Sussidi alle fonti fossili: l'Italia spende 14,8 miliardi di euro all'anno

Le sempre più stringenti priorità di azione per far fronte ai cambiamenti climatici, emerse anche dalle ultime travagliate conferenze sul clima e sull'ambiente registrano ancora clamorose contraddizioni tra le dichiarazioni di intenti e le azioni effettivamente implementate. Un ambito nel quale non sono certo mancate palesi contraddizioni anche in Italia, dove nell'ultimo quinquennio si è assistito a politiche che hanno di fatto arrestato la grande avanzata delle rinnovabili, consolidando invece il sostegno alle fonti fossili, con numeri ogni anno riferibili ad una intera manovra finanziaria, dal momento che  visto che, secondo il ministero dell’Ambiente,  i sussidi ambientalmente dannosi, denominati SAD, ammontano a 16,1 miliardi di euro. Si tratta di un tema cruciale che dovrebbe essere affrontato anche nella campagna elettorale in corso. Ci fa il punto su questo specifico aspetto un interessante articolo di Luca Aterini, della redazione di Greenreport.

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Nonostante l’entrata in vigore dell’Accordo sul clima di Parigi siglato oltre due anni fa nella capitale francese, che impegna la comunità internazionale a contenere il riscaldamento globale “ben al di sotto” di +2°C rispetto ai livelli preindustriali, i 20 principali Paesi che emettono gas a effetto serra erogano ancora sussidi ai combustibili fossili per un giro d’affari che vale 5.300 miliardi di dollari l’anno.

Una partita nella quale purtroppo anche l’Italia gioca il suo ruolo. Secondo l’ultimo rapporto mensile di Climate Scorecard, rilanciato nel nostro Paese dal Kyoto club, l’Italia ha sostenuto, direttamente e indirettamente, i combustibili fossili per 14,8 miliardi di euro nel 2016 e 13,2 miliardi di euro nel 2015, un contributo in crescendo e totalmente incoerente con la professata lotta ai cambiamenti climatici; i sussidi sono concessi sia alla produzione che al consumo, che includono l’esenzione da pagare accise, sconti e finanziamenti, mentre il settore di punta che riceve sussidi è il trasporto.

Allargando il campo d’osservazione, Climate Scorecard – un’organizzazione no profit che monitora mensilmente gli sforzi fatti da parte dei principali Paesi inquinatori per attuare gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi – si focalizza sul sistema degli incentivi alle fonti fossili da parte dei 20 principali Paesi inquinatori: i sussidi per i combustibili fossili erano 4900 miliardi di dollari in tutto il mondo nel 2013 e sono saliti a 5.300 miliardi nel 2015 (6,5% del Pil globale in entrambi gli anni), con i sussidi al carbone – il più inquinante e climalterante dei combustibili fossili – che rappresentano circa la metà del totale. Sono (anche) le sovvenzioni alle compagnie dei combustibili fossili che hanno contribuito a rendere queste società tra le più ricche al mondo, tengono a precisare dal Kyoto club.

Tali sovvenzionamenti contribuiscono in maniera determinante al surriscaldamento globale causato dalle emissioni di CO2; i Paesi del G7 (Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Ue) si sono impegnati a porre fine a queste sovvenzioni entro il 2025, mentre le Nazioni facenti parte del G20 hanno chiesto la cessazione di tutti questi sussidi, sebbene debbano ancora fissare una data obiettivo. Eppure, l’obiettivo non sembra si stia avvicinando, mentre il tempo che abbiamo a disposizione per frenare il riscaldamento globale prima che i suoi effetti divengano irreversibili è sempre meno.

Per l’Italia, la pietra miliare dalla quale poter ingranare la retromarcia è il Catalogo dei sussidi ambientali pubblicato per la prima volta dal ministero dell’Ambiente l’anno scorso, all’interno del quale viene dato conto in dettaglio di tutti gli incentivi economici messi in campo dallo Stato italiano che impattano su matrici ambientali (suddivvisi in SAD - Sussidi Ambientalmente Dannosi; SAF - Sussidi Ambientalmente Favorevoli e SAN - Sussidi Ambientalmente Neutri); il risultato che ne è emerso è sconcertante, in quanto risulta che l’Italia spende ogni anno 16,1 miliardi in sussidi ambientalmente dannosi, 400 milioni di euro in più delle risorse messo in campo per un’economia più pulita. Chi, in questa incendiaria campagna elettorale, vuole impegnarsi su temi concreti e determinanti per il presente e il futuro del Paese, nel Catalogo del ministero dell’Ambiente ha trovato pane per i suoi denti.

Fonte: Ministero Ambiente - Catalogo dei Sussidi Ambientali

 

Scarica il Catalogo dei sussidi ambientali (Ministero dell'Ambiente)

 

Fonte: Greenreport - Luca Aterini (link articolo originale)

 

 

  

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