Questione Piombino - Bagnoli. I Verdi lavorano per una soluzione responsabile

A nostro avviso – ha spiegato Lupi – manca l’opzione primaria fondamentale per la discussione e cioè: Piombino vuole ampliare il porto e conseguentemente differenziare la propria economia uscendo dalla dipendenza monoindustriale delle acciaierie?

La nostra risposta è sì !! è chiara e precisa perché la portualità con il cabotaggio e il car shipping è per noi una via alternativa al trasporto su gomma, in sostanza una via sostenibile.

Ciò asserito – ha proseguito Lupi – per ampliare e realizzare le nuove banchine, da dove dobbiamo prendere gli inerti ? dalle cave di Campiglia ? dal sottoattraversamento TAV di Firenze? dalla Variante di Valico autostradale ? oppure apriamo un altro fonte di cava?

Così come Piombino, senza traumi, via mare, ha portato il materiale di escavo nella vasca di colmata del porto di Livorno, non troviamo niente di scandaloso se gli inerti di Bagnoli, trasportati via mare, possano essere utili per ampliare i docks di Piombino e non andare in discarica.

Mentre diciamo no ai rifiuti campani e diciamo no ai fanghi avvelenati, diciamo sì agli inerti, ovviamente con il massimo controllo e garanzie e coinvolgimento per mezzo di un osservatorio ambientale partecipato dalle associazioni ambientaliste e, perché no, dal comitato di cittadini; oltre chiaramente Arpat, ASL, Guardia di Finanza, capitaneria di Porto, ecc.

Perché – ha proseguito Lupi – non considerare che tale operazione porterebbe al completamento della 398 con l’effetto di fatto di “sgonfiare” almeno in parte il progetto autostradale che insieme ai comitati avversiamo da sempre?

Insomma la questione è complessa e come tale va affrontata e noi la affrontiamo consapevoli di avere certamente delle preoccupazioni, ma desiderosi e convinti di vedere domani il porto di Piombino, insieme al porto di Livorno ed a quello di Carrara, rappresentare il sistema portuale toscano ai massimi livelli delle infrastrutture europee e delle comunicazioni marittime; non avremo altri sfruttamenti di territorio ed escavi che già troppe ferite hanno procurato; non avremo sversamenti in mare e non avremo trasporti di rifiuti; avremo il massimo controllo e trasparenza nella partecipazione dell’operazione.

Sia chiaro – ha concluso Lupi – che le perplessità le abbiamo tutti ma sia altrettanto chiaro che la risposta dovrà essere responsabile e garantire il territorio ed uno sviluppo sostenibile affrontandolo con un piano di sostenibilità ambientale.”

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