Il gas-olio fritto: come ASA Tivoli riusa gli oli vegetali esausti

E' da anni che sulle pagine di Ecquologia (vedi post) si propone un dibattito serio e laico, cioè impostato su connotati che non siano prettamente green nè brown, anni di domande, ipotesi e verifiche in cui si cerca un'argomentazione oggettivamente condivisibile sull'utilizzo del carburante diesel per autotrazione.

            #ove #asativoli "Il gas-olio fritto: come ASA Tivoli riusa gli oli vegetali esausti"  " Click to Tweet  

Non si tratta dunque di trovare nuovi immaginifici picchi o cuspidi petroliferi o vie di mezzo che accontentino i tifosi, per dirla spicciola, sostenitori dell'auto ad aria compressa o quelli che agognano l'auto a carbone pulito.

Per quanti si fossero persi le puntate precedenti, tutto  parte dall'evento eclatante che ha scoperchiato il vaso di pandora delle emissioni inquinanti da motori diesel di cui abbiamo parlato in questo post di Ecquologia

Da questo punto di partenza si è approdati a nuovi lidi di consapevolezza che mese dopo mese hanno portato a scelte categoriche e definitive, scelte, ripeto, semplici intendimenti, come queste (vedi articolo).

Dalla torre sta per essere buttato già il motore diesel, il 2025 è molto vicino, ma un futuro credibile potrà forse rivedere in parte tale decisione che porterà certamente, nei paesi come il nostro, l'Italia, proroghe e sanzioni coercitive.

In Europa il consorzio di circa 200 Comuni nel Nord Austria (Lavu) da almeno un decennio ha avviato la produzione di biodiesel da Olio Vegetale Esausto (OVE) con tanto di distribuzione in favore del Trasporto pubblico locale e delle automobili private (vedi post e post).

Anche in Italia un'Azienda pubblica ha pensato di avviare una sperimentazione già nel 2017 che parte e "usa" la raccolta differenziata come un mezzo, e non come un fine, ma col fine preciso di ridurre l'impatto ambientale e climalterante legato all'utilizzo di carburanti fossili per autotrazione: l'iniziativa si chiama RaccOlio ed è intrapresa da ASA Tivoli SpA.

A Tivoli il concept prosumers prende forma, così l'ing. Francesco Girardi che ha pensato e sta portando avanti il progetto RaccOLIO:

"Stiamo solo copiando per primi quanto nel settembre 2009 con i miei occhi e per conto di una  partecipata del  Comune di Capannori, unitamente al gestore ASCIT, andai  a studiare presso il gestore del servizio rifiuti di 180 Comuni nel Nord Austria chiamato Lavu.

Un sogno oggi dopo 10 anni, ormai, poter essere a un passo dal realizzarlo in Italia in una realtà ugualmente pubblica alle porte di Roma. Purtroppo la solita nota dolente relativa all'ottenimento delle autorizzazioni che circa 1 anno fa abbiamo avviato a seguito di stipula di una convenzione con l'Univesità di Viterbo e il suo centro di ricerca CIRDER condotto dal Prof. Carlini.

Nonostante questo, a breve  ormai avremo un distributore di biocarburante che ci farà risparmiare sull'acquisto di gasolio dei mezzi del porta a porta e i cui produttori non sono nè sceicchi arabi nè presidenti di calcio miliardari titolari di società di intermediazione, raffinazione o distributori, ma direttamente i cittadini che consegnano al nostro servizio porta a porta, un ottimo OVE.

L'enorme potenziale della proposta non risiede tanto nel fatto che l'OVE possa rappresentare un'alternativa all'attuale livello di consumo del gasolio per autotrazione, ma esso  risiede "pericolosamente"  proprio nella piccola dimensione dell'impiantistica cosa  che fa di Raccolio un progetto estremamente diffondibile da parte di tutti i gestori di raccolta pubblici"

Il 5 Dicembre Francesco Girardi di ASA Tivoli consegnerà una proposta al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa finalizzata a rendere partecipe il Ministero dell'ingente mole di incombenze burocratiche frapposte tra l'idea e la realizzazione della medesima e quanta CO2 era possibile risparmiare già in questi mesi di lungaggini burocratiche e sovrapposizioni ai limiti del credibile, di enti deputati all'autorizzazione.

"Racconterò al Ministro un paradosso tipico del burocratese e cioè di come per esempio  il dispositivo che sarà installato e brevettato dall'Università di Viterbo abbia necessità di "inventarsi" delle emissioni in atmosfera che non ci sono nella realtà, per poter entrare in un iter autorizzativo "imposto"  dal settore emissioni in atmosfera della città metropolitana che ha ritenuto di non attenersi all'invio di prescrizioni o chiarimenti in seno al tavolo tecnico della conferenza dei servizi indetta ormai 1 anno fa dal MISE.

Pensate che il modulo on-line per l'iscrizione del progetto all'iter autorizzativo provinciale prevede l'obbligatoria indicazione di emissioni in atmosfera. lo Zero come valore non è ammesso...e noi mettiamo 0,00000001, per intenderci sennò la procedura imposta al tavolo della CdS dall'ente provinciale si blocca nuovamente".

A nulla è servito chiedere un pò di rigore al funzionario incaricato di indire e condurre il tavolo MISE. Se il Ministero non riesce a far rispettare le tempistiche che si sono ormai quadruplicate, è importante che noi si vada a chiedere chiarimenti direttamente alla fonte : dal Ministro"

Un'autorizzazione nell'autorizzazione  e i 90 giorni obbligatori con cui si sarebbe dovuto concludere l'intero iter di Legge tracciato per l'autorizzazione di  tali dispositivi sperimentali, dispositivi innovativi che generano capacità di futuro nelle iniziative imprenditoriali pubbliche e private, sono ad oggi divenuti 300 giorni .

I produttori industriali di Olio Vegetale Esausto devono attenersi all’ob­bligo di raccoltarecupero e riciclaggio degli oli e grassi vegetali e animali usati (D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152), e oggi, solo una piccola parte di tale olio viene raccolta e smaltita in maniera adeguata, soprattutto a causa della scarsa conoscenza della tematica  dovuta a un interesse da parte dei gestori delle raccolte rifiuti praticamente nullo e di conseguenza i cittadini  faticano a percepirlo come una opportunità o risorsa.

Tralasciando l'aspetto del danno ambientale che genera 1 litro d'olio che finisce in fognatura e poi a mare, su cui c'è ampia letteratura anche reperibile on line e dei  danni diretti e indiretti alle condotte fognarie, si stima ogni anno in Italia una immissione al consumo di circa 1,4 milioni di tonnellate di olio vegetale (come olio commestibile o come ingrediente presente in altri cibi) per un consumo medio pro capite di circa 25-30 kg/anno di cui il 20 % diventa OVE : un bacino potenziale di circa 300.000 tonnellate annue di biocarburante pari all'1 % dell'attuale consumo nazionale di gasolio.

Quindi con una goccia d'olio nessuno può pensare di asciugare il mare di gasolio.

E' evidente che non può essere la soluzione neanche prevedere una miscela congrua tra diesel fossile e biodiesel da OVE, ma ci viene in soccorso il nuovo (per l'Italia ancora futuristico) concetto di Economia Circolare che è quello che ci guida e ci muove.

Se consideriamo i Comuni titolari di questo giacimento virtuale rappresentato dagli scarti di OVE di ristoranti, friggitorie, pizzerie e di utenze domestiche, allora capiamo che è demandato solo ai Comuni il bilancio e il programma di riduzione a medio e lungo termine delle emissioni dal proprio parco mezzi di servizio e nell'ambito comunale, questo 1 % potenziale sull'intero parco vetture nazionale può diventare un ottimo 13-15% realizzabile in pochissimi anni.

Anche l'Italia è una miniera di risorse rinnovabili e non solo il sole e il vento possono e devono dire la loro, è giunta l'ora della svolta anche sui biocarburanti a km zero, il momento è topico per relegare all'alternatività ai percorsi intrisi di futuro quelli intrisi di sostanza fossile (vedi articolo di Repubblica.it).

Ci auguriamo che questo 13-15% possa divenire il 25% del gasolio utilizzato in motori tutti riconvertiti a dual fuel a metano o biometano, come presentato nel Convegno Nazionale "Dal dual fuel all'elettrico"  da noi organizzato in collaborazione con Roma Capitale  del 3 dicembre in Campidoglio a Roma e che a tutti coloro che vorranno installare l'impianto che presentammo noi di Ecofuturo due anni fa a Rimini nella edizione 2016, sia risparmiata la via crucis di ASA Tivoli e del suo illuminato amministratore Francesco Girardi 

Fabio Roggiolani (Cofondatore Ecofuturo Festival)

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS