Sistemi di accumulo: costi BOS in calo del 41% entro il 2020
Un elemento fondamentale per la definitiva migrazione verso un nuovo modello energetico distribuito, finalmente efficiente e decarbonizzato grazie al connubio tra energie rinnovabili ed efficienza energetica è rappresentato dal costo dei sistemi di accumulo. Si tratta di costi destinati a continuare a calare nei prossimi anni rendendo sempre più conveniente lo stoccaggio dell’energia, come confermato anche da un recente report pubblicato dall’istituto di analisi di mercato GTM Research, dal titolo “Grid-Scale Energy Storage Balance of Systems 2015-2020: Architectures, Costs and Players” che si è concentrata sui cosiddetti BOS.
 

L’acronimo BOS indica i “balance of system”, comprendendo le voci di spesa diverse dalla batteria come:

  • l’acquisizione del cliente;
  • l’inverter;
  • l’installazione e la connessione dei sistemi di accumulo.

Balance_of_System.svgMolto positive le previsioni degli analisti, che indicano come, entro il 2020 i costi dei BOS per l’energy storage utility scale subiranno un calo di oltre il 40%, attestandosi su valori inferiori ai 400 $/kW a fronte dei attuali 670 $/kW.

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La maggiore incidenza sul calo dei costi dei BOS atteso nei prossimi 5 anni, sarà determinata principalmente dal crollo dei prezzi degli inverter bidirezionali. Secondo Luis Ortiz, autore principale del report, il divario tra i costi degli inverter bidirezionali e il prezzo degli inverter solari tenderà sempre più ad assottigliarsi. Inotre nel 2020, anche i costi relativi all’acquisizione dei clienti, alla progettazione e all’installazione sono destinati a diminuire, anche se, secondo gli analisti, occorrerà però più tempo affinché l’industria possa raccogliere i frutti del calo dei “costi soft”. nello studio si spiega che i costi della progettazione e dell’installazione caleranno meno rapidamente con una riduzione di appena il 6% nei prossimi 5 anni.
Al crollo del costo dei BOS si accompagnerà una riduzione ancora più consistente dei prezzi delle batterie. Entro il 2020 le batterie costeranno fino al 60% in meno rispetto a oggi.
Il crollo dei costi delle batterie è dovuto all’aumento della produzione globale che nei prossimi 15 anni passerà da 60 GWh a 200 GWh. Come sottolinea Ortiz: “il mercato dei sistemi di accumulo sta evolvendo velocemente ed è pronto ad accogliere nuovi attori provenienti da altre industrie rinnovabili nello sviluppo ditesla-gigafactory-production-582pxprogetti e nella fornitura di componenti“. Il mercato automotive trainerà il settore contribuendo ad abbassare i costi. Tra i progetti più ambiziosi figura la Giga Factory della Tesla Motors. La compagnia californiana punterà sulla produzione su larga scala delle batterie agli ioni di litio e dei sistemi di accumulo domestici per acquisire una posizione dominante sul mercato. L’obiettivo primario del colosso automobilistico è abbattere del 30% i costi dell’energia accumulata entro il 2018. Dovremo essere indubbiamente di fronte ad una svolta imminente, nella quale il mercato degli accumuli attraverso la rivoluzione in atto nel settore automotive, potrà dare una svolta anche agli accumuli stazionari.

Sauro Secci

 

 

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