Ministero dell'Ambiente: isole minori laboratori ideali di sostenibilità

L'Italia come sappiamo, con i suoi oltre 8000 Km di coste, è contornata da tante piccole costellazioni di isola minori, autentici, ideali laboratori, per lo sviluppo delle tecnologie del nuovo modello energetico distribuito, basato su energie rinnovabili, efficienza energetica, sistemi di accumulo e tecnologie legate alle reti intelligenti, (smart grids).

 

Si tratterebbe di un autentico riscatto per le tantissime isole minori italiane, dopo decenni di "grigio fumo" e l'onda lunga dei combustibili fossili (vedi post "Generazione distribuita ed accumuli energetici: isole minori “cantieri di studio” ideali").

Infatti le isole minori rappresentano autentiche avanguardie per la transizione energetica e la piena decarbonizzazione dei modelli energetici, sui diversi fronti dell'energia, della gestione dei rifiuti, della gestione della risorsa idrica, della mobilità. E' stato questo il tema centrale in questi giorni presso il Ministero dell’Ambiente, che ha ospitato i lavori del Coordinamento Free, realtà alla quale aderisce anche la nostra Associazione Giga e che riunisce molte associazioni impegnate in ambito ambientale, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Tra le proposte avanzate nel corso del dibattito, la possibilità di adottare un pacchetto di misure sulla quali Giga si batte da tempo, come l'attivazione di misure di riduzione degli sprechi, l’utilizzazione di distributori pubblici di acqua potabile oltre che di bevande alla spina e detersivi, o la vendita sfusa di prodotti. Si è inoltre parlato di veicoli elettrici, bike e car- sharing per ridurre traffico e inquinamento e così ben adattabili proprio nelle piccole isole ed ovviamente la piena autosufficienza energetica attraverso le fonti rinnovabili, cancellando definitivamente l'ombra lunga dei combustibili fossili utilizzati fino ad oggi.

Proprio il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, si pronuncia sul tema sostenendo che “le isole minori italiane, perle di biodiversità, devono poter essere anche veri laboratori di sostenibilità. Per questo motivo il ministero vuole essere catalizzatore di un confronto tra livelli istituzionali, per individuare quelle sperimentazioni che possono creare nuove opportunità nelle piccole isole e insieme rappresentare un modello esportabile a livello nazionale. Il negoziato della Cop21 ha messo in evidenza il ruolo fondamentale delle piccole isole: nella prospettiva nazionale, anche quelle italiane possono e devono svolgere un ruolo centrale”.

Sull'argomento anche la riflessione della Sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, presente all’evento, secondo la quale, “Per caratteristiche geografiche, ambientali ed economiche, le isole minori possono diventare un vero e proprio modello di sviluppo per arrivare all’autosufficienza energetica e al superamento dell’uso dei combustibili fossili. Secondo la Velo “Il ministero si è già impegnato in questo senso, finanziando negli anni attraverso il bando Isole Minori progetti su rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile. E anche sul fronte della cooperazione internazionale, l’Italia sta dando un contributo allo sviluppo energetico dei piccoli stati insulari, con un pacchetto di azioni in linea con quanto stabilito nella Conferenza di Parigi”.

A introdurre i lavori il Presidente del Coordinamento Free Gianni Silvestrini, secondo il quale “le isole, per le loro peculiarità, rappresentano il territorio ideale per programmare e attivare buone pratiche ambientali che possono diventare preziose soluzioni ‘di sistema’ per il raggiungimento degli obiettivi energetici”. Maurizio Pernice, direttore generale per il Clima e l’Energia del ministero, ha evidenziato come “le soluzioni standard nelle isole, pensiamo innanzitutto ai rifiuti ma anche alle auto che invadono le isole nella stagione estiva, abbiano segnato pienamente la loro impraticabilità e la loro insostenibilità nel medio-lungo termine, diventando un rischio per la qualità ambientale e la valorizzazione turistica. Servono soluzioni nuove per migliorare la qualità della vita delle persone e quella ambientale dei territori, nell’ottica dell’economia circolare e delle energie rinnovabili”.

Speriamo davvero che sia la volta buona che si cominci a marcare spediti su questi "laboratori naturali di bellezza", nella dierzione perentoria verso la decarbonizzazione definitiva. di questo nostro scrigno prezioso di piccole perle che chiedono ancora di esserepienamente restituite alla loro incomparabile bellezza.

 

Sauro Secci

 

 

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