Riciclo della plastica: anche le reti da pesca scoprono l’alta moda

Il tema del grande impatto della plastica sulla nostra vita e sugli ecosistemi è un tema sempre più pressante anche per le grandi dimensioni che il fenomeno sta assumendo, con un riferimento particolare agli ecosistemi marini. Un tema sul quale sono nati in questi mesi interessanti progetti che hanno visto il coinvolgimento dei pescatori, al momento non ancora abilitati dalla legislazione vigente al recupero delle plastiche, ma con uno specifico impegno in tal senso da parte del Ministro Costa (vedi post "“Io sono ambiente”: al via la campagna del Ministero dell’Ambiente per salvare il mare"), dal momento che circa la metà del “pescato” che rimane nelle reti è oggi costituito da plastiche.

          #plasticfree #healthyseas "Riciclo della plastica: anche le reti da pesca scoprono l’alta moda" Click to Tweet  

Questa volta diamo conto però di una iniziativa svoltasi dal 6 all’8 ottobre in una costellazione di perle del mare come le isole Eolie, dove un team di subacquei volontari della no profit Healthy Seas, hanno recuperato una rete da pesca di oltre due tonnellate, persa oltre dieci anni fa nel corso di una tempesta, insieme ad altre reti da pesca per un peso complessivo di oltre 4 tonnellate. Le reti recuperate saranno rigenerate, ripulendole e combinandole con altri materiali di scarto in nylon, per essere trasformate, con un processo di rigenerazione, da Acquafil in nylon Econyl, filo rigenerabile infinitamente, per poi essere riutilizzato nelle collezioni di grandi brand di alta moda.

Si è trattato di una iniziativa inserita nella missione di recupero di reti da pesca "fantasma", organizzata in cooperazione con Aeolian Islands Preservation Fund, Blue Marine Foundation e Ghost Fishing Foundation, che ha visto riuniti nell’occasione organizzazioni dei subacquei locali come Lipari Diving e Gorgonia Diving Center, pescatori delle Eolie e Guardia Costiera.

Mettendo a disposizione per l’occasione le loro imbarcazioni, i pescatori locali auspicano di sensibilizzare l’intera comunità dei pescatori sulla problematica delle reti da pesca abbandonate nei mari. Un bellissimo momento della tre giorni eoliana ha visto l’incontro tra gli studenti della scuola primaria IC Lipari 1 e della scuola media IC Santa Lucia e i subacquei  coinvolti presso il porto di Lipari, per approfondire la problematica dei rifiuti marini e i principi alla base dell'economia circolare.

Allargando lo sguardo della problematica a livello planetario, secondo i rapporti Unep e Fao, vengono abbandonate ogni anno nei mari del pianeta 640.000 tonnellate di reti da pesca, che rappresentano circa il 10% dei rifiuti plastici negli oceani, minacciando seriamente la vita di molte specie marine protette come delfini, tartarughe marine e capodogli, che spesso sono state trovate intrappolate nel Mar Tirreno, vicino alle Isole Eolie.

L'azione di Healthy Seas, operativa da cinque anni nel Regno Unito, in Italia, in Grecia, nei Paesi Bassi e in Belgio e condotta in stretta collaborazione con volontari subacquei e pescatori, ha recuperato in questo periodo oltre 375 tonnellate di reti da pesca dai mari. Giulio Bonazzi, presidente e Ceo di Aquafil, detentrice del brand “Econyl” (il nylon ecologico), ha evidenziato come "l'iniziativa Healthy Seas promuove il rispetto dell'ecosistema marino e oceanico, organizzando campagne di recupero di rifiuti solidi adagiati sui fondali e principalmente di reti da pesca abbandonate. Per noi proprio questi rifiuti sono ricchezza e materia prima che trasformiamo in Econyl, dando vita a un filo sostenibile apprezzato da grandi marchi di moda, e produttori di tappeti e di moquette". "Eppure - aggiunge - dobbiamo guardare oltre il semplice schema del recupero e riciclo dei prodotti a fine vita, pensando a design sostenibili che permettano la circolarità compiuta delle diverse fasi di vita dei prodotti e a un sistema industriale più sostenibile".

Una missione, quella della rimozione e del recupero delle reti da pesca "fantasma", tesa alla sensibilizzazione ed alla creazione di nuove consapevolezze nella comunità locale verso la protezione dell'ambiente marino.

Sull'inziativa anche il commento di Veronika Mikos, coordinatrice del progetto di Healthy Seas, la quale spiega che: "Il nostro team con passione, duro lavoro e il supporto dei nostri partner ha portato a termine diverse missioni di recupero nei mari europei. Con l'obiettivo di impedire alle reti da pesca di danneggiare questi delicati sistemi ecologici. Collaborando con le comunità costiere e le organizzazioni del settore della pesca, speriamo di prevenire l'abbandono nei mari delle reti e di aumentare la conoscenza che questo è un grave problema globale".

 

A seguire un breve video che da conto della attività di recupero portate avanti da Healthy Seas

 

Sauro Secci

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS