Energia atomica, l’Europa guarda alla fusione nucleare: 3 miliardi di euro alla ricerca

inevstimenti centrali nucleari europa euPer consentire il finanziamento delle attività dell’impresa comune europea per Iter e lo sviluppo dell’energia da fusione anche per il periodo 2014-2020 il Consiglio europeo propone la modifica della decisione Euratom del 2007 che istituisce tale impresa.

 

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In particolare propone un contributo della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) pari a circa 2,915 miliardi di euro. Una somma da elargire attingendo dal bilancio generale dell’Unione europea e non dai programmi di ricerca e formazione dell’Unione europea e di Euratom.

La decisione del 2007 ha istituito l’impresa comune europea per Iter e lo sviluppo dell’energia da fusione per apportare il contributo Euratom all’organizzazione internazionale dell’energia da fusione e alle attività che rientrano  nell’approccio allargato con il Giappone, nonché alla preparazione e coordinazione di un programma di attività in vista della costruzione di un reattore sperimentale di dimostrazione e degli impianti associati.

La decisione dunque stabilisce un importo di riferimento ritenuto necessario per l’impresa comune e il contributo totale indicativo di Euratom a questo importo, che deve essere messo a disposizione attraverso i programmi di ricerca e formazione della Comunità.

La stima dei costi per la fase di costruzione della “Fusione per l’energia” (unicamente costo per l’Europa), che copre il periodo 2007-2020, nel marzo 2010 ammontava a 7,2 miliardi di euro. Nel luglio 2010 il Consiglio ha limitato il contributo europeo per questa fase a 6,6 miliardi di euro. E nel febbraio 2013, nel regolamento concernente il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, il Consiglio europeo  ha fissato il livello massimo degli impegni dell’Euratom per Iter a 2,707 milioni di euro. Nell’ambito del Settimo programma quadro, il contributo dell’Euratom è stato messo a disposizione tramite il programma comunitario di ricerca e formazione. Tale modalità di finanziamento presupponeva il rispetto di una serie di requisiti in termini di partecipazione, norme, pianificazione, monitoraggio e valutazione che sono specifici dei programmi di ricerca. Ma tali requisiti sono ormai superflui date le competenze e il ruolo assegnato alla “Fusione per l’energia” dal relativo statuto.

Dunque, diversamente da quanto è accaduto nell’ambito del Settimo programma quadro, la proposta fatta dal Consiglio non è stata concepita come un programma di ricerca, ma si riferisce alla partecipazione di Euratom al finanziamento dell’impresa comune. Serve ad assicurare il trasferimento di fondi dalla Commissione alla “Fusione per l’energia” per il contributo europeo a Iter senza la necessità della presenza dei requisiti specifici per i programmi di ricerca. Ciò,non impedirà -  in particolare in caso di costi aggiuntivi – i contributi volontari dei membri dell’impresa comune diversi da Euratom.

La modifica proposta permette di garantire il finanziamento del progetto per il prossimo quadro finanziario pluriennale. Il trasferimento dei fondi avrà il vantaggio di non essere più limitato ai cinque anni per i programmi di formazione e ricerca. Sarà allineato con il periodo coperto dal quadro finanziario pluriennale e durerà sette anni. Secondo l’accordo Iter, il progetto avrà una durata iniziale di 35 anni (fino al 2041); successivamente saranno necessarie decisioni del Consiglio per continuare a finanziare il contributo di Euratom a questo progetto.

Le attività destinate ad essere finanziate dalla proposta di decisione contribuiscono all’attuazione della tabella di marcia verso la produzione di elettricità dalla fusione entro il 2050, adottata dai membri dell’Accordo europeo per lo sviluppo della fusione (Efda) nel novembre 2012. Inoltre consentirà sinergie e complementarità con le attività di ricerca sulla fusione.


FONTE | Greenreport

 

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