Strade fotovoltaiche: dopo la bici arriva anche il battesimo per l’auto con “Wattway”

Nel lungo percorso di scouting e di ricerca di nuove tecnologie per il clima l’ambiente e per un nuovo modello energetico, che l’Associazione Giga no profit sta da anni conducendo, molte nuove ecotecnologie sono già applicate con successo nei diversi comparti, altre, per anni all’interno di spin-off universitari o startup, si stanno affacciando gradualmente al mondo delle applicazioni.

 

Tra queste ultime anche un progetto statunitense, come quella di Solar Roadways, che si basa sulla utilizzazione diretta della sede stradale, spazio oramai associato nell’immaginario collettivo all’inquinamento atmosferico, in un’immensa risorsa ecologica per l’autosufficienza energetica della stessa, a partire per esempio, della illuminazione. Si tratta della possibilità di sfruttamento di un grande potenziale energetico, considerando anche il sempre più grande spazio occupato dalle strade nel mondo. I pannelli solari immagazzinano energia solare di giorno, per utilizzarla per l’illuminazione notturna e per i segnalatori LED e per mantenere la strada sgombra da ghiaccio e neve proprio di notte, presentano una lunga durata di ben 20 anni e facile manutenibilità, dal momento che i pannelli rotti possono essere sostituiti facilmente e singolarmente, senza necessità di bloccare lunghi tratti autostradali come avviene oggi quando ci sono lavori di ripavimentazione in corso, sono le altre grandi caratteristiche. A battezzare sul campo queste nuove strade fotovoltaiche, dopo la bici, con l’inaugurazione nel 2014 della prima pista ciclabile fotovoltaica nei Paesi Bassi (vedi post “Piste ciclabili: ecco quella solare dall’Olanda“) è arrivato anche il turno dell’auto, ed ancora una volta è L’Europa ad inaugurare la serie delle strade fotovoltaiche con una realizzazione di una azienda leader a livello mondiale nella progettazione stradale come Colas (link sito), la quale sta portando sul mercato l’originaria idea di Solar Roadways con il nome “Wattway”. Con questa nuova tecnologia è stato recentemente inaugurato a Tourouvre-au-Perche, un paesino della Normandia di 3.400 abitanti, alla presenza del Ministro dell’Ecologia, Sviluppo Sostenibile e Energia del governo francese Ségolène Royal (vedi foto di testa), il primo tratto stradale europeo a pannelli fotovoltaici per produrre energia pulita. Il nuovo tratto è costituto da una sola delle due corsie lunga un chilometro (foto seguente), ricoperto da 2.880 pannelli solari da resine ad alta resistenza con un importante investimento di oltre 5 milioni di euro.

La prima strada fotovoltaica si presenta come progetto sperimentale che sarà testato nei prossimi due anni in Normandia, successivamente, se i risultati sul campo saranno positivi, l'impianto sarà installato in altre superfici stradali per un totale di 1000 chilometri. L'energia pulita prodotta dalla nuova tratta stradale è prevista superiore ai 280 megawattora all’anno, sufficiente per l’alimentazione della illuminazione pubblica del piccolo paese francese.

I pannelli che compongono la nuova strada hanno una particolarissima struttura composta da:

Strato di superficie: un vetro ruvido, antiabrasivo, autopulente, altamente resistente con incorporate cellule fotovoltaiche e diodi Led, resistente agli agenti atmosferici e a protezione dello strato di elettronica sottostante.

Strato intermedio di elettronica: contiene un microprocessore per il controllo dei carichi, il monitoraggio, il controllo dell'illuminazione, con la presenza, ogni dodici metri, di un dispositivo che permette le comunicazioni. La Solar Roadway afferma che questi sistemi saranno utili anche per evitare disagi e congestione del traffico in caso di piogge e neve.

Strato inferiore di piastra: la piastra di base distribuisce l'energia raccolta nello strato intermedio agli impianti utilizzatori collegati all'autostrada (illuminazione, segnaletica, antighiaccio, etc.).

Sicuramente un progetto ambizioso che non ha mancato di suscitare alcune polemiche, visto l’ancora alto costo della tecnologia ed il posizionamento dei pannelli solari in maniera orizzontale sulla sede stradale, senz’altro meno efficaci rispetto a quelli angolati collocati normalmente sui tetti e la collocazione come quella della Normandia a non elevato irraggiamento solare. Colas è però confidente di ridurne il prezzo con lo sviluppo delle rete stradale solare.
A seguire un breve video divulgativo che ci presenta la nuova soluzione “Wattways”

ed anche un servizio dedicato alla nuova strada solare della Normandia.

 

Sauro Secci

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