Dalla bottiglia alla borraccia per liberarsi dalla plastica

Ecco come liberarsi dalla plastica delle bottiglie, riducendo inquinamento, traffico, risparmiando e guadagnando in salute, ce lo dice Fabio Roggiolani, cofondatore di Ecofuturo Festival, in questo articolo apparso sul numero 2 di Ecofuturo Magazine, la rivista bimestrale online delle innovazioni di Ecofuturo.

 

 

Se girate per la Cina scoprirete un popolo con la borraccia termica. Non hanno acqua fresca ma acqua calda, anzi bollente, perché nelle tubature non scorre acqua potabile e per dissetarsi è meglio avere con sé acqua calda o tè, molto più sicuri.

Noi occidentali siamo abituati ad avere acqua potabile dal rubinetto ma dal momento che in genere è il cloro che la tiene potabile nelle tubature, a parte eccezioni come Roma, l’acqua del rubinetto ha un sentore vago di varechina che non la rende buona e che si sente sempre di più mano a mano che passa il tempo in cui la teniamo in bottiglia o borraccia. Se aggiungiamo il fatto che le concessioni di acqua minerale nel nostro paese vengono sostanzialmente regalate agli imbottigliatori, ecco che si crea il più grande consumatore al mondo di bottiglie di acqua minerale e di bottiglie o bottigliette di plastica.

Qualche numero per capirsi:

  • 208 litri di acqua a testa, siamo secondi al mondo dopo il Messico (che ha solo il 47% del paese con acqua potabile dal rubinetto);
  • dai 12 ai 24 miliardi di bottiglie/ette di plastica;
  • circa 1 miliardo di tonnellate di petrolio per produrle (2kg di petrolio per un kg di plastica);
  • se le bottiglie si consegnano oltre i 200 km si consuma più petrolio per il trasporto che per la produzione delle bottiglie;
  • solo un terzo della plastica si ricicla davvero e il trasporto dei rifiuti richiede di nuovo carburante ed energia.

A noi di Ecofuturo tutto questo è chiaro da sempre, ma il primo movimento che ci ha preso sul serio è Fridays For Future che ha esibito le borracce come segno di identità. Ecco perché  abbiamo creato il primo marchio “Negozio Plastic Free” per identificare gli esercizi che davvero rinunciano all’usa e getta partendo dalla scelta più banale e potente, quella di fornire acqua gassata, naturale, fresca o a temperatura ambiente naturizzata al bicchiere o riempiendo la borraccia del cliente.

Il logo di Ecofuturo insieme a quello di Sidea, che è la prima società che ha accettato di diffondere la targhetta, ma ovviamente noi siamo pronti a concedere il logo anche altre società del settore della purificazione corretta e ben seguita nella manutenzione dell’acqua. Acqua naturizzata con carboni attivi e con filtri riciclabili e riutilizzabili, la scorciatoia delle brocche di plastica ha dimostrato di essere una sciagura peggiore del male sia perché chi fornisce la brocca poi fornisce anche i filtri usa e getta che se non aperti e svuotati finiscono tutti nell’indifferenziata e sia perché chi non cambia il filtro finisce per bersi acqua con colonie di miliardi di batteri.

L’unica scelta migliore ecologicamente è bere acqua in brocca dal rubinetto ma, se non ci piace quel retrogusto di cloro, con la naturizzazione si ottengono acque gustosissime e molto più salubri di quelle in bottiglia grazie al fatto che l’acqua del rubinetto non ha stazionato su piazzali, non ha viaggiato per strade ed autostrade, non è stata imprigionata per mesi dentro una bottiglia di plastica, insomma come spesso succede nel diventare Eco si beve con più gusto, si spende meno e si sta meglio.

Noi certificheremo solo i naturizzatori o i purificatori che non usino l’osmosi inversa che se pur ottima per la desalinizzazione rende l’acqua dell’acquedotto, già salubre, troppo povera di nutrienti diventando quasi acqua distillata buona per stirare ma non per bere. Come non certificheremo l’uso dei boccioni, un sistema che consuma molta energia e che è nato per il consumo al bicchiere usa e getta, che ha in più anche alcuni difetti di reale salubrità dell’acqua contenuta quando non se ne consuma molta e rapidamente avviene il ristagno.

Quindi quest’anno regalatevi una buona borraccia che tenga bene termicamente e preparatevi all’invasione dei fontanelli in ogni angolo del paese e in ogni casa o condominio oppure nelle stazioni e nelle scuole. Vi invitiamo a comunicarci le vostre installazioni nuove, ad esempio basterebbe che un governo mediamente sveglio oltre a fare annunci positivi obbligasse tutti coloro che detengono un permesso di distributori automatici ad installare un naturizzatore accanto ad ogni gruppo di distributori per cambiare tutto e rapidamente, a costo zero e con grande risparmio per tutti.

Gran parte dei costi che paghiamo per le bottiglie finiscono nelle tasche dei petrolieri per tutto quel petrolio in plastica, in viaggi andata e ritorno, in rifiuti e in trattamento dei rifiuti.

D’ora in poi frequentate solo negozi o esercizi “plastic free”, insieme potremo fare la differenza.

Fabio Roggiolani
Cofondatore Ecofuturo Festival

 

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