"No Grandi Navi" ed Ecofuturo uniti per "spolverare" le città di mare

Un incontro davvero proficuo quello di sabato 15 ottobre a Mira (Ve), tra Associazione Giga-Ecofuturo  e Comitato "No Grandi Navi", nell'ambito del Festival delle economie e delle relazioni solidali "Si può fare", sullo spinoso tema delle grandi navi nelle città d'arte come Venezia (vedi post "Festival delle economie e delle relazioni solidali: dal 14 al 16 ottobre a Mira "Si può fare").

 

Dopo l'introduzione di Paolo Cacciari, cuore pulsante e uno dei principali organizzatori del Festival, gli esperti di Giga-Ecofuturo e due esperti del Comitato "No Grandi Navi", hanno trovato ampia convergenza su un pacchetto di proposte presentate nell'occasione (vedi presentazione in calce al post) che, oltre a nuove soluzioni, ha preso in considerazione anche sistemi di abbattimento delle emissioni su sistemi di trazione navale convenzionali che rappresentano comunque paliativi rispetto alla nuova strategia condivisa. 

Un ventaglio molto ampio di proposte, quelle presentate da Giga-Ecofuturo, legate sia all'adeguamento dei natanti che a quello delle infrastrutture portuali per la progressiva decarbonizzazione del sistema, fatte proprie e sviluppate già da tempo anche all'interno del Comitato Grandi Navi, sulle quali c'è accordo per farle divenire parte essenziale di una vertenza nazionale, dal momento che, con le riconversioni motoristiche dual-fuel si intravede una soluzione rapida ed una fattibilità economica di interventi come:

  • riconversione delle grandi navi;
  • riconversione dell'intero parco dei vaporetti della Laguna
  • riconversione flotte pescherecci.

Dalla analisi condivisa è emersa forte l'esigenza di porre rapidamente una fine agli incentivi al gasolio marino ed una rapida infrastrutturazione per una riconversione anche di tutti i natanti di piccole dimensioni ad elettrico e di medie e grandi dimensioni utilizzando tecnologie di riconversione dual fuel di produzione nazionale, verso nuovi combustibili come il GNL (metano liquido) o ancora meglio verso il BioGNL.

Nell'incontro si è ribadita anche la convergenza nel ritenere le numerose progettualità di costruzione di rigassificatori a livello nazionale, un trucco pericoloso, energeticamente sfavorevole e costoso per la collettività, che va solo nella direzione degli interessi dei monopolisti della rete. Ad oggi in Italia di metano gassoso ne arriva fin troppo: a noi serve metano liquido (GNL) e meglio ancora BioGNL da valorizzazione di rifiuti (FORSU) o da filiere del "Biogasfattobene" (vedi post "Arriva il biogas. Fattobene").

Un terminal GNL senza rigassificazione, ancora non esistente in Italia (ad esclusione dello storico stoccaggio di Panigaglia (SP), di fatto non utilizzato) ha un minore impatto di un normale stoccaggio petrolifero. Un rigassificatore invece è inutile e pericoloso.

Un elemento di svolta importante per un comparto come quello navale di trasporto collettivo (passeggeri e merci), da riconvertire e non da combattere se opportunamente rimodulato nei processi e nelle intermodalità. Ovviamente resta ferma l'opposizione totale all'ingresso delle grandi navi con qualsiasi soluzione motoristica, ancorché non impattante in contesti storici come le città d'arte costiere in ambienti non dimensionati alla loro accoglienza in sicurezza.

 

La Redazione di Ecquologia. 

 

 

 

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