15 giorni a tutto bio ..... e il corpo si libera dai pesticidi!

Due settimane di dieta bio azzerano gli inquinanti nel corpo, queste le sorprendenti indicazioni scaturite dai risultati delle analisi della famiglia protagonista della campagna #ipesticididentrodinoi.

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Sono sufficienti due settimane di dieta bio per eliminare gli inquinanti, è questo l'esito della campagna web di #ipesticididentrodinoi, che racconta la disavventura di una famiglia che scopre di avere nel proprio corpo livelli di inquinanti molto alti. Alla famiglia sono state sufficienti due settimane di dieta per far rientrare i propri valori nei limiti.

Proprio giovedì scorso 30 aprile sono stati diffusi i risultati delle analisi a cui sono stati sottoposti i componenti della famiglia protagonisti della campagna web #ipesticididentrodinoi.

La campagna #ipesticididentrodinoi, inserita nell’ambito del progettoCambia la Terra”, di cui avevamo dato conto pochi giorni fa (link articolo) è stata promossa da FederBio con ISDE-Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF Italia ha analizzato il contenuto dei pesticidi nelle urine di una famiglia italiana, prima e dopo una dieta 100% bio. I risultati finali sono stati  resi noti giovedì 30 novembre in un incontro presso il Comando Carabinieri delle Politiche Agricole cui hanno partecipato, oltre a Marta G. e Giorgio D., i due genitori della famiglia analizzata, Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione #StopGlifosato, Patrizia Gentilini, medico oncologo e membro di ISDE, Franco Ferroni, responsabile Biodiversità e Politiche agricole  WWF Italia,  Emanuela Pace, ricercatrice ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, Daniela Sciarra, responsabile Filiere agroalimentari di Legambiente.

Due settimane di una dieta a zero pesticidi sono state sufficienti per abbattere e azzerare in alcuni casi il contenuto di inquinanti nelle urine. Per tutti i componenti la famiglia campione: composta da madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni, per quasi tutte le sostanze chimiche analizzate, si passa da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso sotto i limiti di rilevabilità.  Il processo di “decontaminazione” è stato efficace per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e sopratutto per il famigerato glifosato, per il quale purtroppo, grazie al voto della Germania, la UE ha approvato una proroga di cinque anni dell'utilizzo, nonostante il parere avverso di paesi come l'Italia (vedi articolo) e contro il qyuale si è mobilitata l'opinione pubblica e una buona parte della ricerca a livello europeo e non solo.

Entrando nel merito delle analisi della famaiglia campione, su 16 analisi delle urine (quattro per ognuno dei membri della famiglia), ben 13 hanno dato risultati estremamente positivi, con significative differenze tra prima e dopo la dieta bio, con solo in un due casi nei quali non si sono registrati miglioramenti. In sostanza quindi la dieta bio è stata efficace su oltre l’80% delle analisi effettuate. Si tratta di una significativa indicazione del fatto che la chimica contenuta negli alimenti da agricoltura convenzionale, anche in presenza di cibi che rispettano le soglie stabilite di fitofarmaci, come del resto si riscontra nella maggior parte dei prodotti consumati in Italia, persiste, accumulandosi nel nostro corpo, con conseguenze ancora non totalmente studiate e comprese dal mondo della ricerca sanitaria.

 

Al seguente link è possibile accedere alla storyboard articolata su 6 brevi video della "Famiglia D", che si è sottoposta ai test della campagna #ipesticididentrodinoi. 

Link Cambialaterra #Pesticididentrodinoi - le sei videopuntate

Estrapoliamodirettamente il sesto video, quello dove vengono analizzati i risultati delle analisi della "Famiglia D"

 

Sauro Secci

 

 

 

 

 

 

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