A Roma l'incontro dell'omeopatia europea

omeopatia pilloleOmeopatia 33, 15/04/11 - A Roma l'incontro dell'omeopatia europea

Si è svolto dall'8 al 10 aprile a Roma il meeting europeo dell' European Committee for Homeopathy (ECH), federazione che riunisce associazioni e società scientifiche di 25 nazioni europee.

La due giorni di lavori è stata dedicata alla discussione dei problemi politici legati al riconoscimento dell'omeopatia da parte delle istituzioni europee e dei problemi culturali legati all'armonizzazione dei programmi di formazione delle scuole private di tradizione presenti in tutti i paesi della UE ai fini del riconoscimento di un diploma europeo di formazione in omeopatia.

Una parte dei lavori è stata dedicata all'esposizione della situazione italiana che, per certi versi, non ha eguali in Europa grazie alla politica della regione Toscana che ha istituito il primo Master universitario di medicina integrata (con indirizzi specifici omeopatia, agopuntura e fitoterapia), ha inserito l'omeopatia nei livelli essenziali di assistenza erogandola negli ambulatori del servizio pubblico e da quest'anno ha inaugurato il primo centro ospedaliero di medicina integrata di Pitigliano.

Pitigliano è il primo ospedale in Europa che eroga prestazioni di omeopatia, fitoterapia e agopuntura in un reparto di medicina sui pazienti ricoverati che ne facciano specifica richiesta con consenso informato. Il modello di approccio sanitario dell'Ospedale di Pitigliano rappresenta il primo esempio di un nuovo modo di praticare la medicina, secondo i concetti della medicina integrata e dell'approccio interdisciplinare alla cura.

Le federate hanno manifestato ampia condivisione riguardo la necessità che la medicina omeopatica venga insegnata nel contesto della integrazione delle cure. Riguardo alla formazione professionale dei medici c'è stato accordo sul monte orario. Il minimo di ore di formazione richieste in tutta Europa dall'ECH è di 350 ore, 150 delle quali da riservare alla pratica clinica.

La novità sostanziale del meeting è stata la condivisione da parte delle federate della pluralità del pensiero omeopatico attraverso il riconoscimento di tutte le scuole di omeopatia, sia uniciste che pluraliste. Del resto proprio sull'argomento del riconoscimento delle diverse correnti di pensiero omeopatico tipiche dell'omeopatia moderna, c'era stata una richiesta di incontro da parte della SIOMI all'ECH. Dalla riunione, avvenuta a Milano nel febbraio scorso, era scaturita una condivisone tra il presidente ECH Ton Nicolai e la presidente SIOMI Simonetta Bernardini riguardo il riconoscimento, da parte dell'ECH, dei concetti della medicina integrata e della pluralità delle correnti di pensiero di cui si compone l'omeopatia moderna, riconoscendo al medico omeopata la più ampia autonomia nella prescrizione terapeutica individuale a seconda delle caratteristiche della situazione clinica di ciascun paziente.

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