Valvole termostatiche: la grande fregatura

Tra le più interessanti eco innovazioni presentate nell’ultima edizione di Ecofuturo Festival 2017, si collocano indubbiamente le nuove centraline “abbatti-consumi” presentate da ELess, capaci di essere installate in impianti tal quale, ottenendo grandi risultati in termini di ottimizzazione e risparmio energetico.

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Un nuovo approccio quello di ELess, alternativo a certi schemi sino ad oggi incentivati dalle politiche come quello della installazione delle valvole termostatiche, davvero dalla dubbia efficacia. Proprio per approfondire questo aspetto, pubblichiamo con grande piacere questo approfondimento di ELess. Per questo iniziamo oggi la pubblicazione di una serie di articoli legati a questo cruciale argomento, che vede il nostro paese con un patrimonio edilizio ancora con enormi inefficienze energetiche, iniziando i grandi limiti palesati dalla installazione delle valvole termostatiche, incentivate in questi anni, per proporre poi soluzioni alternative e davvero più efficaci ed efficienti. 

 

Sono cominciate ad arrivare parziali ma importanti verifiche che attestano i nostri, ma non solo nostri, dubbi circa la convenienza economica del montaggio imposto di valvole termostatiche e ripartitori. Nel numero di aprile di “Energia e dintorni”, la rivista del CTI, sono riportati dei primi risultati sui risparmi generati dal montaggio dei suddetti sistemi di controllo, dopo un monitoraggio effettuato su 15 condomini di Roma e Torino, nell’anno precedente e nei due successivi all’installazione.  

I risultati evidenziano una riduzione media dell’8% il primo anno e del 10% al secondo.

A fronte di una cospicua spesa, della misura dell’80% circa dell’importo delle bollette del riscaldamento di un’intera stagione, per l’installazione di valvole, ripartitori, adeguamento dell’impianto, contabilizzazione, si avrebbe un risparmio dell’8/10%. Ciò vuol dire un rientro dall'investimento in 8/10 anni! 

Questo dato, pur se parziale, non fa che confermare un altro studio pubblicato su “La Termotecnica” n°58 di novembre 2016, organo ufficiale dell’ ATI e del CTI, cioè che “Nei quattro anni trascorsi dall’emanazione della Direttiva 2012/27/UE e negli oltre due trascorsi dal suo recepimento mediante il D.Lgs.102/2014, non è stata percepita dai cittadini italiani l’utilità, innanzitutto, di verificare, tramite incarico ad un professionista, se l’installazione dei dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore fosse o meno efficiente in termini di costi.

Dallo studio riportato nel presente lavoro risulta possibile che gli edifici ubicati nelle zone climatiche più calde (tipicamente A, B, C, D) –quasi tutto il centro, il sud Italia ndr- non siano soggetti all’imposizione legislativa, che, invece, rimarrebbe solo per circa il 50% degli immobili, ubicati nelle zone climatiche più fredde (tipicamente E, F).” 

A queste parziali conferme si aggiungono altre considerazioni tecniche ancora in sospeso di giudizio, che dati campione più completi potrebbero confermare o negare:

ben sapendo che un significativo numero di edifici in Italia sono stati costruiti prima del 1980 con criteri costruttivi lontani dagli standard di efficienza energetica odierni, quindi con considerevoli dispersioni tra

  • appartamento e appartamento per alti coefficienti di trasmissione termica dovuti ad insufficiente coibentazione delle pareti;
  • tra gli appartamenti all’ultimo piano col tetto o terrazzo per insufficiente coibentazione dei solai;
  • tra piani pilotis con i parcheggi, i portici per insufficiente coibentazione dei solai;

si creano condizioni sfavorevoli che causano costi maggiori non dipendenti dalla volontà dei proprietari.

Nel primo caso l’eventuale sottrazione di calore ("Gafsi e Lefebvre hanno condotto uno studio sui furti di calore in un appartamento situato all’interno di un edificio in dicembre in Spagna dimostrando che è possibile ottenere fino a circa il 90 per cento dell’energia necessaria per riscaldamento dai vicini circostanti. Andersson (2001) ha investigato un appartamento relativamente piccolo di 55 m2 in Svezia circondato da appartamenti adiacenti con l'eccezione di un solo lato dimostrando che è possibile ottenere più del 95 per cento dell’energia termica necessaria dal circostante vicinato.”) porrebbe le fasce più deboli come soprattutto gli anziani, costretti in casa per un numero di ore maggiore, a sobbarcarsi di una spesa notevolmente aumentata per il riscaldamento, garantendo ai vicini un approvvigionamento quasi gratuito.

Negli altri due casi la decisione di un eventuale miglioramento dell’involucro dell’edificio spetterebbe a tutti i condomini e potrebbe avere difficoltà chi nella posizione svantaggiosa a convincere tutti nel sobbarcarsi un’altra spesa.

Un’altra perplessità, tenendo a mente i due studi sopracitati riguardo ai furti di calore, sta nel fatto che, per la presenza di appartamenti sfitti o nel caso di edifici con la presenza di diversi appartamenti seconde case, con un numero diminuito di elementi radianti attivi, la trasmissione del calore non uniforme ed una carica termica a macchia di leopardo dell’edificio, potrebbe portare comunque ad un considerevole lavoro della caldaia; un impegno continuo nel tempo dovuto alla diminuita presenza di sistemi di trasmissione del calore accesi nell’edificio, e maggior dispersione degli appartamenti occupati verso quelli non occupati.

Sicuramente è una situazione spinosa che potrebbe accendere molti contenziosi.

Nella ricerca di una consapevole gestione dei consumi, semplificando al singolo ciò che un sistema centralizzato tratta nella pluralità, si stanno introducendo disparità, in un ambiente già delicato di suo come il condominio. È giusto introdurre dei sistemi di risparmio ed efficientamento come le valvole che limitano le sovratemperature, ma non va dimenticato che l’impianto di un sistema centralizzato normalmente è pensato per l’edificio nella sua interezza.

La centralina ELess, anche in presenza o meno di altri sistemi di controllo, consente una diffusione uniforme del calore nell'edificio e permette di raggiungere risultati di risparmio notevolmente superiori, dell’ordine del 30% di media, mantenendo le medesime condizioni di confort e, oltre ad evitare eventuali controversie condominiali, fornendo una equa soluzione di protezione per chi necessita di ore prolungate di riscaldamento, potrebbe aiutare, dato l’elevato risparmio raggiungibile, a costituire un salvadanaio per eventuali opere di efficientamento onerose come il cappotto termico, la sostituzione degli infissi, sistemi innovativi come la geotermia... Il tutto a costo zero, con il vantaggio di non pesare sul bilancio familiare, se non in positivo, con il servizio con condivisione del risparmio. Dopo un primo test, sappiamo subito se e quanto risparmio indicativamente riusciremo a raggiungere.

Non bisognerà aspettare un’intera stagione per poi avere amare sorprese.

Nei prossimi articoli affronteremo anche le alternative alla installazione di valvole termostatiche 

Per approfondire l'argomento anche sul piano delle soluzioni efficienti rimandiamo al nuovo Almanacco di Ecofuturo scaricabile qui 

Sito ELess 

 

Dario De Rosa - ELess 

 

 

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