San Gimignano: I sindaci si confrontano sulla geotermia per il futuro

Si è svolto ieri 25 maggio, al teatro dei Leggieri di San Gimignano, il primo workshop sul futuro della geotermia, un seminario di studio e di approfondimento dedicato agli amministratori locali in cui sono stati affrontati i principali temi tecnico-scientifici che riguardano l’utilizzo della risorsa geotermica, sia per la produzione di energia elettrica e per gli usi diretti del calore, sia civili che produttivi.

 

Il workshop, organizzato dalla Associazione GIGA, si inquadra nelle attività di divulgazione e confronto promosse dalla Carta di Abbadia per la buona geotermia che dopo aver affrontato le questioni tecnologiche e aver chiarito la ecosostenibilità dei nuovi cicli binari a reiniezione a San Gimignano ne ha disegnato i criteri per la sostenibilità sociale e i percorsi decisionali.

Il sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi, nell’introdurre i lavori, ha voluto puntualizzare che l’obiettivo non è tanto quello di stare a dividere chi fa geotermia in buoni o cattivi, ma quello di individuare quale può essere il miglior modo di fare geotermia affinché i territori possano trarre soprattutto vantaggi da questa risorsa.

Le quattro relazioni scientifiche della prima sessione, hanno illustrato gli aspetti principali di natura geologica, ambientale e tecnica che hanno relazione con la progettazione di impianti geotermici, sia per la produzione di energia elettrica, che per il solo utilizzo dei fluidi ai fini di alimentare reti di teleriscaldamento.

Tra le relazioni, un particolare interesse ha suscitato quella del geologo Alessandro Murratzu che ha affrontato i temi relativi alla sismicità in relazione alla pratiche di reiniezione dei fluidi, sia nei casi di produzione di energia elettrica, che nei casi di teleriscaldamento. Infatti, tecnicamente, i due casi sono pressoché identici, in quanto ci troviamo in presenza di un pozzo di prelievo ed uno di reimmissione. E’ stato illustrato innanzi tutto che il bilanciamento dei volumi e delle pressioni tra le fasi di estrazione e immissione del fluido dal serbatoio geotermico sono il primo elemento che mostra che non ci sono alterazioni. 

La relazione del prof. Enrico Pandeli (UniFi - Giga) ha inquadrato dal punto di vista scientifico il tema della risorsa geotermica, ed ha illustrato come una corretta pratica del suo utilizzo né conferma il suo carattere di risorsa rinnovabile e la grande varietà di impianti inseribili anche dentro contesti urbani per la microgeotermia elettrica e per la bassa entalpia.

Il prof. Giuliano Gabbani (UniFi - Giga) ha illustrato le varie tipologie tecnologiche applicabili per la valorizzazione del potenziale energetico dei fluidi geotermici, che variano in relazione delle proprie caratteristiche chimiche e di temperatura. Dimostrando che ogni fluido geotermico può avere un suo uso, e che questo uso può essere non solo compatibile con la natura socio-economica dei territori, ma che anzi può diventarne anche un interessante volano.

Il dott. Mazzalon ha illustrato un case history, con la presentazione dei progetti geotermici nell’area della Val di Nievole e di Pistoia dove le caratteristiche del sottosuolo consentono di ipotizzare impianti significativi di teleriscaldamento.

Le relazioni della seconda sessione, hanno mostrato progettualità e tecnologie di imprese pronte alla realizzazione delle varie tipologie di impianti,  la "toscana" Nuovo Pignone e la "lombarda" Turboden  hanno mostrato le loro innovazioni tecnologiche per la costruzione in Italia degli impianti con ricadute occupazionali molto significative. A fronte di questi sviluppi appare sempre più lampante il paradosso di un mondo che utilizza gli impianti italiani e di un Italia che dopo 6 anni non è riuscita a rilasciare il primo permesso per gli impianti a ciclo binario. Particolare attenzione ha raccolto l’intervento del dott. De Napoli, che ha illustrato le attività che Ori di Toscana, il consorzio di produttori agroalimentari presenti sul circuito dei punti vendita Conad, sta intraprendendo nelle aree in cui stanno per essere realizzati i primi progetti di impianti a ciclo binario, costituiti da frutticultura e serricultura specializzate.

L’intervento di Aurelio Cupelli, in rappresentanza della Rete Geotermica, ha introdotto la successiva tavola rotonda tra i sindaci presenti in sala, spiegando, illustrandoli come gli strumenti su cui fare perno per una progettualità politica, i caratteri del protocollo tra Regione Toscana e Rete Geotermica e i contenuti del Programma Regionale di Sviluppo 2016-2020 che riguardano la promozione dell’utilizzo della risorsa geotermica con obbiettivi qualitativi e quantitativi finalmente significativi.

Il workshop si è poi concluso con la tavola rotonda tra i sindaci presenti, che si sono confrontati sui temi illustrati nelle prime due parti del seminario.

Il sindaco di Radicondoli, Emiliano Bravi, coordinatore dei sindaci dei comuni geotermici, è intervenuto per dire che non c’è una buona o una cattiva geotermia. La geotermia è una risorsa da tanto tempo. Ha poi sottolineato che è compito di un sindaco avere cura della salute dei propri cittadini e di mettere in atto politiche che tutelino le realtà lavorative del proprio territorio, cercando poi di favorirne l’insediamento di altre e ben vengano le nuove tecnologie che ci consentono di ipotizzare dove necessario anche futuro miglioramenti dell'attuale modo di fare Geotermia. 

"Per le amministrazione della Val di Nievole, oggetto di approfondimento come caso di studio, di una delle relazioni del workshop, erano presenti il Vice Sindaco con delega all’ambiente di Pieve a Nievole Salvatore Parrillo e l’assessore alle attività produttive del comune di Montecatini Terme Helga Bracali, che rilevando le grandi potenzialità di una risorsa così versatile, hanno espresso la volontà di proseguire il percorso intrapreso nella caratterizzazione e valutazione delle potenzialità della vallata."

Il sindaco di Lajatico, Alessio Barbifieri, nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di questo workshop, che gli ha permesso di avere delle informazioni molto precise sulla natura degli eventuali impatti legati all’utilizzo della risorsa geotermica, ma anche un quadro più completo delle potenzialità economiche al suo utilizzo. Ha poi informato che il territorio del suo comune è interessato da alcuni permessi di ricerca, ma le imprese che ne avevano titolarità non sono andate avanti nelle attività, chiedendo quindi alle imprese della Rete Geotermica di valutare l’opportunità di riprendere la ricerca nel suo territorio.

Il sindaco di Pieve Fosciana, Francesco Angelini, ha illustrato la storia di un progetto termale nato nel suo comune negli anni ’80, che però non è mai stato completato. Ha poi sottolineato che dai contributi dei relatori ha potuto conoscere le diverse alternative per utilizzare la risorsa presente nel suo territorio, che si manifesta in una sorgente di acqua calda a 40 gradi, che adesso sgorga liberamente e si disperde per la campagna.

Il sindaco di Castel Fiorentino Falorni ha ribadito che è tempo per le amministrazioni locali di prendere decisamente la strada dell'innovazione rinnovabile superando la sindrome di Nimby che non fa differenza tra impianti impattanti e inquinanti e realizzazioni geotermiche a impatto zero come quelle di cui oggi parliamo. Il padrone di casa il sindaco di San Gimignano Bassi aveva ribadito come lui che si era opposto alla realizzazione di impianti di estrazione di co2 nel suo territorio è invece disponibile alla realizzazione delle nuove geotermie ed anche per questo aveva dato patrocinio ed ospitalità a questo workshop.

Fabio Roggiolani ha elencato le altre amministrazioni disponibili che non avevano potuto essere presenti ed ha dichiarato la disponibilità di Giga a proseguire iniziative di confronto e formazione nei vari territori per dare vita ad una vera e propria programmazione partecipata e condivisa delle nuova geotermia a impatto zero augurandosi che le ultime isolate resistenze che ancora vi sono in alcuni comitati comprendano che in ballo c'è il bene comune e non la vittoria di posizioni nate giuste ma oggi fuori dai tempi e dalle reali tecnologie messe in campo.

Il confronto è stato chiuso dall’intervento del sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, che ribadito la necessità di un impegno collegiale affinché la geotermia possa essere una opportunità concreta di rilancio e di sviluppo di un territorio come quello dell’Amiata, soprattutto adesso che attraversa una grave crisi occupazionale ed ha descritto il percorso che sta portando ad una condivisione corale del scelta di fare geotermia dei piccoli impianti a reiniezione totale applicando le regola della Carta di Abbadia San Salvatore.

 

 

 

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