PENSIERI MANIFESTI: Azione urbana per Arezzo 2020

Pubblichiamo con grande piacere questo articolo su una splendida iniziativa dell'estate ad Arezzo.

 

 

Il Coronavirus ha cambiato profondamente le nostre vite: dopo un tempo sospeso fatto di lutti, preoccupazioni e solitudine, abbiamo da poco ripreso il lavoro e una minima vita sociale. Nel frattempo, anche le città erano cambiate, più pulite sì, ma anche più spoglie: non un manifesto o striscione che invitasse a eventi culturali o divertimenti. Da qui la volontà del gestore delle affissioni aretine di realizzare un progetto di comunicazione sociale di Simonetta Fratini: un utilizzo creativo degli spazi cittadini, un tempo deputati alla comunicazione e ora tristemente vuoti. Tale azione è stata pensata e realizzata come dono e incitamento alla ripartenza della città.

Sono i Pensieri manifesti, ideati per una comunicazione urbana su vasta scala. Rappresentano la visualizzazione di stati d’animo e problematiche attuali, hanno il fine di carpire l’interesse dell’osservatore, usando anche l’ironia e i giochi di parole, in modo da rendere l’avvicinamento meno traumatico verso argomenti tragici o importanti che riguardano la collettività.

L’arte è in questo caso gesto, non solo contemplazione estetica, perché vuole aiutare gli uomini e le donne a risollevarsi, a trovare dentro di sé quelle risorse infinite che l’animo di ognuno possiede per tornare a vivere il presente e immaginare il futuro. L’iniziativa non è a senso unico, tutti sono invitati a commentare, scrivere, fotografare e rimandare attraverso i social la propria impressione all’artista. In un tempo in cui è difficile stare vicini, lo si può fare virtualmente, mettendo insieme ciò che di meglio contraddistingue il genere umano: la capacità di pensare. Il pensiero diviene in questo modo fatto quotidiano, l’immagine sollecita la sensazione e smuove gli intelletti. Condivisione e inclusione, difficili da mettere in pratica fino a poco tempo fa, ora sembrano imprescindibili e necessarie. L’arte, come sempre nella storia, si fa interprete di un cambiamento di mentalità e costumi.

Il tratto ben definito, il colore vivace e uniforme, le parole che compongono immagini didascaliche, sono mezzi per arrivare ai pensieri e alle emozioni dell’osservatore, al quale si vuole trasmettere consolazione, speranza, energia. Si parla di pace e violenza, di perdita e ricerca, di dolore e guarigione, di ambiente e molto altro. Si parla della vita di tutti noi.

 

 

Sabrina Massini

 

 

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