La geotermia da cenerentola a grande protagonista del futuro rinnovabile con le tecnologie a impatto zero

Grande successo del convegno organizzato da GIGA e Coordinamento FREE delle rinnovabili con il supporto della Rete Geotermica nell’Auditorium del GSE a Roma.

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Come ha detto il dott. Mandolini del GSE in apertura, la Geotermia con le nuove tecnologie a impatto zero può divenire la protagonista del futuro tutto rinnovabile.
Come hanno ribadito, Sauro Valentini e i vari interventi qualificatissimi susseguiti, questo può avvenire se passiamo da impianti impattanti sia ambientalmente che paesaggisticamente a impianti a impatto zero in atmosfera e senza alcun inquinamento a terra, molto più piccoli cioè da poche decine di Kw a una decina di MW elettrici collocabili nei pressi delle aree urbane per non sprecare l’enorme quantità di calore oggi disperso.
La geotermia a bassa entalpia capace di raddoppiare il rendimento delle pompe di calore, attuabile agevolmente in ogni dove e facilissimamente, in tutte le aree limitrofe al mare e nelle pianure, oggi in tandem con il fotovoltaico e gli storage sarà il faro di ogni riconversione termica (n. b. il raffrescamento con la geotermia è a costo zero).
La geotermia nelle grandi aree padane, toscane ed in altre aree, pari a 20 milioni di abitanti, può dar vita a teleriscaldamenti con durata dei pozzi……..eterna rispetto alla nostra scala vitale.
Nelle zone dove si riscontra calore a bassa profondità (Alto Lazio, Campania, Colli Euganei ecc.) si possono sviluppare gli impianti a ciclo binario grandi 12 metri quadri che producono fino a 100 kwe e un Mw termico e che possono essere alimentati dagli scambiatori in pozzo presentati in anteprima mondiale al convegno da Marconcini di Zuccato Energia.
Per il resto la geotermia elettrica e cogenerativa dovrà in futuro adottare le tecnologie a reiniezione totale e a ciclo binario prodotte in Italia e di cui siamo leaders mondiali, ma che ancora non abbiamo mai realizzato nel nostro paese. In contemporanea con il Convegno avvenivano le votazioni al parlamento europeo che hanno per la prima volta chiarito a larga maggioranza che la geotermia futura o sarà a impatto zero e a reiniezione totale della risorsa utilizzata, oppure in aree inquinate profonde semplicemente non sarà realizzabile. Questo segnale ha dato un forte imput al convegno per avviare un dialogo tra i vari protagonisti industriali e politici presenti per togliere lacci e blocchi burocratici ad una geotermia che garantisca, come hanno ribadito Matteo Ceroti e Aurelio Cupelli per Rete Geotermica, emissioni zero e utilizzo totale di elettricità e calore.
Un incremento di 30.000 occupati può scaturire dalla geotermia futura come ha recentemente dichiarato il direttore del ministero dott. Terlizzese, raddoppiando la potenza elettrica e quadruplicando quella termica.

 

Oggi il convegno ha dimostrato che si può e ed è possibile anche puntare alla riconversione di impianti a ciclo flash, costruiti in aree inquinate come l’Amiata, senza distruggere quello che c’è e ciò è importante, ma dandogli un futuro in equilibrio con l’ambiente e con la rinnovabilità della risorsa.

Turboden, Nuovo Pignone (Bhe) General Electric ed altre aziende presenti, che hanno caratura internazionale e che hanno realizzato decine di centrali con queste caratteristiche, dicono che si può.

 

Fabio Roggiolani

 

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