Video: Yellowstone National Park Timelapse

yellowstone national park geiser videoI geyser sono fra le principali attrazioni del parco statunitense fondato nel 1872 e da 36 anni patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

 

Yellowstone è il più antico parco nazionale del mondo. Si trova negli Stati uniti, nella regione nord-occidentale dello Stato del Wyoming e occupa una superfice di 8.983 km², vale a dire superiore a quella dell’Umbria.

Queste sorgenti calde che arrivano sino a 200° C emettendo vapori nell’atmosfera sono 408 e raggiungono in questo parco la più alta densità al mondo. L’acqua che fuoriesce dai geyser crea coni e terrazzi. Il geyser più noto è l’Old Faithful che ha una particolarità: l’estrema regolarità della sua attività eruttiva. Il geyser erutta – con un margine di errore di 10 minuti – 65 minuti dopo le eruzioni di durata minore dei due minuti e mezzo, 92 minuti dopo l’eruzione di durata maggiore di 2 minuti e mezzo. L’altezza media delle eruzioni è di 44 metri.

Secondo alcuni geologi sotto il parco si nasconderebbe un supervulcano destinato a eruttare e a coprire di cenere tutto il Nord America.

Ma il parco è famoso anche per la straordinaria fauna di cui è popolato. Il bisonte americano che nel 1902 aveva toccato il minimo storico di 50 esemplari è oscillata nell’ultimo decennio fra i 3000 e i 4900 esemplari. Ma nello Yellowstone vivono anche esemplari di lupi grigi, orsi grizzly (circa 600), alci (30mila esemplari), orsi bruni, lontre, puma, wapiti, bighorn e aquile di mare. Una straordinaria riserva naturale di animali che ha contribuito a far dichiarare questo parco patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1978.

Il lavoro in timelapse è stato realizzato da Joel Schat, un filmmaker e fotografo che realizza numerosi lavori in timelapse in giro per il mondo.




VIA | Youtube

 

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Oggi la giustizia russa ha accusato di teppismo/vandalismo (o meglio di hooliganismo, nemmeno fossero ultras della Dinamo Mosca)  26 membri dell’equipaggio su 30 della nave di Greenpeace  Arctic Sunrise. Lo ha confermato a Ria Novosti Mikhail Kreindlin, l’avocato russo messo a disposizione dei suoi attivisti da Greenpeace.  Ieri anche all’attivista italiano Cristian D’Alessandro è stata formalizzata l’accusa di vandalismo.

«Le accuse sono state portate contro altre 9 persone , portando a 26 il numero dei membri dell’equipaggio incolpati di questo delitto», ha spiegato Kreindlin, sottolineando che l’accusa non ha ritirato ancora le accuse di pirateria che pesano  sui militanti ambientalisti, arrestati il 18 settembre dalla Guardia costiera di frontiera russa mentre tentavano di scalare una piattaforma petrolifera di Gazprom nel Mar della Pecora.

Secondo il Comitato d’inchiesta russo il comportamento dei militanti di Greenpeace ha messo in pericolo la vita di chi lavorava sulla piattaforma Gazprom. Vladimir Tchuprov, direttore del programma Artico di Greenpeace Russia, ha risposto che «Le azioni dei militanti di Greenpeace nel Mar di Pecora non possono costituire una minaccia per la vita delle persone che lavorano sulla piattaforma petrolifera Prirazlomnaia. Questa accusa che era stata formulata all’inizio. E’ evidente che le azioni dei militanti ecologisti non possono né perturbare il funzionamento della piattaforma, né costituire una minaccia per la vita del suo personale. Essendo Greenpeace un’organizzazione non violenta, i suoi militanti sono i soli a rischiare la loro salute e la loro vita durante azioni come quella. I militanti di Greenpeace seguono una formazione specializzata prima di prendere parte a manifestazioni di questo genere. Apprendono a comportarsi senza ricorrere alla violenza, ad escludere ogni minaccia ed ad evitare i rischi per gli altri. Questo è il primo principio applicato da Greenpeace durante le sue azioni. L’esperienza dimostra che I militanti ecologisti sono I soli ad esporsi al pericolo. Le operazioni di Greenpeace non hanno mai fatto una sola vittima nel mondo. Le forze dell’ordine non possono non saperlo».

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea che «Le autorità russe hanno formalizzato l’accusa di vandalismo, senza ancora far decadere quella di pirateria come annunciato, ma la sostanza non cambia: la detenzione dell’equipaggio di Greenpeace e dei giornalisti e il sequestro della nave è del tutto illegittimo. Se l’accusa di pirateria si è rivelata inconsistente, quella di vandalismo oltre ad essere ugualmente assurda, mai comunque avrebbe dato il diritto di abbordare la nave di Greenpeace in acque internazionali».

Intanto l’Olanda ha deciso di portare il caso Russia-Greenpeace davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos), previsto dalla Convenzione Onu sul Diritto del Mare (Unclos) e la prima udienza è fissata ad Amburgo per il 6 novembre. La Russia, pur avendo sottoscritto l’Unclos, ha detto che non parteciperà al processo e non accetterà le decisioni del Tribunale.

Greenpeace fa notare che «Se la Russia dovesse davvero rifiutare la decisione del Tribunale, il risultato sarebbe una crisi generale del Diritto Internazionale ben oltre i limiti della questione tra Russia e Olanda. Il principio della libera navigazione in acque internazionali, che è alla base del diritto marittimo, sarebbe seriamente compromesso. Dal giorno dopo, infatti, chiunque può inventarsi accuse di pirateria come hanno fatto le autorità russe, abbordare e sequestrare chi vuole e poi rifiutare il giudizio del Tribunale internazionale».

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