Il Dott. Del Francia: storia di un grande chianino
Ho appena letto nella rivista Sham international tradotta in molte lingue (che riportiamo di seguito), la storia di una persona che ho conosciuto e di una scuola che ha fatto la storia della cura naturale degli animali fondamentale per lo sviluppo della agricoltura biologica nel mondo. 
 
La Val di Chiana e Cortona in particolare negli anni in cui maggiormente si sviluppava l'agricoltura chimica e l'allevamento intensivo dei maiali portando quella pianura a livelli di inquinamento enormi, vedeva svilupparsi la più longeva ed importante scuola di omeopatia veterinaria del mondo. Nel mio ruolo di allora di presidente della Commissione Salute della Regione Toscana non restai insensibile a questa storia eccezionale moltiplicando contatti ed incontri sia con il Dott. Del Francia sia con il Dott. Sciari che ne prosegue l'impegno dopo la sua morte.
 
Le sperimentazioni e i successi terapeutici ottenuti dagli allievi formati dalla scuola sono ormai patrimonio della ricerca scientifica e stanno consolidando percorsi terapeutici per la veterinaria al punto di veder creato ad Arezzo una sezione dell'Istituto Zooprofilaattico centro di referenza nazionale per la cura con le medicine complementari degli animali. Del Francia e la sua scuola sono purtroppo ancora sostanzialmente sconosciuti da Toscani, Cortonesi ed Aretini ma sono entrati nella storia della medicina internazionale
 
L'augurio è che ci sia da parte delle istituzioni regionali attuali la dovuta attenzione e sostegno a questa esperienza insostituibile ma sempre al limite della chiusura per carenza di risorse, una scelta coraggiosa di autonomia che non vorrei portasse alla fine di questa esperienza in tempi di crisi economica.
 
Fabio Roggiolani
Giga/Free ed Ecofuturo 
 

Storie di omeopati: il veterinario Franco del Francia

Ci sono documentazioni sull’uso dei medicinali omeopatici in campo veterinario a partire dal 1833, riferite al dottor Guillaume Lux, in Germania, che curava alcune patologie di cavalli e bovini con rimedi come Aconitum, Camphora, Nux vomica e Opium.

Da allora l’omeopatia veterinaria ha continuato a svilupparsi e avere applicazioni su patologie sempre più ampie e su diverse specie, proprio perché l’efficacia dei rimedi omeopatici in medicina umana ha man mano trovato riscontro anche nella cura di piccoli e grandi animali.

Per quanto riguarda il nostro Paese, una figura di grande valore, sia in campo clinico che in campo educativo è stato Franco Del Francia (1928-2011), che a oggi viene considerato il fondatore dell’omeopatia veterinaria italiana.

Dopo aver conseguito la laurea all’Università di Pisa nel 1950, ha condotto la sua professione di medico veterinario per più di sessant’anni.

Ha iniziato i primi passi sul cammino dell'Omeopatia aderendo all'impostazione "pluralista" della scuola francese, orientandosi successivamente, come lui stesso disse: "per studio, per convinzione, per esperienza clinica" verso l'impostazione "unicista" dell’omeopatia classica.

E’ stato libero professionista, dirigente dello Zooprofilattico a Firenze, veterinario comunale a Foiano della Chiana, dirigente veterinario presso l’Azienda Sanitaria Locale a Siena. 
Dal 1981 è stato docente e programmatore di corsi di Omeopatia veterinaria a Firenze, Milano, Napoli, Roma, Ragusa, Cagliari e Sassari.

Nel 1985 ha fondato, con un gruppo di suoi allievi, l'AIVO: Associazione Italiana di Veterinaria Omeopatica.

Autore di numerosi studi pubblicati su importanti riviste, diventa, dal 1989, direttore della Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica “Rita Zanchi” di Cortona, la prima istituzione di medicina omeopatica concepita e creata solo per i veterinari nella storia delle scuole nazionali, da lui voluta e fondata insieme al collega Mario Sciarri. A oggi, questa Scuola ha visto diplomarsi centinaia di allievi, tra cui molti stranieri.
Per Del Francia la condivisione della medicina omeopatica con altri veterinari è stato il suo leitmotiv. Studiava costantemente e approfondiva la sua conoscenza anche lontano da occhi indiscreti nei ritagli di tempo che la professione gli concedeva. Aveva sposato la causa dell’Omeopatia perché ne aveva verificato i prodigiosi effetti nella clinica e non accettava supinamente che fosse offesa dai suoi denigratori

Molti allievi e colleghi omeopati raccontano che ha combattuto tutta la vita per evidenziare l’efficacia dell’Omeopatia in Medicina Veterinaria e che ha avuto la forza di superare le derisioni, le facili critiche, le argomentazioni pretestuose, soprattutto in tempi difficili per un precursore che deve subire la potenza dell’establishment. E’ stato infatti in grado di confutare le argomentazioni altrui con i fatti, cioè attraverso le sue sperimentazioni, che erano sul campo della clinica e non su quello della polemica, mentre i risultati dei suoi studi sono stati talmente evidenti che hanno fatto nascere non soltanto collaborazioni, ma profonde amicizie.

Instancabile e convinto dell’efficacia della terapeutica omeopatica, ha organizzato seminari, ha partecipato a congressi, ha collaborato con Istituti Universitari, con Istituti Zooprofilattici, con Amministrazioni Regionali e Locali.

Il dottor Franco del Francia

Oltre a innumerevoli lavori scientifici presentati a Congressi nazionali ed internazionali con lavori originali, si è dedicato a pubblicazioni su riviste specialistiche, ma soprattutto a scrivere libri di testo per gli studenti e libri divulgativi di Omeopatia applicata alla medicina veterinaria, facilitando così il diffondersi dell’omeopatia veterinaria e facilitando l’ottenimento di successi terapeutici nella pratica quotidiana.
E’ l’autore del Trattato di Omeopatia Veterinaria, in 2 volumi, uscito nel 1981. Il libro Omeopatia Veterinaria, uscito in prima edizione del 1985, è un testo originale che ha saputo offrire a tutti, specialisti o semplici amici degli animali, un fondamentale strumento di consultazione, di studio, di lavoro. Si possono citare altri suoi lavori come: “ Riflessioni di Omeopatia in Veterinaria, del 1988, oppure “Omeopatia per gli animali” del 1992 e “Comportamento del cavallo e omeopatia” del 2000. Egli stesso raccontava, riguardo la sua attività editoriale e di insegnamento dell’omeopatia: “ Mi sono resoconto della grande difficoltà di condensare in poco spazio la filosofia e l’arte della medicina omeopatica, presentare in forma semplice e comprensibile i principi di base che ci ha trasmesso il genio di Hahnemann, ma soprattutto chiarificare i capisaldi dell’applicazione del metodo secondo la dottrina e l’esperienza pratica”. E molto umilmente ma saggiamente diceva ai suoi allievi: “Personalmente posso dare, secondo esperienza diretta, un suggerimento: studiare bene a fondo la dottrina sui testi classici degli autori Hahnemann, Hering, Kent, Allen, Clarke, Tyler, ecc.., riflettere sui principi degli stessi, consultarli in ogni situazione difficile e complicata e poi…adoperare il buon senso.”

Il dottor Franco del Francia

Ai suoi studenti ha instillato lo spirito della ricerca scientifica in Omeopatia, sostenendo che “se non lo documenti un caso clinico resta assolutamente inutile. Puoi aver scelto il rimedio più adatto ma è soltanto un’occasione perduta per convalidare l’efficacia dell’Omeopatia, peccato! ”.
Un dogma fondamentale di Franco del Francia è stato che la Scuola di Cortona fosse e si mantenesse assolutamente indipendente, apolitica ed aconfessionale, senza scopo di lucro e che si sostenesse unicamente con le quote versate dagli allievi. Tali prerogative erano in essere al fine che il piano di studi fosse lontano da ogni condizionamento di tipo commerciale e quindi rigorosamente fedele alla metodologia classica del fondatore dell’Omeopatia, Samuel Hahnemann. Sua eredità spirituale è stata quella di poter proseguire nella strada unicista classica della Scuola senza “cedimenti mercantili o di opportunità del momento”.

Ancora oggi la Scuola di Cortona da lui fondata procede nell’insegnamento proponendo un Corso triennale di Medicina Omeopatica Veterinaria ed un Corso avanzato di perfezionamento, in cui è privilegiata la scelta individuale di approfondimento della branca specialistica di interesse dell’iscritto.

La Scuola è accreditata alla Regione Toscana come Istituto di Formazione Extra universitario in medicine Complementari per la disciplina Omeopatica dei Medici Veterinari (ex L.R. n°9 del 19/02/2007) ed è conforme alle Linee Guida della Formazione Medica Europea e del documento Fnovi “Linee Guida inerenti la Medicina Non Convenzionale e Medicina Comportamentale”.

Franco del Francia diceva sempre che l’Omeopatia, in ogni modo, dava una marcia in più, sia dal punto di vista della clinica sia, soprattutto, perché aiutava a capire le motivazioni del comportamento degli altri.

Chi l’ha conosciuto riporta che è stato in grado di trasmettere un amore verso l’Omeopatia che non abbandona più nemmeno quelli che non la praticano tutti i giorni. 
I suoi allievi, nell’ultimo saluto, lo ricordano così:

“Nella sua lunga carriera ha saputo trasmettere ai colleghi ed ai suoi numerosi allievi l’entusiasmo e la passione per la professione veterinaria e lo studio dell’omeopatia. 
Le sue lezioni rappresentavano, oltre ad un momento di arricchimento professionale, un confronto appassionato tra i partecipanti ed amava ripetere come il veterinario deve sempre esercitare la professione con “sentimento e vivacità intellettuale”.

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