Consumo di suolo in Italia: inarrestabile secondo il nuovo Rapporto ISPRA

Corsa inarrestabile anche nel 2019 per il terreno cementificato, andando a divorarsi ulteriori 57 km quadrati. Si tratta di una voracità che non sembra arrestarsi con una progressione di ben 2 metri quadrati al secondo. Un incremento che ha superato anche l’incremento demografico, con una Italia nella quale il cemento cresce più della popolazione. Questa la fotografia scatatta dal nuovo Rapporto Ispra Snpa, scaricabile in calce all’articolo.

 

Una tendenza che ci allontana dagli obiettivi europei, che prevedono invece un percorso di azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050. Come si legge testualmente nel nuovo Rapporto Ispra “Il consumo di suolo, il degrado del territorio e la perdita delle funzioni dei nostri ecosistemi continuano a un ritmo non sostenibile“, con l’incremento di nuove coperture artificiali che si è ormai fissati stabilmente oltre i 50 chilometri quadrati l’anno.

A costituire l’aspetto più allarmante di questa tendenza è il fatto che la perdita di terreno naturale continua ad essere associata ad aree a rischio idrogeologico e sismico. Nel 2019 risulta ormai cementificato il 10% delle aree a pericolosità idraulica media P2 (con tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) e quasi il 7% di quelle classificate a pericolosità elevata P3 (con tempo di ritorno tra 20 e 50 anni). Tra le regioni a più alto rischio figura la Liguria, regione nella quale la percentuale di suolo impermeabilizzato in aree a pericolosità idraulica sfiora ben il 30%.

Entrando nel merito delle singole aree del paese emergono connotazioni molto diverse con il Veneto che con 785 ettari, è la regione che nel 2019 ha consumato più suolo, anche se con una tendenza inferiore rispetto al 2017 e al 2018, seguita dalla Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). Passando all’altra parte della classifica, la regione più virtuosa in queswto senso è la Valle d’Aosta, che con appena 3 ettari cementificati, risulta quella più vicina all’obiettivo “Consumo di suolo 0”.  Arrivando a livello comunale maglia nera tra le città risulta la capitale Roma, che con un incremento di suolo artificiale di 108 ettari, si conferma il comune italiano con la maggiore quantità di territorio trasformato in un anno, con un incremento di ben 500 ettari dal 2012 ad oggi, seguita da Cagliari (+58 ettari nel 2019) e e Catania (+48 ettari nel 2019).

Fonte: Rapporto ISPRA Consumo Suolo - Edizione 2020

Come si evidenzia nel Rapporto putroppo, il consumo di suolo non cresce solo in territori già fortemente antropizzati, ma anche in aree protette, con un incremento di + 61,5 ettari nell’ultimo anno e in aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1.086 ettari).

Nel Rapporto si rileva che “L’iniziativa delle Regioni e delle Amministrazioni locali sembra essere riuscita marginalmente, per ora, e solo in alcune parti del territorio, ad arginare l’aumento delle aree artificiali, rendendo evidente l’inerzia del fenomeno e il fatto che gli strumenti attuali non abbiano mostrato ancora l’auspicata efficacia nel governo del consumo di suolo”.

Su questo spinoso argomento anche l’intervenuto del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il quale, non nascondendo la sua preoccupazione circa le indicazioni ed i numeri del nuovo rapporto, rileva che “Lo spreco di terreno e il cemento che avanza, purtroppo anche nelle aree a rischio idrogeologico e sismico, mi riportano a sottolineare l’urgenza di accelerare l’iter di approvazione del Ddl sul consumo del suolo. Per questo rivolgo un appello alle forze politiche a procedere rapidamente. Il suolo è una risorsa non rinnovabile e non va sprecata. I dati presentati dall’Ispra ci dicono che oggi ogni neonato nasce in Italia con una ‘dote di cemento’ di 135 metri quadrati. Non è questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti”.

 

Scarica il nuovo rapporto Ispra Snpa

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