Firenze 15 luglio 2015: La buona Geotermia si da una identità nella “Carta di Abbadia San Salvatore”

IMG_2688L’evento organizzato il 15 luglio a Firenze da Giga (Gruppo Informale Geotermia e Ambiente) (link sito), presso il Consiglio Regionale della Toscana, di Palazzo Bastogi, fortemente voluto e condotto dall’encomiabile Sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi, è destinato a divenire un momento importante per dare finalmente un volto nuovo e davvero “rinnovabile” ad una delle rinnovabili storiche come la geotermia.

 

 

 

Si è trattato del primo incontro finalizzato finalmente a mettere attorno ad un tavolo le ragioni dei comitati dei cittadini con quelle di associazioni come Giga, che da anni lottano per l’avvento della nuova geotermia 2.0 nel paese che ne è stato la culla per una fonte veramente rinnovabile e davvero irrinunciabile nella meravigliosa coralità che le fonti rinnovabili sono chiamate ulteriormente a rafforzare in questa irreversibile e bellissima rivoluzione energetica in atto, verso un modello energetico distribuito, finalmente davvero democratico, intelligente, efficiente, sostenibile e soprattutto con l’irrinunciabile presenza della cittadinanza.

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Una fonte, la geotermia, che ha visto la sua nascita per le utilizzazioni geotermoelettriche proprio in Italia oltre un secolo fa e che vede purtroppo, proprio il nostro paese, presentare ancora un parco impianti, completamente gestito dal soggetto ex monopolista, rimasta tecnologicamente al palo, con impianti che ne disegnano una immagine decisamente poco rinnovabile e ancora meno sostenibile, legata ancora ai vecchi cicli aperti di tipo flash, con grandi impatti sulle principali matrici ambientali, atmosfera, idrosfera, litosfera (suolo), oltre che del paesaggio, visti gli “Infernali scenari” cha ha disegnato nel tempo e  che tante tensioni hanno determinato sui territori. Tensioni che hanno riguardato in particolare l’area geografica intorno al Monte Amiata, dove questa forma di sfruttamento energetico si è sviluppato solo dopo la chiusura delle miniera di cinabro, minerale dal quale si estrae  il mercurio, avvenuta dopo oltre un secolo di attività, all’inizio degli anni ’70, che avevano il loro centro proprio nel comune di Abbadia San Salvatore. Davvero ricchissimo il tavolo dei relatori,  chiamati a far parte del Tavolo scientifico ed alla elaborazione de “La Carta di Abbadia San Salvatore – Regole per la Buona Geotermia”. Si tratta di un documento che si pone l’obiettivo di definire ed indicare le “Linee Guida” fondamentali da adottare per favorire lo sviluppo di best practices tecnologiche e ambientali tali da permettere l’affermazione di una filiera geotermica sostenibile e pienamente compatibile con le peculiarità socio-economiche ed ambientali del territorio.

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Un tavolo nell’ambito del quale, già in questa prima giornata davvero intensa e partecipata di lavori, si è cominciato a sviscerare il vastissimo ambito di problematiche e di discipline come:

  • Geologia e Fisica della Terra: con i Professori Enrico Pandeli e Giuliano Gabbani, del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Firenze, profondi conoscitori delle risorse e dei distretti territoriali geotermici del nostro paese, il Dottor Sauro Valentini, Presidente di Giga, il Professor Giuseppe De Natale, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Dottor Mauro Chessa, Presidente Fondazione Geologi della Toscana e il Professor Andrea Borgia del Dipartimento Mineralogia Università di Milano, che in numerosissime occasioni, sono intervenuti alle manifestazioni dei comitati di cittadini contro la geotermia elettrica, la Dottoressa Maria Teresa FagioliPresidente Ordine Geologi Regione Toscana, il Dottor Roberto Checcucci, del Servizio Risorse Idriche e Rischio Idraulico della Regione Umbria.
  • Evoluzione dei sistemi energetici geotermici: con il Professor Giampaolo Manfrida del Dipartimento Ingegneria Energetica dell’Università di Firenze, il Professor Franco Donatini, docente di Energia Geotermica presso l’Università di Pisa, e grande esperto di sistemi geotermici, il Professor Umberto Desideri del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia presso l’Università di Pisa.
  • Architettura ed impatto paesaggistico: con il Professor Giacomo Pirazzoli, della Facoltà di Architettura di Firenze ed il Presidente di INBAU Toscana (Istituto Nazionale di Bioarchitettura), Architetto Stefano Bruni.
  • Epidemiologia: Impossibilitato a partecipare direttamente, ha fatto pervenire il suo contributo, attraverso uno studio epidemiologico condotto sull’area amiatina e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science Direct, finalizzato alla valutazione dell’impatto delle attività geotermiche, il Professor Riccardo Basosi, del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, Università di Siena
  • Sviluppo delle aree geotermiche: con l’ingegner Dario Bonciani, Project Manager di COSVIG (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), società consortile di riferimento per lo sviluppo sostenibile delle aree geotermiche della Toscana, costituita dagli stessi enti locali.
  • Associazioni delle rinnovabili: con la presenza, oltre alla Associazione organizzatrice GIGA, del Coordinatore nazionale del Coordinamento FREE, che raggruppa le principali associazioni di tutte le energie rinnovabili, Alessandro Visalli, e di Kyoto Club, con il vicepresidente Francesco Ferrante.

Dopo il saluto e l’invito ad iniziare un percorso davvero partecipato da parte del Sindaco Tondi, è stato l’Onorevole Samuele Segoni del Gruppo Misto della Camera dei segoniDeputati in qualità di, primo firmatario della mozione per la buona geotermia della Camera dei Deputati, a fare il suo plauso per una iniziativa di fondamentale importanza per dare pieno corpo allo spirito della stessa mozione, rinnovando il suo impegno anche in qualità di geologo. La parte degli interventi tecnici è iniziata con un intervento di grande respiro dei Professori Enrico Pandeli e Giuliano Gabbani che hanno fatto il punto su cosa è stata e cosa è la geotermia in Italia, ma soprattutto come dovrebbe cambiare volto, tracciando una serie di soluzioni tecnologiche pienamente inserite nella rivoluzione energetica distribuita in atto. Sono state presentate le potenzialità degli impianti a ciclo binario caratterizzati da totale e controllata reiniezione nel sottosuolo dei fluidi geotermici di media entalpia, evidenziando anche la loro ampia modularità per la produzione di energia elettrica e l’eventuale uso “in cascata” dei reflui per altre applicazioni a bassa entalpia. Proprio nel campo della bassa entalpia sono ormai noti e diffusi anche nel nostro paese  gli usi termici e di climatizzazione degli edifici tramite pompe di calore geotermiche, un approccio che permette di superare gli angusti ambiti geografici della alta entalpia fino ad oggi praticata in Italia. Tutto questo, proietta la geotermia in una logica di applicabilità decisamente più vicina ad una forma di energia rinnovabile altamente distribuita come il fotovoltaico, che ha permesso la spallata decisiva verso la rivoluzione in atto. Una accettabilità distribuita e capace finalmente di far vedere finalmente al cittadino la geotermia con occhi diversi riconoscendola anche come risorsa “sostenibile”. Spazio anche alle nuove frontiere, come la possibilità di fare geotermia con lo scambiatore in pozzo, una modalità capace in sostanza di “tagliare la testa al toro”, andando ad utilizzare il calore terrestre direttamente nel punto di disponibilità del sottosuolo senza l’estrazione ed il trasporto di fluidi geotermici verso la superficie. Si tratta di una soluzione con tecnologia “made in Italy”, che potrà davvero divenire gradualmente protagonista, dando innumerevoli risposte agli impatti.

Essendo una delle aree geotermiche più significative, incuneata tra bassa Toscana, alto checcucciLazio e parte occidentale dell’Umbria, è stata poi la volta del Geologo Roberto Checcucci, il quale, illustrando l’approccio della Regione Umbria allo sfruttamento sostenibile della risorsa, ha rilevato l’importanza di un tavolo come quello proposto, vista anche l’imprescindibile centralità della amministrazione pubblica, supportata da adeguata caratterizzazione della risorsa sul territorio e di un osservatorio sulle migliori tecnologie geotermiche disponibili.

 

 

 

Per la voce dei comitati locali è stato poi il Professor Andrea Borgia a fare una panoramica dei grandi impatti anche sanitari sulla popolazione dell’area amiatina, di una modalità di utilizzazione della geotermia come quella fatta sino ad oggi,assolutamente ne rinnovabile ne tantomeno sostenibile, elemento di partenza che unisce i comitati con chi sta cercando di promuovere veramente la “buona geotermia”. Una presentazione basata anche sulla evoluzione temporale dei fenomeni corredata dalla evoluzione grafica di alcuni di questi.

 

 

 

 

Il professor Giampaolo Manfrida ha poi portato la sua grande esperienza fatta manfridanell’ambito dei sistemi con l’Università, in rete con la importante filiera di aziende sia di sistemi ed apparati che di gestione dei processi, fondamentale per strutturare al meglio la piattaforma di proposte sostenibili, con la forte funzione di collegamento e di coordinamento del mondo universitario e della ricerca.

 

Per la parte paesaggistica il professor Giacomo Pirazzoli ha poi introdotto il tema della integrazione nel paesaggio di impianti innovativi, che proprio per loro natura vanno incontro alle esigenze dell’architettura, fornendo numerose armi in più per l’integrazione e l’accettabilità sociale delle opere.

Un altro tema di grande interesse, quello legato alle micro sismicità indotte, è stato il professor Giuseppe De Natale, il quale nel suo intervento, ha messo in evidenza la palese contraddizione tra una buonissima legge come la 22 del 2010davvero lungimirante, che ha anticipato non solo la pratica, ma anche la ricerca avanzata ma che non è riuscita a produrre, a livello di risultati, neanche un nuovo impianto realizzato. Per la microsisimica o la sismicità indotta, De Natale ha evidenziato come non sia  certo la geotermia quella a presentare i maggiori rischi, quanto l’idroelettrico attraverso le dighe. Per la geotermia è fondamentale l’implementazione di tecniche controllate di reiniezione dei fluidi, elemento di dare da solo risposte decisive alla problematica. Eventi sismici come quelli avvenuti in aree geotermiche nell’alto Lazio sono stati causati da stimolazione di pozzi durante prove di emungimento (in pratica un fracking meno invasivo di quello tradizionale).

 

 

Un plauso alla iniziativa è venuto anche dalle ricche argomentazioni portate dalla Dottoressa Maria Teresa Fagioli, Presidente dell’Ordine Geologi della Toscana, secondo la quale, stante “il fatto che allo stato naturale la maggior parte delle manifestazioni geotermiche è potenzialmente aggressiva per il bios, in quanto vengono naturalmente immesse nella biosfera notevoli quantità di composti incompatibili con la maggioranza delle forme di vita superiore. Uno sfruttamento correttamente studiato e programmato può mitigare notevolmente il fenomeno. La geotermia può quindi assumere una valenza totalmente opposta agli effetti nocivi di cui è stata spesso accusata, sulla base di esperienze pregresse derivanti dall’insistenza di operatori monopolisti su tecnologie obsolete”.

Sempre molto bello e di grande capacità di analisi l’intervento del Professor Franco donatini_soloDonatini, docente di geotermia all’Università di Pisa, che si è concentrato sugli aspetti che impattano su concetti cardine come la rinnovabilità e la sostenibilità della risorsa geotermica, supportando le argomentazioni con grafici di grande valenza. Fondamentale per la sostenibilità della risorsa uno “sfruttamento dei giacimenti con potenze che tengano conto del flusso termico disponibile” contestualmente all’uso di tecnologie consentano la reiniezione completa nei sistemi ad acqua dominante e progressiva integrazione di queste nei cicli a vapore diretto”.

 

 

Tornando agli scienziati di riferimento dei comitati, è stato poi il Dottor Chessa che ha portato alla chessa1attenzione dei partecipanti la geotermia come questione sociale anche per come è stata gestita in questi decenni in Italia e specificatamente nell’area amiatina. Una notazione particolare evidenziata anche per una più attenta riflessione degli intervenuti, ha riguardato un tracciante come le emissioni di ammoniaca, delle quali ben il 2% delle emissioni europee è imputabile alla centrale di Bagnore (Santa Fiora).

 

 

 

Un intervento molto interessante anche per l’unicità dell’esperienza quasi trentennale dibonciani_solo una società consortile che raggruppa molti dei comuni geotermici come COSVIG, quello dell’ingegner Bonciani, incentrato su “buone pratiche per un utilizzo completo e sostenibile della risorsa geotermica”, valorizzando la grande flessibilità applicativa della risorsa geotermica, dalla produzione di energie elettrica e calore per passare alla valorizzazione dei cascami termici per il riscaldamento di piscine, attraversando aree fondamentali dell’economia di quei territori con le applicazioni nell’agroalimentare, dalla serricoltura fino all’industria casearia.

Grande entusiasmo all’appello della “Carta di Abbadia”, anche da parte del Bioarchitetto Stefano BruniPresidente di INBAR Toscana (Istituto Nazionale di Bioarchitettura), il quale ha rilevato come, in un quadro come quello prefigurato dalla Carta in elaborazione, la bioarchitettura sarà in grado di dare risposte risolutive per l'inserimento delle nuove centrali geotermiche a ciclo binario anche in aree ad altissimo valore paesaggistico.

 

 

 

Molto interessante infine anche il contributo del Professor Umberto Desideri deldesideri Dipartimento di Ingegneria dell’Energia presso l’Università di Pisa, il quale, tra le altre argomentazioni, ha messo in evidenza un tema fondamentale come la necessaria “coralità delle energie rinnovabili”, dove è irrinunciabile il ruolo di una geotermia realmente sostenibile e rinnovabile, visto che si presenta come la fonte maggiormente disponibile, tra le rinnovabili con oltre 8000 ore/anno di funzionamento medio in virtù della disponibilità continua, assolutamente complementare e di integrazione con forme di energia come eolico e fotovoltaico assolutamente più aleatorie e non programmabili ma solo accumulabili, negli scenari che si prefigurano nei nuovi modelli energetici.

 

Interventi conclusivi di grande respiro quelli finali del Vice Presidente di Kyoto Club,ferrantesoloFrancesco Ferrante, e di Alessandro Visalli, Coordinatore generale FREE. Il primo plaudendo, alla bellissima iniziativa, ha richiamato l’attenzione degli intervenuti sul fatto che la “rivoluzione energetica distribuita è già in atto in maniera ineludibile” ed un momento come questo ha l’assoluto e urgente bisogno e non può prescindere da una nuova geotermia per completare il meraviglioso e composito mosaico che si va definendo. Alessandro Visalli, dando conto invece delle azioni in corso sul quadro evolutivo degli incentivi con i ministeri competenti, in particolare con quello dello Sviluppo Economico, ha evidenziato i grandivisalli1sforzi verso una evoluzione degli incentivi alle rinnovabili, in linea con l’evoluzione dei modelli energetici verso la filosofia “distribuita”, con una progressiva integrazione di meccanismi legati alla produzione rinnovabile e di efficienza energetica, sino ad oggi troppo separati, rivolta ad una maggiore attenzione e visione integrata delle singole tecnologie da installare. Un tema di fondamentale importanza sopratutto facendo tesoro dai solchi profondi che ci sono stati tra le diverse tecnologie pulite degli ultimi dieci anni, oramai anacronistiche in questo particolare momento evolutivo.

 

 

Una giornata davvero importante, fondamentale per aprire davvero quell’era della “geotermia 2.0”, che vede ancora tristemente mancare all’appello proprio il paese che alla geotermia ha dato i natali e propedeutica ad altri incontri come quello già programmato per il prossimo 4 settembre, nell’ambito dell’Ecofuturo Festival 2015, presso la struttura Alcatraz di Jacopo Fo, dove, dopo il consolidamento di questa prima sessione si andrà avanti con la elaborazione della “Carta di Abbadia per la Buona Geotermia”.

A margine del sunto di questa intensa giornata di lavori, vogliamo riportare la riflessione a caldo di uno degli intervenuti a questo incontro, come il Professor Giuseppe De Natale:

“Sono da poco tornato dall’incontro ‘La Buona Geotermia’, organizzato a Firenze egregiamente da Roggiolani, Pandeli, Gabbani ed altri amici realmente ambientalisti che da anni si battono per una geotermia realmente sostenibile e ad impatto minimo. E’ stata una giornata eccezionale, forse per la prima volta da quando me ne occupo ho sentito tutti parlare seriamente di geotermia, in maniera tecnicamente ineccepibile e da ogni punto di vista: degli Amministratori (Sindaci), dei Geologi, Ingegneri, Architetti, Politici. Ho apprezzato in particolare il Sindaco di Abbadia San Salvatore, una persona eccezionale, un ex chirurgo che si è battuto per decenni contro una geotermia invasiva (Amiata) e che è diventato un simbolo per la sua gente, che lo ha voluto come Sindaco. Ebbene, questa persona stupenda non si è calata passivamente nel suo ruolo ‘contro’, che pure lo ha caratterizzato e gli ha dato notorietà. Lui ha compreso che esistono modi diversi e migliori di utilizzare una ‘ricchezza’ del sottosuolo che lui ha comunque imparato a riconoscere. E dice il suo NO, a voce e testa alta, non in maniera ostinata e bieca bensì enormemente costruttiva, cercando una ‘buona geotermia’ che per ora non vede ma che intuisce esserci.

Insomma, per mezza giornata sono stato immerso in un’Italia diversa, l’Italia che vorrei. Grazie a Fabio, Enrico, Giuliano, Sauro e a tutti quelli che erano lì”

Sauro Secci

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