Aboca: così le piante hanno conquistato la scienza

Rilanciamo con grande piacere questo articolo di Daniel Tarozzi dal sito di "Italia che cambia". Un focus, nel suo quarantesimo compleanno, su una grande azienda italiana  di agricoltura biologica specializzata nella coltivazione di piante medicinali per la realizzazione di dispositivi medici e integratori alimentari. Una realtà molto articolata che si compone oggi di un museo, una casa editrice, progetti sul territorio e ben 40 anni di storia nel settore dei prodotti per la salute. Una serie di elementi che possono sembrare slegati tra loro e invece in una valle toscana, la Val Tiberina, ad Aboca, esiste un'azienda che fa tutto ciò!

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Aboca nasce nel 1978 quando l’attuale Presidente Valentino Mercati acquista la villa di Aboca, piccola frazione da cui prese il nome l’azienda. Dopo una prima analisi, Mercati decise di coltivare piante medicinali in un’epoca in cui il settore era quasi inesistente e la scelta si rivelò vincente. Da allora, infatti, l’innovazione è stata continua fino ad arrivare ad oggi, in cui Aboca può vantare 1300 dipendenti e 1400 ettari di terra coltivata con agricoltura biologica a piante medicinali per realizzare dispositivi medici e integratori alimentari.

La nostra sfida – ci spiega Davide Mercatiè stata portare la medicina naturale basata sull’utilizzo delle piante nell’ambito della medicina allopatica moderna basata su evidenze cliniche. Siamo stati una sorta di traghettatore che ha portato il mondo delle piante medicinali fuori dalla tradizione della medicina cosiddetta alternativa per portarla nel mondo scientifico. Siamo passati dalla vecchia tisana allo studio clinico. Il mondo scientifico fino agli anni ’80 guardava con diffidenza a questi mondi, poi la convinzione e la caparbietà di Valentino Mercati e dalla sua famiglia, nonché dei suoi dipendenti, ha permesso di trasportare il mondo delle erbe nel mondo della scienza. Oggi università, ospedali e centri di ricerca fanno studi clinici basati su sostanze vegetali. Spesso sono loro che vengono a cercarci!”.

Oggi Aboca è presente in 14 nazioni. La crescita di fatturati e dipendenti è stata costante nel tempo ma negli ultimi sei anni ha avuto un’impennata. Questo grazie ad un aumento costante della sensibilità degli italiani verso questo settore.

La produzione è verticalizzata: dalla coltivazione, alla trasformazione, alla ricerca e sviluppo, ai cosiddetti ‘colletti blu’, tutto avviene internamente o in stabilimenti che insistono su territori limitrofi. Ma quello che contraddistingue  Aboca è probabilmente dato dalla sua capacità di sviluppare relazioni con la comunità scientifica diventando protagonista delle ricerche di settore sia in ambito scientifico che in ambito medico e farmaceutico facendo incontrare “natura e terapia”.

“Una volta il nostro cliente tipo era quello che cercava la natura e la vita naturale – continua Davide Mercati – oggi a questo si è affiancato il cliente che cerca semplicemente un prodotto efficace e sicuro. Il farlo nel rispetto dell’ambiente e dell’organismo umano garantisce l’assenza di effetti collaterali e la consapevolezza di agire in modo sostenibile.

Aboca ha una visione di lungo periodo – spiega ancora Mercati -  non guarda solo alla crescita di fatturato per l’anno in corso, ma investe ingenti risorse economiche, umane e intellettuali per far evolvere tutto il settore delle sostanze vegetali ed allargare il numero di patologie che siamo in grado di affrontare. Il nostro futuro sarà costellato da un numero crescente di collaborazioni con università e istituti di ricerca insieme ad una crescente attenzione all’ambiente e alla natura. Per questo, tutte le nostre coltivazioni sono biologiche, senza uso di OGM o di sostanze chimiche di sintesi dannose per l’ambiente. Inoltre, per il confezionamento dei nostri prodotti usiamo solo cartone e vetro. Abbiamo eliminato i cosiddetti blister, non usiamo plastica. I nostri “opuscoli” sono in carta certificata, cerchiamo di ridurre costantemente sprechi ed educhiamo il nostro personale affinché i nostri atteggiamenti siano sempre più ecosostenibili. Infine, abbiamo una casa editrice per sensibilizzare sul tema dell’ambiente”.

Ma non è tutto. Come detto all’inizio, Aboca ha anche fondato “Aboca Museum”: un Museo delle Erbe che recupera e tramanda la storia del millenario rapporto tra l’Uomo e le Piante. Si legge sul sito: “Aboca Museum, attraverso il percorso Erbe e Salute nei Secoli, nella prestigiosa sede rinascimentale di Sansepolcro, con suggestive e fedeli ricostruzioni di antichi laboratori, diffonde l’antica tradizione delle Erbe Medicinali con le fonti del passato: preziosi erbari, libri di botanica farmaceutica, antichi mortai, ceramiche e vetrerie”.

Passeggiando per le sale rimaniamo colpiti dalla cura del dettaglio, sia nella conservazione di testi antichi, di prodotti o dei reperti, che per la bellezza delle sale. Entrando nella libreria, inoltre, ci sentiamo a casa. Tra i testi pubblicati, accanto a quelli legati al settore erboristico e artistico, spiccano autori come Ugo Mattei, Fritjof Capra, Antonio Cianciullo, Stefano Mancuso e molti altri nomi noti.

 Infine, Aboca svolge una serie di attività nelle scuole: “L’azienda Aboca, nell’ambito della sua specializzazione nella coltivazione e trasformazione di piante medicinali, offre agli studenti di tutte le età percorsi didattici differenziati con l’obiettivo di favorire la riscoperta del rapporto millenario che lega l’uomo alle piante medicinali”.

Oggi l’azienda è sempre guidata dalla famiglia Mercati ma è passata da azienda a conduzione famigliare ad azienda “glocale” o multinazionale che dir si voglia. Spiega Davide Mercati: “Oggi seguiamo modelli strutturali aziendali con l’aiuto di consulenti esterni. Non possiamo più avere ‘un solo padrone’, ma una serie di manager in grado di incarnarne lo spirito e i valori alla base dell’azienda, per far sì che dai vertici alle basi ci siano valori condivisi nonché un rapporto bidirezionale di idee, dall’alto al basso e viceversa”.

Non male per un’azienda quarantenne. Buon Compleanno!

A seguire il bel servizio realizzato da Italia che Cambia sulla grande realtà di Aboca

 

 

Intervista e riprese: Daniela Bartolini e Daniel Tarozzi
Montaggio: Paolo Cignini

Fonte: Italia che Cambia

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