Microgenerazione distribuita e biogas: una grande opportunità dalla valorizzazione della FORSU

biogasUno degli ambiti di grande rilevanza, a livello di interventi di efficienza energetica, è indubbiamente costituito dal comparto residenziale, con una grande potenziale tutto da esprimere in un patrimonio edilizio nazionale altamente energivoro e caratterizzato da la maggior parte di esso, collocato in classe G, e chiunque di noi abbia acquistato, per esempio, un elettrodomestico, sa bene cosa voglia dire (vedi post “Efficienza energetica in ambito immobiliare: non è ancora percepita in tutto il suo valore“).

 


 

Un settore delle rinnovabili che sta dimostrando grandissima vitalità, è indubbiamente quello della digestione anaerobica delle matrici organiche per la produzione di biogas (vedi post “Rifiuti e biogas: nuove interessanti prospettive”), fino ad oggi legato prevalentemente al mondo rurale e alle cosiddette agrienergie ma che tante incredibile prospettive può avere nell’ambito ancora tutto da esplorare della valorizzazione della FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). Un combustibile sostenibile e davvero versatile il biogas, capace di migliorare energeticamente anche i più difficili ambiti urbani fortemente antropizzati, grazie alle nuove tecnologie di micro cogenerazione. Una prospettiva davvero fondamentale, quella tracciata dalla micro generazione distribuita, che offre la possibilità di usare fonti energetiche rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica per gli edifici delle aree urbane, proponendosi come alternativa alle attuali alimentazioni a combustibile fossile, fornendo un grandissimo contributo alla riduzione delle emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dalle politiche europee entro il 2050, oltre che contribuire al miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani. Mentre la dimensione del biogas legata alla agrienergie, si richiama profondamente alla campagna, la valorizzazione della FORSU offre un richiamo diretto con la possibilità di disporre di biogas da valorizzare con tecnologie, spesso di derivazione automobilistica a metano, spesso partite dal nostro paese, e capaci di dare grandi risposte dal piccolo al grande condominio cittadino, con produzione simultanea di energia elettrica e calore per riscaldamento e acqua calda sanitaria (vedi post “Volkswagen, la “microcogenerazione a stormo” e quel Totem Fiat“). Una offerta tecnologica che ha trovato recentemente, valide opzioni tecnologiche anche in Italia, grazie, per esempio, alla linea TANDEM di AsjaGen (link sito). Caratteristica fondamentale che il biogas possiede, è costituita dalla possibilità di inserirsi in maniera determinante nella filiera dei rifiuti organici, attraverso l’inserimento nella stessa del processo di digestione anaerobica dei rifiuti organici, i cosìddettibio waste, prodotti proprio dai residenti e dalle attività del quartiere che potrà poi beneficiare del biogas prodotto a fini energetici, sia in termini di energia elettrica che di energia termica. Nella trasformazione di uno scarto in una risorsa, la produzione di biogas è resa ancor più interessante dalla grande facilità di stoccaggio, con una produzione non soggetta a variabilità stagionale, caratteristiche che non possiedono per esempio altre fonti rinnovabili non programmabili se non accumulate. Un quadro, quello appena tracciato, che fornisce nuovi grandi rafforzativi a procedere nella valorizzazione della frazione organica dei rifiuti, alla quale potrebbe concorrere anche la valorizzazione dei fanghi derivanti dai processi di depurazione delle acque, arricchita oggi, anch’essa, da nuove rivoluzionarie e performanti tecnologie di trattamento (vedi post “Depurazione delle acque in Italia: una autentica “bufala” per i cittadini pagatori in epoca di “spanding-review”), e capace di aprire nuove prospettive per il biogas come fonte rinnovabile estremamente stimolante per una sua produzione e un suo sfruttamento nei contesti urbani. Davvero un grandissimo incentivo ad incentivare la raccolta differenziata e la frazione organica per i cittadini, per un corretta gestione della Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano (FORSU) connessa ad un impianto cogenerativo, e un bellissimo incremento partecipativo per i cittadini utenti.

cogenforsu

Allargando lo sguardo al resto del mondo, sono già numerose esperienze orientate allo sviluppo di sistemi di produzione di biogas nella direzione analizzata. Esistono delle piccole realtà rurali nei Paesi asiatici con in testa Cina, India e Bangladesh, equalche realtà anche in Africa, ma è l’Europa che mette in evidenza il potenziale degli impianti in ambito urbano, giustificandone i tanti motivi di interesse per una loro larga diffusione e sviluppo in contesti urbani. Tra le realtà Europee che hanno già intrapreso questa strada, da segnalare la realtà tedesca di Köln-Stammheim, centro a nord di Colonia (foto seguente a sinistra), e quelle scandinave di Jomala in Finlandia e di Hammarby Sjostad, subborgo della capitale svedese Stoccolma (foto seguente a destra).

Köln-StammheimHammarby-Sjostad-02

Una grande dimostrazione di come la valorizzazione dei rifiuti per la produzione di biogas sia fondamentale per lo sviluppo di politiche ed approcci di integrazione con altre fonti rinnovabili, di cooperazione pubblico-privato per la realizzazione degli impianti oltre ovviamente ai grandi benefici economici derivanti dall’abbattimento dei costi per la gestione energetica degli edifici. Decisamente un altro pesante tassello da inserire nel variegato mosaico della rivoluzione smart in ambito urbano, che, affinchè sia tale, richiede una grande coralità di tecnologie, molte delle quali tra quelle “primarie” come questa, “capaci di chiudere il cerchio”.

A seguire un breve filmato che illustra le caratteristiche di uno dei nuovi microcogeneratori di derivazione automobilistica, tutto italiano di AsjaGen.

Sauro Secci

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