Ecosistema Scuola 2018 di Legambiente: 85% degli istituti nelle ultime tre classi energetiche

Puntuale come ogni anno arriva la pubblicazione di “Ecosistema Scuola 2018”, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato in questi giorni nel corso del Forum Scuola a Napoli.

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In testa alla classifica, in termini di qualità energetico strutturale dei nostri edifici scolastici, Bolzano e Trento, da sempre due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza, con praticamente tutti gli istituti che presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e che hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto e di efficientamento energetico. Inoltre il 6% degli edifici sono costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che ancora non raggiunge l’1%. Conferma anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175mila euro per edificio, corrispondente a circa dieci volte la media nazionale. Proprio quel mix di pianificazione, di costanza degli investimenti e di innovazione che sono stati invece le principali carenze soprattutto nelle regioni del sud Italia e nelle isole, le cui città capoluogo si collocano tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria, con l’eccezione di Cosenza al 17° posto e con Reggio Calabria, Palermo, Latina, unica del centro Italia nella parte finale della classifica, Foggia e Messina che chiudono la classifica.

Fonte: Rapporto "Ecosistema Scuola di Legambiente"

Si tratta di una situazione decisamente preoccupante sul piano della sicurezza e dei minori controlli, vista l’alta vulnerabilità sismica di molte delle regioni del sud. Infatti nel sud tre scuole su quattro sono collocate in aree a rischio sismico, con la Sicilia che presenta ben il 98,4% delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma ad appena il 2,4% anche se con alcune eccezioni, come la già citata Cosenza (17a), provincia nella quale tutte le scuole dispongono delle certificazioni richieste, grazie ad un intraprendente reperimento di risorse da fondi nazionali e regionali e la siciliana Ragusa (48a) che ha manifestato la sua virtuosità attingendo al meglio ai fondi regionali disponibili per la manutenzione straordinaria.

Una fotografia ben definita quella che emerge dal nuovo Rapporto di Legambiente, con una top ten di Ecosistema Scuola 2018 popolata da tutti comuni del nord, con la sola eccezione di Prato (7º)  e con Bolzano e Trento nelle prime due posizioni, seguite da Bergamo in terza posizione e ben 4 capoluoghi dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º), con Pordenone (8º) e Verbania (9º).

Passando alla coda della classifica, come già detto, le città del Sud e delle isole con Messina che la chiude, preceduta da Foggia (82a), Palermo (80a), Reggio Calabria (79a), Siracusa (78a), Potenza (77a), Sassari (75a) e Crotone (74a). Tra le eccezioni in coda alla classifica abbiamo Latina (81a) e, per il nord, Trieste (76a). Nella parte medio-alta della classifica, tra i grandi capoluoghi di regione da segnalare Firenze (18a), Torino (20a), Milano (27a) e Napoli (32a), seguite a distanza Venezia (52a), Bari (62a), Genova (69a). Da segnalare il mancato inserimento in graduatoria di Roma, causa incompleto invio dei dati, con anche Bologna e Cagliari che non hanno inviato i loro dati.

Entrando nel merito di qualità degli edifici e sicurezza, i dati presentati dal Rapporto ’Ecosistema scuola 2018", relativi all’anno 2017, evidenziano complessivamente un panorama di 5.725 edifici, dei quali quasi la metà costruiti prima degli anni ’70, cioè prima dell’entrata in vigore di un quadro normativo orientato all'antisismica ed al collaudo statico, con ben il 46,8% di queste, che necessita di urgenti interventi di manutenzione. Connotazioni che si accentuano al sud, dove nonostante tre scuole su quattro siano in area rischio sismico, solo una scuola su quattro risulta costruita secondo criteri antisismici, senza che siano messe in atto le necessarie misure di prevenzione.

Il rapporto evidenzia come siano ancora indietro le attività di verifica della vulnerabilità sismica, che sono state eseguite solo sul 27,4% degli edifici del sud ed appena il 2,4% delle scuole delle Isole, con tale percentuale che sale al 50,9% al centro ed al 35,3% al nord, con le indagini diagnostiche dei solai effettuate nel’8,6% delle scuole del sud e delle isole, il 31,6% delle scuole del centro e il 25,2% di quelle del nord.  

Il risanamento di un quadro così definito per assicurare un grado di adeguata sicurezza a tutti gli alunni italiani, richiede una accurata attività di verifica dello stato di salute degli edifici scolastici situati nelle aree a maggior rischio sismico, necessario presupposto per la programmazione delle priorità d’intervento e la messa in sicurezza delle scuole con la maggiore vulnerabilità.

Un caso emblematico quello della Campania, dove nonostante che oltre la metà degli edifici scolastici siano stati sottoposti ad interventi di manutenzione straordinaria, restano ancora oltre il 64%, quelli che necessitano di interventi urgenti, come ha sottolineato Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania. Una esigenza di intervento probabilmente imputabile ad una spesa sia per la manutenzione straordinaria che ordinaria nettamente inferiore alla media nazionale.

Operazioni, quelle di ammodernamento strutturale e di efficientamento energetico e ambientale degli edifici scolastici che passano attraverso scelte di più ampio respiro, come un progetto di rigenerazione sociale, educativo e ambientale di un territorio o un quartiere, come testimoniano le storie di scuole sostenibili, cioè i dieci casi virtuosi di edifici scolastici nuovi o riqualificati contenuti nel nuovo dossier di Legambiente. Si tratta di esempi virtuosi e esperienze importanti che si trovano anche in Comuni che hanno scelto di investire in innovazione e sostenibilità con grandi risultati, come il caso di Bolzano che attraverso l’efficientamento energetico di tutti gli edifici scolastici ha ridotto del 50% i consumi energetici.

Anche nell'ambito dell'efficientamento energetico degli edifici scolastici c'è molto da lavorare, dal momento che ben l'85% delle scuole italiane sono classificate nelle ultime tre classi energetiche (E,F e G) ed appena poco più del 5% degli istituri scolastici che si colloca nelle prime tre classi (A,B e C). Nonostante questo, si intravedono in questo ambito dei segnali incoraggianti, che incoraggiano a proseguire la strada intrapresa, con il numero di scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile che passano dal 13,5 del 2012 al 18,2% del 2017.

 

Scarica il Rapporto “Ecosistema Scuola 2018” di Legambiente 

 

Sauro Secci

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