020 dalla UE, che potrebbe essere ancora raggiungibile solo con sforzi davvero molto importanti.

Proprio i dati Eurostat per il 2017, di cui è scaricabile il documento in calce al post, partendo dai singoli report nazionali come input per aggiornare i trend comunitari, evidenziano un deciso ritardo nell’azione rispetto quanto suggerito dalla direttiva 2012/27/EU, il quale non fissava obiettivi vincolanti ma solo indicativi per i singoli Stati: aspetto che ha determinato purtroppo una libertà d’azione che ha in qualche modo agevolato disattendere gli impegni presi.

Entrando nello specifico dei dati del report Eurostat, nel 2017, a fronte di un consumo di energia primaria di 1.561 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), il consumo di energia finale raggiungeva i 1.222 Mtep, con entrambi gli indicatori cresciuti di circa l’1% rispetto al 2016. Proiettando questo scenario sul target 2020, è evidente una deriva preoccupante in questo percorso come ben evidenzia il grafico seguente, visto che la direttiva richiede infatti un consumo energetico per la fine del decennio a livello della UE non superiore a 1.474 Mtep di energia primaria o non superiore a 1.078 Mtep di energia finale. Uno scenario auspicato che colloca la situazione corrente con un disavanzo di del 5,3% sopra all’obiettivo di efficienza energetica o del 3,3% rispetto all’energia finale consumata, con una tendenza a lungo termine ancor meno incoraggiante, in un contesto di lungo periodo che ha visto una diminuzione dei consumi dal 1990 di appena lo 0,4%.

 

Fonte: EUROSTAT “Energy consumption in 2017”

 

Secondo l'analista Samuel Thomas, consulente senior presso il Regulatory Assistance Project (RAP), la causa principale di questo ritardo è da imputare alla crescita del PIL, sostenendo che  “è colpa dell’economia. Tra il 2014 e il 2017, il prodotto interno lordo dell’UE è cresciuto ad un ritmo più rapido […] per quanto vorremmo prenderci cura di noi stessi, l’attività economica non è ancora significativamente disaccoppiata dal consumo di energia”.

Appare comunque evidente che uno scenari così composito ed articolato richiede approcci diversi a livello dei singoli paesi UE, ognuno dei quali ha una propria storia ed un proprio percorso diverso, con solo 4 degli Stati membri che nel corso del 2017 sono riusciti a ridurre i propri consumi di energia finale, tra i quali anche l'Italia: Belgio (-1.2%), Regno Unito (-0.8%), Italia (-0.6%) e Slovenia (-0.3%).

 

Scarica la nota EUROSTAT “Energy consumption in 2017” 

 

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