Il Salento ferito che diviene centro dell’ecorinascimento

Parlare con la gente salentina della morte degli olivi secolari e millenari è sentire con chiarezza un lutto ancora in corso e ben lontano da essere elaborato: questi olivi che inesorabilmente si seccano, lasciano gli agricoltori senza fiato e senza molta voglia di ricominciare “perché tanto nulla sarà come prima”.

 

In questo territorio bellissimo ma con un paesaggio agrario distrutto, nascono imprenditori agricoli e centri di ricerca che stanno scrivendo una nuova storia, non dimenticando il passato ma guardando ad un nuovo futuro che non può più essere solo riproposizione del vecchio che, a parte la bellezza del paesaggio con gli olivi millenari, ben poche soddisfazioni dava alla fatica e ben poche chanches ai propri giovani.

L’olivicoltura in Salento arriva dopo l’epoca Messapica che accumulava le sementi negli anfratti e nelle grotte scavate nel tufo, vere casseforti della ricchezza di allora, per nasconderle alle scorribande dal mare, come dice il rifondatore della Masseria Le Stanzie che oggi impiega 36 persone. Quegli anfratti via via vengono occupati dai frantoi ipogei, mano a mano che cresceva il valore e la richiesta dell’olio d’oliva  e se ne scavano altre migliaia in tutta la Puglia perché la geotermia consentiva all’olio di rimanere ben liquido e quindi di decantare perdendo le impurità e dando luce alle città ed alle corti d’Europa e Oriente senza fumigare e sciupare le opere d’arte di chiese e palazzi.

L’olio fa della Puglia e del Salento, la Dubai di allora fino al primo 900, quando il petrolio distruggerà il mercato spingendo alla miseria questa terra.

Non erano rose e fiori per gli ultimi neppure prima sia chiaro, vivere da schiavi per mesi e messi sotto terra con tassi di umidità terribili e con condizioni di inquinamento nonché sfruttamento sotto ogni livello umano ma si mangiava, successivamente la Puglia e le sue meraviglie decadono e vengono abbandonate.

Quegli ulivi così alti e maestosi divengono un problema perché il piccolo mercato dell’olio ha bisogno di olive verdi e spremute subito e non si può aspettare che caschino da sole perché l’olio non viene più buono. Costi maggiori dei concorrenti, necessità di tenere liberi i campi sotto gli olivi per poter stendere le reti, porteranno ad un uso spropositato di erbicidi, il cambiamento climatico con l’aumento della siccità farà il resto……

Ed ecco che quando nel 2013 si importano piante esotiche dall’America infette di xilella anche se dichiarate indenni dagli enti UE preposti, ci sono tutte le debolezze possibili nelle piante e nei campi per arrendersi senza resistere o quasi, inoltre le aziende che ancora avevano insistito su una monocoltura sempre meno redditizia, si ritrovano a terra senza alternative.

Sembra la parabola dell’Eni con le rinnovabili o della FIAT con l’elettrico, resistere oltre il limite e rischiare di schiantarsi incapaci di reagire alla crisi.

 

EPPUR SI MUOVE

In questo quadro, imbattersi in Tony Trevisi , Giustino Melchionne o Luigi Vincenti ti porta a scoprire come la voglia di reagire c’è e si comincia a vedere.

Trevisi fa approvare in consiglio regionale il reddito energetico, la moneta complementare, lavora all’ecobonus nel gruppo nazionale ambiente del M%S con Fraccaro e partoriscono l'ecobonus 100% per la rinascita green , ma agisce anche in agricoltura mettendo la firma sul progetto Pawlonia ovvero una pianta che fa lego in 25 anni ma che ogni giorno assorbe quattro volte la CO2 di qualsiasi altra pianta, una delle risposte per rimboschire il Salento e tutto il paese. I bellissimi fiori di questo albero possono stimolare la rinascita di una fiorente apicoltura (un mese di fioritura) e convivere con orti biologici o bioattivi oppure con la cannabis o altre colture senza aver bisogno che di un po' di acqua, per restituire un enorme valore alla biodiversità ed alle economie agrarie.

I progetti in agricoltura vanno dall’allevamento post intensivo rispettoso dell’ambiente e del benessere animale, a progetti tecnologici per avere acqua dalle zone aride o per riprodurre le piantine per piantare alberi in ogni città essendo la pawlonia capace anche di disiquinare aria e terreni.

Anche l’olivicoltura potrà rinascere ricreando un paesaggio misto dato che la biodiversità è la prima difesa dalle aggressioni dei patogeni.

Abbattere poi i costi energetici di tutte le abitazioni del Salento e del paese con l’ecobonus significa non solo un contributo alla lotta climatica ma anche alla capacità di resistenza in tempi di crisi covid e emergenza xilella.

Un territorio come quello del Salento è una Italia in miniatura isolata dal mare come lo è la nostra stessa penisola e come appare del tutto folle non vedere rotte che collegano ad esempio la costa salentina con quella calabra così fa impressione vedere l’Italia senza rotte o quasi da Francia e Spagna o da gran parte della Grecia , ebbene per il Salento e per l’Italia è urgente attivare le autostrade del mare, porti come Gallipoli, che ai tempi dell’olio facevano partire 100 navi al giorno per vari mesi in direzione di decine di rotte sono pronti a rinascere, per far da supporto all’Ecorinascimento che mette insieme saper fare, con saper innovare e saper coltivare e certamente con la cultura, la scuola e l’università.

Dopo le tragedie si può ripartire ma solo con l’ordinaria amministrazione si dovrebbe convivere con le macerie per tutta la vita e noi di Ecofutuo con Tony Trevisi come  la meravigliosa fierezza, genialità e  coraggio della gente del Salento, dal faro di Santa Maria di Leuca vogliamo dare un segnale di svolta rapida, decisa coerente e vincente.

 

Fabio Roggiolani
Cofondatore di Ecofuturo Festival

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