Si è chiuso il festival Ecofuturo a Padova, V edizione incentrata su: "CIODUE: come rimetterla in equilibrio tra cielo e terra"

Un'edizione ricchissima di contenuti, di nuovi incontri e relazioni per ampliare questa meravigliosa rete di persone, imprese, ecoinnovatori che hanno a cuore il futuro della nostra casa comune.

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Un protocollo d'intesa tra Consorzio Italiano Biogas e Federbio per l'utilizzo del digestato (il prodotto di risulta dell'estrazione del biometano dagli scarti agricoli) come concime per l'agricoltura biologica, il dual fuel diesel-metano pronto a partire con il supporto di Ecofuturo e delle officine che istalleranno le nuove centraline per i veicoli, decine di esempi virtuosi di economia circolare attiva e i primi sondaggi per un impianto di teleriscaldamento geotermico a Padova Est per 5000 famiglie, le tecnologie per l'orto bioattivo, i traghetti fotovoltaici, l'utilizzo della canapa per l'industria e come disinquinante e molto, anzi moltissimo, altro ancora.

Le ultime battute del Festival sono state dedicate ad una nuova campagna che accompagnerà l’estate dei tanti partecipanti di Ecofuturo 2018.

Salviamo Livigno” mira a fare pressione sulle istituzioni perché i 12 miliardi di euro che ogni anno il governo spende per incentivare l’uso dei carburanti fossili, attraverso defiscalizzazioni e sconti a specifiche categorie di consumatori (camionisti, agricoltori mezzi pubblici ecc) e territori, prenda una strada diversa, quella cioè delle energie rinnovabili e dei biocarburanti. Una splendida località montana ai confini del Paese come Livigno appunto, grazie al prezzo calmierato del gasolio, risulta infatti essere una delle più inquinate d’Italia. Con il riorientamento degli incentivi ai carburanti fossili per pochi anni, non solo si ridurrebbero drasticamente gli agenti inquinanti in atmosfera, ma nel contempo si cancellerebbe nel medio periodo una voce di costo da 12 miliardi di euro annui, come quella relativa agli incentivi ai carburanti fossili.

Si chiude quindi un'edizione da record per Ecofuturo festival 2018 sia in termine di attenzione sui social sia per la presenza di pubblico e di ospiti. Toccati i 230 mila collegamenti alle dirette Facebook tra il 18 al 22 luglio, mentre a Padova, nella cornice ecologica del Fenice Green Energy Park, si sono ritrovati oltre 3000 visitatori provenienti da tutta Italia per ascoltare discutere e sperimentare le tante tecnologie innovative presentate, i progetti e gli scenari di cui si è discusso ad Ecofuturo 2018.

Un'edizione da record infatti non solo per il pubblico partecipante, dal vivo o tramite social, ma anche per il numero di relatori, 120 quest'anno, e di sessioni di dibattito (cicli da 3 conferenze al giorno per i 5 giorni di Festival). Seguitissimi i 5 spettacoli serali, così come le 4 presentazioni, alcune delle quali in anteprima nazionale, di libri legati al mondo del green ma non solo.

Ospiti di tutti i colori politici e di tutte le aree della conoscenza per questa V edizione di Ecofuturo: ad aprire le danze è stato l'europarlamentare Dario Tamburrano (M5S), assieme all'assessore del Comune di Padova Chiara Gallani e al vicesindaco della città Arturo LorenzoniElly Schlein (europarlamentare PSE – Possibile) è stata invece ospite del dibattito “Il ritorno delle piante perdute e dei grani antichi” mercoledì 18. Ha voluto portare il suo saluto ed il suo sostegno ad Ecofuturo con un videomessaggio anche il Vice Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli (PD). Il presidente della Commissione Industria del Senato sen. Gianni Girotto, ha affrontato il tema delle rinnovabili sabato 21 luglio mentre ideputato della Lega di La Spezia on. Lorenzo Viviani, ha partecipato all'incontro “Neostrade, disinquinanti marini, dragaggi, bonifiche e rinnovabili”. Il videomessaggio del ministro dell'Ambiente Sergio Costa. A chiudere la 5 giorni di Ecofuturo 2018 è stato il sottosegretario del Miur Lorenzo Fioramonti mentre l'attore Jacopo Fo, tra i fondatori del Festival, ha accompagnato il festival per l'intera durata, fra presentazioni e spettacoli, dibattiti e incontri.

Cinque giornate che offrono soluzioni concrete a misura d'uomo, riflessioni di scenario e le più avanzate innovazioni tecnologiche in tema ambientale. Cinque giornate di confronto istituzionale ma pure di spettacoli, workshop, esposizioni e cene bio con un unico focus: l'anidride carbonica che sta climalterando il pianeta Terra. Solo nel mese di giugno 2018 infatti la concentrazione di CO2 in atmosfera è stata, presso l'osservatorio del NOAA di Mauna Loa, alle Hawaii, di 410,79 parti per milione, nel giugno 2017 era di 408,84 ppm. Si tratta della più alta concentrazione degli ultimi tre milioni di anni.

«Ecofuturo è un’opportunità importante» ha detto il sottosegretario del Miur Lorenzo Fioramonti «per conoscere cosa fanno le imprese, le associazioni e i cittadini in un ambito ad alto tasso di innovazione tecnologia e sociale come quello della sostenibilità. Ma occasioni come questa sono strategiche anche per per i decisori che ricevono input importanti per capire come favorire lo sviluppo tecnologico ed ambientale del Paese. C’è poi l’aspetto formativo, quello a cui tengo di più, e che ritengo fondamentale per lo sviluppo della cultura e della conoscenza delle giovani generazioni».

«Ci dicevano che eravamo dei pazzi a cercare di creare energia dal sole e dal vento» ha detto Jacopo Fo, assieme a Michele Dotti e Fabio Roggiolani «oggi il prezzo del carbone è più alto delle fonti rinnovabili nei paesi tropicali più caldi e vicino agli oceani ma presto questo rapporto si invertirà anche in Italia. Una notizia strepitosa perché oggi inquinare non conviene più. Ma per fare sì che questo i trasformi in una pratica quotidiana il più rapidamente possibile è necessario appoggiare quelle aziende che hanno innovazione e i gruppi che sperimentano l’economia circolare».

«5 giorni giorni di ecotecnologie per imparare come rimettere la CO2 sotto terra» dichiara Fabio Roggiolani cofondatore di Ecofuturo «per farla diventare nutrimento della terra e non un problema per l'uomo che ci vive sopra. Insegniamo come farlo senza fondi pubblici ma semplicemente risparmiando energia e reinvestendo questo risparmio nel cambiamento, così da creare occupazione e speranza».

La ciliegina finale su questa edizione l'ha poi portata il collegamento in diretta skype con l'equipaggio della prima auto solare italiana che ha partecipato all'American Solar Chellenge, che ha attraversato la montagne rocciose per 3500km dal Nebraska all’Oregon, in una autentica "Coast to Coast", e che ha vinto la categoria 4 ruote, sbaragliando in campo, composto da ben 32 team universitari.

Una gioia immensa che si aggiunge a quella di un Festival che si chiude davvero con nuove consapevolezze per proseguire questo entusiasmante percorso.

 

 

 

 

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