Green Paint: la “casa coltivata” arriva anche alle pitture murali

I nuovi scenari di economia circolare, massimizzando la cultura della valorizzazione degli scarti, stanno fornendo una particolare vivacità nel settore delle costruzioni, alla ricerca di una nuova identità, dopo la grande e profonda crisi in cui è caduto, troppo sbilanciato, tra l’altro, sulle nuove costruzioni piuttosto che sulla riqualificazione di quelle esistenti.

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Un tema di grande valenza quello della valorizzazione degli scarti agricoli per il mondo dell’architettura e delle costruzioni, che si annovera anche nel nuovo Almanacco di Ecofuturo Festival, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles il 1 marzo 2017, attraverso il grande progetto Agritettura, promossa dalla Fondazione Architetti di Firenze e dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (vedi post “"Agritettura": il fecondo incontro tra architettura e agricoltura presentato al Parlamento Europeo“).

Un nuovo interessante ambito di questo fecondo incontro, sta prendendo corpo per il settore delle pitture basate proprio da scarti agricoli, adesso disponibili per costruire nel rispetto dell’ambiente grazie al riutilizzo di matrici residuali agricole come amido di mais e scarti di arancia e cacao. A portare sul mercato questa nuova famiglia di pitture ecosostenibili  è stato il gruppo Boero, il quale, in collaborazione con il gruppo di ricerca Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dopo due anni di ricerche, ha messo a punto un progetto volto a realizzare le cosiddette “Green Paints”, vale a dire vernici che incorporano microparticelle di bioplastica a partire dagli scarti vegetali, come in questo caso quelli di arancia e cacao.

In laboratorio sono state prima ottenute e poi testate microparticelle derivanti dall’amido di mais, di colore bianco, come alternativa alla tradizionale e diffusa pittura bianca e opacizzante e per realizzare delle basi bianco-neutre da colorare nel modo tradizionale, in modo da avere un’intera collezione Green Colors a tinte unite.

Utilizzando invece le microparticelle provenienti da scarti di arancia e cacao sono state realizzate pitture green nei colori giallo arancia e marrone cacao, sfruttando i pigmenti naturali degli scarti.

Le nuove pitture, ancora sperimentali, sono adesso in fase di test nel Centro di Ricerca e Sviluppo “Riccardo Cavalleroni”, all’interno del PST, il Polo Scientifico Tecnologico di Rivalta Scrivia (link sito), a pochi chilometri di distanza dagli stabilimenti del gruppo Boero.

Si tratta di un nuovo fronte di ampliamento che si apre negli orizzonti della “casa costruita“, fondamentale per il rilancio di un nuovo modo di costruire che si colloca perfettamente nei nuovi scenari di economia circolare, basati sul recupero di scarti e materiali che, rigenerati, sono capaci di generare una nuova filiera produttiva anche in un settore molto diverso da quello di provenienza.

Sauro Secci

 

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