Mobilità sostenibile: In vigore il DAFI per la nuova infrastruttura dei combustibili alternativi

Il tema della progressiva decarbonizzazione dei sistemi di mobilità, vede nella componente strutturale di rifornimento e ricarica, uno degli aspetti fondamentali da comporre per proseguire speditamente nell'ambito della mobilità elettrica e dei combustibili alternativi come il GNL (Gas Naturale Liquefatto).

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Un passaggio importante in questa direzione è costituito dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 14 gennaio, del decreto legislativo legato al DAFI (Directive Alternative Fuel Initiative), dedicato specificamente alla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. Si tratta di un atteso provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri a metà dicembre 2016, nato con l’obiettivo di “ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti” che definisce i requisiti minimi per la costruzione d’infrastrutture per i combustibili alternativi, compresi i punti di ricarica per i veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto.

Un pacchetto importante di impegni temporali , quello del Dafi, che prevede entro il 31 dicembre 2020 sul fronte della e-mobility,  la realizzazione di “un numero adeguato di punti di ricarica” accessibili al pubblico e secondo le esigenze del mercato e la priorità di circolazione per i veicoli elettrici nelle città metropolitane ed altre aree urbane che hanno registrato nell’ultimo triennio sforamenti dei limiti di concentrazione degli inquinanti, come previsto dal decreto, nelle altre aree urbane e quindi nelle strade extraurbane, statali e autostrade. Nel nuovo provvedimento, il numero dei punti di ricarica è fissato tenendo conto anche del numero stimato di veicoli elettrici che saranno immatricolati entro la fine del 2020.

Sulla base dei contenuti del nuovo decreto, entro il 31 dicembre 2017, i comuni sono tenuti ad adeguare i propri regolamenti prevedendo che, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio, sia obbligatoriamente prevista per gli immobili di nuova costruzione o ristrutturati a uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per quelli residenziali di nuova costruzione con almeno dieci unità abitative, la predisposizione all’allaccio per la possibile infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici. Gli spazi auto dotati di colonnina devono essere non inferiori al 20 per cento di quelli totali. Sul fronte delle Regioni, in caso di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione di quelli esistenti, dovrà essere previsto l’obbligo di infrastrutture di ricarica elettrica “di potenza elevata almeno veloce” compresa cioè tra 22 kW e 50 kW (mode 2, mode 3, mode 4).

Gli enti locali, al momento della sostituzione del rispettivo parco autovetture, autobus e mezzi di servizio di pubblica utilità come quelli della raccolta dei rifiuti, sono obbligati all’acquisto di almeno il 25 per cento di veicoli a GNC, GNL e veicoli elettrici e veicoli a funzionamento ibrido bimodale o ibrido multimodale.

Una parte del nuovo decreto è dedicata anche alla tutela dei consumatori, prevedendo specifici obblighi, relativi alle informazioni circa i combustibili che possono essere utilizzati in un veicolo, attraverso una etichettatura standardizzata chiara, oltre ad indicazioni nei punti di ricarica e rifornimento.

Sauro Secci

 

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