Efficienza energetica negli edifici pubblici: ecco RePublic ZEB

Un tema sempre più importante per la decarbonizzazione dei sistemi energetici è indubbiamente legato alle sconfinate praterie di azione ancora da attuare nel nostro immenso ed altamente energivoro patrimonio immobiliare, che si presenta oggi come un autentico colabrodo energetico, con ben oltre la metà delle nostre abitazioni completamente da efficientare energeticamente (vedi post “Efficienza energetica: il 58% del patrimonio edilizio nazionale completamente da riqualificare“).

Un tema di grandissima attualità per rimettere in sesto la bolletta energetica delle famiglie oltre che l’ambiente locale compromesso dall’inquinamento e quello globale con sempre più gravi ripercussioni a livello di cambiamenti climatici, dopo anni nei quali, specialmente tra gli anni ’60 e ’70, coincidenti con il boom dei combustibili fossili, si sono costruite abitazioni dalle incredibili deficienze energetiche ed un autentico insulto al pianeta. Nel mondo delle costruzioni si fa facendo strada da alcuni anni un acronimo “NZEB” (Near Zero Emission Building), che sta divenendo un autentico bollino di abitazione efficiente, nella quale convergono le migliori tecnologie disponibili legate a:

  • Risparmio energetico;
  • Efficienza energetica;
  • Produzione da fonti rinnovabili;
  • Domotica.

Proprio per perseguire questa nuova frontiera dell’abitare, riappropriandoci anche di alcuno approcci frettolosamente accantonati e rivalutati da nuove tecnologie costruttive che si ritrovano spesso in molte tecniche di bioarchitettura, anche un grande progetto europeo, RePublic_ZEB (link sito), approvato nell'ambito del Programma Intelligent Energy Europe, finalizzato alla individuazione di linee politiche e strategiche economicamente sostenibili, per la trasformazione del vastissimo parco degli edifici pubblici in edifici ad energia quasi zero (NZEB). Il progetto, il cui acronimo derivarepubliczeb-logo da “Refurbishment of the Public Building Stock Towards nZEB (RePublic_ZEB), può contare su un partenariato composto da 12 rappresentanti di vari Paesi europei ed il Coordinato del prestigioso Comitato Termotecnico Italiano (CTI). Obiettivo principale è mettere a punto "pacchetti di misure" per la ristrutturazione degli edifici pubblici in edifici a energia quasi zero secondo la definizione introdotta dalla Direttiva 2010/31/UE, recepita in Italia con il DL 63/2013.
Sul sito del progetto si legge come tali "pacchetti" dovranno essere ottimali in termini di costi-benefici, basati sulle migliori tecnologie disponibili in termini di efficienza e di qualità, oltre che standardizzabili ed adottabili agevolmente da parte di costruttori e proprietari di edifici.
Da questo obiettivo principale del progetto, si articolano gli obiettivi base del progetto, individuabili in:

  • fotografare la situazione attuale dello stock degli edifici pubblici esistenti attraverso una valutazione, specifica per ogni Paese, dei relativi consumi energetici e delle emissioni di CO2;
  • definire l'"edifico tipo";
  • sviluppare una comune cornice di riferimento e una metodologia armonizzata per la definizione condivisa del concetto di "energia quasi zero", applicabile agli edifici pubblici.

Per il raggiungimento di tali obiettivi, RePublic_ZEB ha individuato le seguenti sei linee di lavoro:

  • analisi dello stock degli edifici pubblici e definizione degli "edifici tipo" di riferimento;
  • definizione dello status quo e analisi delle opportunità di ristrutturazione degli edifici pubblici verso consumi energetici "quasi zero";
  • analisi dei costi-benefici dei pacchetti di misure proposti per la ristrutturazione verso consumi energetici "quasi zero";
  • strategie e linee guida per raggiungere consumi energetici "quasi zero";
  • diffusione dei risultati.

Si tratta di linee di lavoro per la realizzazione delle quali si dovranno coinvolgere necessariamente costruttori, amministratori, industrie edili, associazioni di categoria nazionali, autorità politiche locali oltre che il necessario coinvolgimento di quei legislatori che emanano le leggi nazionali sulla certificazione energetica degli edifici che sul risparmio energetico. Nella fase successiva di promozione e disseminazione su larga scala degli accordi, delle strategie e delle tecnologie innovative da applicare in fase di ristrutturazione degli edifici dovranno essere coinvolte le società ESCO oltre che le altre società di servizi sull’efficienza energetica, le agenzie e i professionisti nella gestione dell’energia, le autorità nazionali e locali, i costruttori, i produttori, i distributori e gli installatori, che si avvalgono di sistemi di misura e di materiali innovativi, sia per quanto riguarda l’efficienza energetica, sia per l’impiego di energie rinnovabili". Molto composito il parco di enti che parteciparanno al progetto con il coordinamento del CTI, come:

  • Politecnico di Torino (POLITO), Italia
  • Black Sea Energy Research Centre (BSERC), Bulgaria
  • Building Research Establishment Ltd (BRE), Regno Unito
  • Fundacio Institut de Recerca de l'Energia de Catalunya (IREC), Catalogna
  • Centre for Renewable Energy Sources and Saving (CRES), Grecia
  • National Energy and Geology Laboratory (LNEG), Portogallo
  • National Institute for Research and Development in Construction, Urban Planning and Sustainable Spatial Development (URBAN-INCERC), Romania
  • Macedonian Center for Energy Efficiency (MACEF), Macedonia
  • Building and Civil Engineering Institute (ZRMK), Slovenia
  • Energy Institute Hrvoje Požar (EIHP), Croazia
  • Budapest University of Technology and Economics (BME), Ungheria.

Davvero un laboratorio importante per sostenere la pubblica amministrazione in questa essenziale operazione di efficientamento del vastissimo parco degli edifici pubblici, sostanziale ed irrinunciabile per liberare una grande mole di risorse per il miglioramento della qualità della vita delle singole comunità.

Sauro Secci

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