Cop 24 a Katowice: si può salvare questo pianeta ripartendo dall'agricoltura

La terra si salverà non se la lasciamo così com’è, il paesaggio dell’era delle rinnovabili dovrà essere diverso, non peggiore ma diverso, la conservazione nel momento che scivoliamo verso il baratro è la peggiore delle scelte.

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Una volta al principe e al conte bastava che tutto fosse perfetto nel suo palazzo e in quello che si vedeva dalle finestre, oggi il principe e il conte corrono gli stessi rischi dei villici di un tempo, dato che tsunami, alluvioni oppure tumori non risparmiano nessuno.

Ecco perché occorre convincere tutti, poveri o ricchi, umili o messia. L’ecologismo esposto come una medaglia non ci serve più, abbiamo bisogno di un’ampia alleanza che coinvolga tutti i settori produttivi, altrimenti non riusciremo nell’impresa.

Con Piero Gattoni, agricoltore e produttore di parmigiano fantastico, stiamo andando a Katowice dove parteciperemo, lui interviene ed io lo sostengo, alla sessione per la giornata della terra per raccontare quanto di grandioso è nato nel nostro paese e non solo grazie alla svolta del Biogasfattobene, all’esperienza degli orti bioattivi e al mondo dell’agricoltura conservativa, del biologico e del biodinamico. Insieme cerchiamo di tessere dei ponti tra mondi che sembrano apparentemente lontani, con tecniche produttive che spesso vengono contrapposte in modo ideologico, ma che nella loro espressione più genuina sono promosse da imprenditori che amano la nostra terra e intendono rispettarla.

 

L’ortobioattivo parte dall’osservazione del funzionamento delle foreste nella loro capacità di autoriprodursi con continuità assorbendo una quota fondamentale di CO2 per la nostra vita grazie all’accrescimento degli alberi. La prima regola sarà non aprire più la terra per conservare la ricchezza del carbonio alla fertilità dei suoli, per aumentare la produzione agricola sollecitando il ciclo naturale e non violentandolo con aratri e pesticidi. Il biogasfattobene consente di applicare queste teorie ed esperienze alle grandi superfici agricole europee e mondiali.

Troppo facile scandalizzarsi per l’Amazzonia che scompare quando noi sterminiamo la biodiversità dei suoli, li impoveriamo e restituiamo tutta la CO2 in atmosfera. L’agricoltura chimica senza innovazione ha lo stesso impatto sul clima della deforestazione amazzonica.

Ecco il primo video del nostro viaggio, fateci sapere se siamo chiari, poi vi spiegheremo meglio come si fa. Alleghiamo anche la presentazione di Christian Curlisi al convegno in Campidoglio del 3 dicembre a Roma per cominciare a fare chiarezza.

Non andiamo per raccontare una piccola esperienza, ma per comunicare che in quattro anni di esperienza e in 25 anni di studio di illuminati e solitari ricercatori si dimostra che miglia di ettari in condizioni diverse sono riusciti a stoccare nel terreno 4 tonnellate di CO2 per ettaro ogni anno.

 

SI PUO’ FARE, SI PUO’ SPERARE!

 

Fabio Roggiolani

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