Basta Amianto: una petizione per chiedere il ripristino dell'incentivo per la bonifica dei tetti con il fotovoltaico

Era stato un elemento sostanziale, durante l'era degli incentivi al fotovoltaico, per mettere in moto un meccanismo virtuoso per intraprendere la lunga strada della bonifica dell'amianto dalle coperture nel nostro paese, ad oltre 25 anni dalla sua messa al bando. Oggi Annalisa Corrado, da sempre impegnata sul fronte dell'ambiente e delle energie rinnovabili, ha lanciato una petizione per ripristinare questo meccanismo virtuoso, arrestatosi proprio qualche anno fa, dopo la fine del 5° Conto Energia. Inutile dire di firmare, firmare, firmare!!! Hanno già aderito come primi firmatari alla petizione:

  • Stefano Ciafani
  • Giuseppe Civati
  • Annalisa Corrado
  • Francesco Ferrante
  • Rossella Muroni
  • Gianni Silvestrini
  • GB Zorzoli

#BastaAmianto "Basta Amianto: una petizione per chiedere il ripristino dell'incentivo per la bonifica dei tetti con il fotovoltaico Click to Tweet  

Malgrado siano passati 26 anni dalla messa al bando (con la Legge n. 257, del 27 marzo 1992), le stime relative alla presenza delle varie forme di amianto sul territorio italiano (tutte drammaticamente da rivedere al rialzo, visti i ritardi e le difficoltà nelle mappature), sono agghiaccianti:

  • tra 32.000.000 e 40.000.000 tonnellate di manufatti in amianto ancora diffusi sul territorio,
  • 75.000 ettari di territorio in cui c'è una accertata contaminazione,
  • tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in fibrocemento amianto su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati,
  • migliaia, tra scuole ed altre strutture, di edifici pubblici che ancora "ospitano" manufatti contenenti amianto.

Mentre le stime disponibili, stando alle sole malattie per le quali c’è correlazione accertata con l'esposizione alle fibre di amianto, imputano a questo killer silenzioso da 3.000 a 6.000 morti ogni anno (principalmente per mesotelioma maligno, ma anche per altre numerose forme di cancro), la percentuale di persone che si ammalano senza aver avuto una esposizione di tipo professionale, aumenta: i casi di esposizione "ambientale" non potranno che aumentare con il passare del tempo, di pari passo con il deterioramento dei manufatti contenenti le fibre di amianto, che, progressivamente, verranno rilasciate nell'atmosfera in assenza di adeguate bonifiche.

Prende le mosse da questo quadro davvero allarmante e tragico la petizione che abbiamo lanciato, poco più di una settimana fa, e che, ad oggi, ha superato le 3.000 adesioni. Quella che facciamo ai ministri di sviluppo economico e ambiente non è una richiesta generica o ideologica, ma priva di costrutto. Chiediamo, piuttosto, che venga colta un'opportunità che non possiamo assolutamente permetterci di perdere: la definizione del nuovo decreto di incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche più "consolidate" (per gli addetti ai lavori, decreto FER1), circolato in bozza e, attualmente, in fase di concertazione.
Un'occasione che qualcuno, eventualmente, dovrebbe prendersi la responsabilità di farsi sfuggire: in termini di salute, sicurezza, salubrità del nostro territorio, nonché di diffusione di fotovoltaico (e dell'energia pulita che porta con sé) su tetti e coperture. In tal senso, "al di là delle auspicabili modifiche all'impianto del decreto, chiediamo che, in ogni caso:

  • venga ripristinato, per tutte le taglie di impianti fotovoltaici, l'extra incentivo per la rimozione delle coperture in fibrocemento amianto;
  • la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture contestualmente bonificate, sia un criterio prioritario per la compilazione delle graduatorie dei registri e delle aste"

Chiediamo, cioè, che venga riattivato lo strumento che ha dato i risultati di gran lunga più efficaci per agire quantomeno sulle coperture in fibrocemento amianto, brutalmente soppresso dal Ministro Passera nella cornice del governo Monti (in base a "bilanci" evidentemente miopi e di cortissimo respiro, visti i costi sanitari associati alla libera circolazione di un killer silenzioso nel nostro territorio). 
Attualmente, di fatto, la realizzazione delle bonifiche e delle nuove coperture è un costo "secco", interamente a carico dei proprietari degli stabili che, seppur in alcuni casi supportato con meccanismi di defiscalizzazione e/o di bandi a sportello (spesso legati a "click-day" da cardiopalmo), resta un peso spesso insostenibile. In particolare per aziende in difficoltà, non supportate da istituti di credito, il rischio di fallimento è altissimo, con il doppio danno della perdita di posti di lavoro e dell'abbandono dei capannoni non bonificati, a carico della collettività.
Legare la bonifica ad un investimento redditizio, seppur a medio termine, come quello dell'installazione di un impianto fotovoltaico, è l'unica via che abbia dato riscontri tangibili: "In poco più di 2 anni sono stati bonificati più di 20.000.000 di metri quadri di coperture, realizzando vere e proprie centrali fotovoltaiche diffuse per più di 2.000 MW di potenza (capaci di produrre energia elettrica pulita per i consumi di quasi 1 milione di famiglie)."

Facciamoci sentire.

Il testo integrale della petizione, come anche la possibilità di aderire, sono disponibili a questo link

Annalisa Corrado

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS

Video

Altri Video
Watch the video

Terra ed Ecologia

Altri Articoli

Energie Rinnovabili

Altri Articoli