Fotovoltaico a rischio. Legambiente lancia l'allarme

fotovoltaico casaLa Nazione, 12/04/11 - Fotovoltaico a rischio. Legambiente lancia l'allarme

Il continuo rinvio da parte del governo, che non si decide a varare il decreto sul nuovo Conto energia, sta causando danni gravissimi alla nostra provincia, in termini occupazionali ed economici. Il Decreto del Ministro Romani è ormai passato alla storia con il nome poco lusinghiero di “Decreto ammazza-rinnovabili” poiché ha sancito la fine del terzo Conto energia per gli impianti fotovoltaici, che potranno godere delle attuali tariffe incentivanti solo se saranno connessi alla rete elettrica nazionale entro il 31 maggio. Per gli impianti allacciati a partire dal 1° di giugno, invece, le tariffe incentivanti dovranno essere stabilite da un nuovo Decreto, da adottare entro il 30 aprile.

Ma il nuovo decreto, fondamentale per dare continuità, stabilità e certezze al settore della green economy, continua a tardare rendendo sempre più drammatica questa fase di stallo sia per le aziende che lavorano direttamente nel comparto del fotovoltaico sia per l'ampio indotto a esso collegato che ormai riguarda svariati settori dell'economia.

Le stime fatte dalle associazioni di categoria ipotizzano che le aziende della nostra provincia che si occupano di installazione di impianti da fonti rinnovabili siano circa 300. Alcune di esse hanno fatto del fotovoltaico il loro core business e sono cresciute significativamente negli ultimi anni, dando occupazione a centinaia di addetti. Sono infatti oltre 1000 i dipendenti e gli addetti ai lavori legati alle energie rinnovabili nella nostra provincia. Per quanto riguarda l'indotto, sebbene sia più difficile fare una stima accurata, è facile capire quanto sia elevato il numero delle aziende e delle professionalità coinvolte: progettisti, carpentieri, filiera dello smaltimento dell'eternit, ecc..

Va inoltre detto che le aziende locali hanno concentrato la loro attività sugli impianti fotovoltaici di piccola o media taglia (al massimo 200 kWp), ovvero quegli impianti che rappresentano la generazione distribuita e sono meno impattanti dal punto di vista paesaggistico. In Maremma, a oggi, risultano in esercizio 877 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di quasi 20,8 MWp. Il fotovoltaico è così diventato la seconda fonte rinnovabile elettrica in provincia di Grosseto, seconda solo al geotermico. La media di potenza per singola installazione è di 23,78 kWp, infatti la stragrande maggioranza degli impianti sono di piccole dimensioni: ben 813 hanno una potenza compresa tra 1 e 20 kWp. Gli impianti tra i 20 ed i 50 kWp sono 19, quelli tra i 50 ed i 200 sono 32. Gli impianti tra i 200 kWp e 1 MWp sono ad oggi solo 13 e nessun impianto connesso alla rete elettrica supera il MWp

“Il settore del fotovoltaico sta ricevendo uno schiaffo – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - da parte del governo per colpa del decreto Romani. Questo settore ha invece bisogno di certezze: per chi installa, per chi investe, per le aziende e per i cittadini. E la cosa non si limita a oggi ma deve avere una prospettiva per il futuro. Noi vogliamo certezze sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, anche perchè in questo momento siamo in apnea e rischiamo di non riemergere più.Il 99% degli impianti fotovoltaici in Maremma, oggi, è di medio-piccole dimensioni e se non facciamo qualcosa rischia di chiudere”.

“Siamo molto delusi – ha affermato Ulisse Ferretti, titolare di Elettromoderna - perché il governo ha fatto promesse poi non mantenute, e c'erano linee guida che non sono state portate avanti. Ora ci troviamo con le commesse ferme in magazzino e i clienti che continuano a disdire gli ordini. Se questa situazione va avanti avremo problemi sempre più grandi. Già oggi ci troviamo a dover mandare a casa i dipendenti. Anche la situaizone con le banche è diventata drammatica, è sempre più difficile richiedere un finanziamento”.

“Era la prima volta che un settore era stato rigenerato sia dal punto di vista economico che culturale – ha spiegato Pietro Pimpinelli, titolare Ecoteti -. Il turista che viene in Maremma può ammirare aziende ecosostenibili con pannelli fotovoltaici sui tetti, senza più amianto. I nostri clienti erano contenti di fare investimenti, e ora invece si rischia il declino non solo come imprenditori ma anche come maremmani”.

“Mettiamo anche che la situazione si risolva per il meglio, - ha chiesto Rossano Fanelli, titolare della Fanelli Energia - ma siamo sicuri che un domani non si ripresenterà lo stesso problema? A questo punto mi chiedo chi ce lo fa fare di continuare a investire nel fotovoltaico senza garanzie. Questa situazione è sempre più assurda e per questo dobbiamo muoverci e far capire la gravissima situazione in Maremma”.

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