Bioasfalti: arriva anche il letame suino

L’aspetto della liberazione dal bitume negli asfalti è sicuramente argomento di attualità e fondamentale per un approccio sistemico ad una nuova viabilità, orientata verso la mobilità elettrica, nuovi combustibili puliti come biometano e GNL , vettori energetici come l’idrogeno, ma anche verso componenti fondamentali come le infrastrutture stradali e per questo alle pavimentazioni delle stesse.

 

Si tratta di un tema che può già avvalersi di solide realtà, attraverso nuove pavimentazioni drenanti, liberate dal petrolio attraverso antichi materiali, come calce e cemento pozzolanico e materiali inerti reperibili nei singoli luoghi di costruzione delle infrastrutture (vedi post “Drena: la nuova pavimentazione ecologica drenante alternativa all’asfalto dagli innumerevoli vantaggi ambientali“) .
Rimanendo pienamente nell’argomento arrivano nuove provocatorie ricerche di affrancamento dai combustibili fossili per le coperture stradali da una ricerca statunitense che si propone di sostituire il petrolio con il letame suino. Come sappiano le deiezioni suine sono divenute un grande problema ambientale per la loro piena gestione e per limitare le emissioni di nitrati generate, per la particolare composizione con presenza di grandi quantità di azoto organico. Si tratta di deiezioni particolarmente ricche di olii, per certi versi molto simili al petrolio, ma dalle quali non è possibile produrre carburante economico. Una grande problematica quella della migliore utilizzazione delle grandi quantità di deiezioni e di letame suino, sulla quale ha lavorato un team di ricerca della North Carolina Agricultural and Technical State University coordinato dall’ingegnere civile Ellie Fini, con il sostegno della National Science Foundation (NSF). Il team statunitense ha messo a punto un legante appiccicoso a base di letame di maiale che può essere utilizzato per sostituire il bitume nella produzione dell’asfalto, a detta dei ricercatori con un costo di produzione di 56 centesimi di dollaro per gallone, proponendosi come nuovo legante bioadesivo con un costo molto meno costoso del petrolio e che, finora, è riuscito a superare una serie di test molto severi e rigorosi. La coordinatrice del team Ellie Fini spiega: “lo stiamo testando per vedere se sarà resistente o se si abbasserà troppo, perché non dovrebbe farlo. Inoltre non deve incrinarsi alle basse temperature. Pensiamo che sia scalabile e che il suo costo sia conveniente e redditizio”.
Il nuovo biomateriale messo a punto ha dato risposte funzionali talmente convincenti che Fini e il suo team hanno già depositato i brevetti della tecnologia, dando origine alla company “Bio-Adhesive Alliance” (link sito), che punta a fornire una soluzione reciprocamente vantaggiosa per gli allevatori di maiali e per l’industria edilizia. Come sottolineano i ricercatori di NSF “Tutto ciò che nel letame è maleodorante, viene filtrato durante la lavorazione, e gli allevatori possono utilizzare i residui come fertilizzante. Quindi, nemmeno l’idea del puzzo!”

 

Un’altra grande possibilità, quella fornita da “Bio-Adhesive”, che si propone come una soluzione valida per ridurre ulteriormente la dipendenza degli Usa dal petrolio, già sulla buona strada per essere ampiamente utilizzato, visto anche la grande disponibilità di materia prima.

A seguire due interessanti video che ci accompagnano nelle caratteristiche del nuovo bioasfalto messo a punto.

Sauro Secci

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