Con “l’acqua alla gola” si risparmia così
L’analisi dell’amico Fabio Roggiolani, Vice Presidente di Giga, a margine della bella manifestazione pubblica organizzata da Progetto Habitami, la “Campagna pubblica di riqualificazione dei condomini“, sostenuta da Comune di Milano, Regione Lombardia, ANCE, Arpa Lombardia e le maggiori associazioni ambientaliste e delle rinnovabili ed efficienza energetica, finalizzato all’efficientamento dei condomini nella metropoli lombarda, tenutasi a Milano gli scorsi 14 e 15 dicembre.

La falda acquifera di Milano sta riconquistando il livello dell”800, quando era ad una profondità di appena 3 metri. L’era industriale, insieme al grande inurbamento, ha abbassato la falda fino consentendo la realizzazione di infrastrutture sotterranee, come ad esempio la metropolitana e riducendo drasticamente le possibilità di utilizzo dei canali per la navigazione, come i famosi “navigli”. Il declino industriale e l’avvento di un

metroallagataapproccio rispettoso nei confronti dell’uso dell’acqua, stanno mettendo paradossalmente Milano in crisi idrica al contrario, ovvero risale la falda, si allagano cantine, scantinati, parcheggi, metropolitane, caveau, per cui da anni si implementano le pompe di sollevamento idrico, oggi giunte ad un numero superiore a 350, con un consumo energetico superiore ai 50 MW.

Il solo costo dell’energia elettrica consumata dalle pompe, sarebbe sufficiente a riscaldare e raffrescare con pompe di calore geotermiche, le abitazioni di oltre 60.000 famiglie equivalenti a circa 200.000 abitanti, come ha dichiarato Andrea Negri di Pran srl. Per questo Giga ha proposto, con gli interventi del Professor Giuliano Gabbani, dell’Università di Firenze e responsabile scientifico di Giga e con il Professor Vincenzo Francani del Politecnico di Milano, autore di innumerevoli studi idrogeologici, la svolta geotermica per Milano. L’idea è semplice ma sinora realizzata solo in pochi interventi rispetto alle infinite potenzialità della metropoli lombarda. Si tratta di perforare il sottosuolo, di prelevare acqua in continuo, di scambiarla in uno scambiatore e con il calore prelevato in inverno o il fresco prelevato in estate grazie alla temperatura permanente delle acque profonde, consentire alle pompe di calore di moltiplicare la loro efficienza energetica e in buona sostanza arrivare a restituire in calore, sei volte l’energia elettrica consumata. Questo comporterà per i milanesi un risparmio di almeno il 60% rispetto all’attuale bolletta del metano, per non parlare di gasolio o GPL, consentendo nel contempo di ripulire l’aria inquinata dagli impianti fossili di riscaldamento. Si tratta di un caso limite, nel quale consumare l’acqua rappresenta un esercizio virtuoso, dal momento che 60.000 impianti renderebbero inutile l’uso delle idrovore se non per situazioni di assoluta emergenza, con un risparmio per la pubblica amministrazione di milioni di euro all’anno e per i cittadini nella loro globalità, di centinaia di milioni di euro all’anno. Normalmente gli impianti geotermici si alimentano con sonde di scambio e sono ampiamente convenienti, oltreché di gran lunga gli impianti più puliti e di semplice manutenzione esistenti in assoluto. A milano , in cui invece di numerose sonde per riscaldare un condominio, basta un semplicissimo pozzo di pochi metri, avviene il miracolo della possibilità di applicazione in tutta la metropoli, compreso il centro storico e il doppio miracolo di rendere la geotermia di gran lunga anche l’impianto in assoluto più conveniente per il riscaldamento ed il raffrescamento. Semplice no!!!! Intanto godetevi le due straordinarie presentazioni degli accademici che mi consentono di fare questa affermazione.Arrivederci a metà marzo, quando Giga, sempre con la straordinaria partnership di Habitami, darà vita ad un altro specifico evento di approfondimento su questa vicenda.

Fabio Roggiolani

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