Le "Vie del Mare" vincono il confronto: più veloci, più sicure, più economiche

Il 10 marzo 2004 partiamo da Livorno alla volta di Palermo. I due TIR forniti dall'IVECO, hanno sulla fiancata del semirimorchio il marchio della sfide con l'ippopotamo ed il rinoceronte che si confrontano (vedi immagine seguente, con la grafica che ci fu regalata dallo Studio Pubblicitario Bonsignore). Lo straordinario lavoro organizzativo fu coordinato da tutti i collaboratori del Gruppo Verdi-Toscana Democratica della Regione Toscana ed in particolare da Giuseppe Bonanno, poi divenuto Presidente del Parco de "La Maddalena".

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L'interesse scaturito dopo la Conferenza Stampa di presentazione di Roma fu enorme, per cui decine di giornalisti e di operatori televisivi seguirono il TIR imbarcato sulla nave ed altrettanti seguirono a bordo di un pulmino, il TIR via terra. I giudici della sfida furono, se non ricordo male, l'allora Direttore del ilSole24ore-Trasporti e lo storico conduttore della trasmissione radiofonica della RAI "Uomini e Camion", il compianto Fabio Montanaro (foto seguente) che ci accompagno in nave.    

 

La nave fu fornita da GNV (Grandi Navi Veloci), grazie alla lungimiranza di Yves de Toledo e fu teatro di una serie di iniziative per dimostrare come può cambiare anche la condizione di vita e di lavoro degli autisti se, invece di essere costretti a guidare dentro una scoscesa penisola, possono saltare migliaia di chilometri prendendo le "Vie del Mare", dai massaggi Shiatsu ai concerti, alle conferenze, per cui il primo confronto evidente all'arrivo a Palermo, fu l'osservazione della differenza tra autisti, giornalisti e partecipanti sulla nave e chi aveva partecipato al viaggio via terra. Il solo rivedere quelle immagini, andate purtroppo largamente perdute (rinnoviamo l'appello a chi ne ha di farcele pervenire), darebbe conto del cambio di qualità della vita in positivo che rappresenta la scelta di seguire l'Ippopotamo.

I risultati li lasciamo al pezzo prelevato dal sito di Repubblica, pubblicato dal Tirreno che riportiamo integralmente tra virgolette e che linkiamo in calce al post.

 

Ora c'è la prova: autostrada da incubo, meglio l'Ippopotamo

PALERMO.Ha vinto Ippopotamo, dopo aver viaggiato per 19 ore e mezza nel ventre sicuro del traghetto Majestic. Un viaggio notturno, disturbato solo da un mare di scirocco durante la prima parte della navigazione. Rinoceronte, il secondo Tir della sfida Duel, ha invece dovuto macinare 1.280 chilometri di asfalto, pioggia neve.
Ha lottato contro il vento, ha attraversato lo stretto di Messina mentre da sud stava arrivando una bufera e le acque cominciavano ad incresparsi minacciose.
Alla fine è giunto a destinazione, al molo Santa Lucia, in una Palermo ancora bagnata di pioggia, un'ora dopo il gemello Ippopotamo. Per condurre questo bestione, un Iveco Stralis ultima generazione da 44 tonnellate, dalla potenza di 480 cavalli, con un motore da 12.900 centimetri di cilindrata, ci sono volute le mani, sempre strette sul volante, di Antonio Palmucci, 55 anni, di Rosignano, e di Luciano Pasquini, 51 anni, di Ponte Buggianese.
Sono stati loro (il primo è presidente del consorzio Cora di Livorno, che conta 60 soci e 85 automezzi) i protagonisti del lunghissimo viaggio da Livorno a Palermo, in una notte - come è accaduto per altre mille notti - in cui è passata sotto ai loro occhi mezza Italia, con le sue città e paesi addormentati, la sua gente, il popolo notturno molto cheap che affolla gli autogrill dove, anche alle 3 del mattino, è possibile gustare un cornetto caldo appena sfornato.
I verdi della Toscana, con il capogruppo in Regione Fabio Roggiolani, la Fita Cna, gli autostrasportatori capitanati dal segretario nazionale Maurizio Longo, gli uomini dell'armatore Grimaldi, quello delle Grandi Navi Veloci (della cui flotta fa parte, appunto, il traghetto Majestic che collega tre volte alla settimana Livorno con Palermo), sono stati i grandi sponsor di questo «duello» ispirato al film cult di Steven Spielberg.
Un duello per dimostrare che le autostrade del mare sono necessarie, che possono dare un contributo a migliorare l'ambiente togliendo almeno mille Tir al giorno dalle strade sempre più congestionate, che possono rendere migliore la vita degli autotrasportatori e che possono aiutare una diversa e migliore distribuzione delle merci su tutto il territorio.
L'iniziativa ha entusiasmato il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ieri ha scritto a Franco Coppelli, presidente nazionale della Fita Cna.
Si è complimentato per l'iniziativa (che solo per caso è caduta nel giorno in cui la Ue ha bocciato il progetto del ponte sullo stretto di Messina). «L'ho sollecitate tante volte le autostrade del mare - ha scritto Ciampi - e finalmente dopo molte parole si passa ai fatti. Grazie per l'iniziativa che è partita dalla mia Livorno». Il presidente della Repubblica si è quindi riferito alle recenti decisioni del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Lunardi e a Sviluppo Italia: vengono individuati tre porti come basi delle autostrade, dove gli autotrasportatori potranno utilizzare il ticket, cioè il bonus ambientale, che è l'incentivo per favorire il trasporto gomma-nave anzichè quello solamente su gomma. Il regolmento è ora in fase di esame a Bruxelles, e secondo le notizie che circolano nei corridoi romani, arrivate alle orecchie sia degli autotrasportatori che degli operatori portuali, sembra proprio che Livorno - il porto scelto per la sfida di Duel - non rientrerà fra i tre che dovranno essere indicati dal ministro.
Secondo indiscrezioni potrebbero esseri scali nei quali il cabotaggio non è ancora sviluppato e che quindi deve essere incentivato e promosso. Secondo indiscrezioni nella lista sarebbero compresi un porto dell'alto Adriatico e due affacciati sul Tirreno.
«Calibrando meglio i tre elementi, cioè gli incentivi economici - ha spiegato il segretario nazionale Fita Longo - estendendo il numero dei porti e coinvolgendo almeno inizialmente le navi traghetto (il governo prevede infatti il bonus per le linee e navi tutto-merci che di fatto sono quasi inesistenti) si potrebbe pensare, facendo diventare protagonisti diretti gli autotrasportatori, alla possibilità di cogliere immediati risultati positivi, assicurando un trend di crescita dell'utilizzo nave».
Il momento dei bilanci, dei discorsi (a Palermo è arrivato anche il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio), e della festa è stato nella tarda serata, quando Ippopotamo era già sceso a banchina dal garage del traghetto Majestic e Rinoceronte stava arrivando dopo aver percorso alcuni chilometri del lungomare palermitano.
Erano stanchi in volto Antonio e Luciano, ma soddisfatti dell'iniziativa. Così come lo erano - sebbene più rilassati dal viaggio in nave - Angelo Sorrentino di Brindisi e Francesco Iaia, i conducenti di Ippopotamo.
Ventuno ore di un lungo e difficile viaggio caratterizzato dal maltempo. Era cominciato mercoledì alle 22.25: è stato allora che Rinoceronte ha cominciato il suo itinerario. Pasquini ha inserito il "disco" che registra tutti i dati di bordo e la sfida è cominciata a correre sull'autostrada per Rosignano e poi sulla Variante Aurelia. «La velocità deve stare sotto 89 chilometri orari - ha spiegato subito Pasquini - e ogni quattro ore e mezzo dovremo fare una sosta per riposarci».
Il viaggio, nonostante la pioggia battente incontrata in Maremma, il forte scirocco a Civitavecchia e di nuovo una tempesta d'acqua nei pressi di Roma e del Grande raccordo anulare, è filato liscio. in una cabina spaziosa, con un cruscotto più simile a quello di un'astronave che a quello di una macchina.
«Se ricordo il primo viaggio che feci da giovanissimo a Torino - ha cominciato a raccontare Antonio Palmucci, 34 anni di patente e 4 milioni 400mila chilometri percorsi sulle spalle - mi rendo conto quanto tempo è passato. L'autostrada in Liguria non c'era ancora e per arrivare a Genova ci volevano anche dieci ore. Nel camion non avevamo neppure una brandina...».
«Ma di traffico, come vede, ce n'è sempre meno - racconta ancora Antonio - Stanotte (ieri notte, ndr) non c'è quasi nulla. Pochissimi i Tir, qualche furgone. L'export non tira, la crisi è sempre più pesante». Eppure, mentre sta albeggiando e siamo fermi in un autogrill in Calabria per bere il caffè, un esponente della Fita Cna ricorda che le proiezioni parlano chiaro: da qui al 2010 la domanda di trasporto merci aumenterà del 40 per cento. «Pensiamo per tempo - ha sottolineato Longo - a quello che sarà il domani».

 

Link articolo originale Il Tirreno "Ora c'è la prova: autostrada da incubo, meglio l'Ippopotamo"

Fabio Roggiolani

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