Piste ciclabili solari: dopo l'Olanda primo progetto italiano in Sardegna

Sono passati oltre quattro anni dall'inaugurazione della prima pista ciclabile solare in Europa che collega Krommenie e Wormerveer, due sobborghi di Amsterdam (vedi post). Ora anche il nostro paese potrebbe avere un suo primo manto ciclabile amico del sole a Villasiumis nei pressi di Cagliari, famosa per la sua spiaggia.

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Si tratta di una delle iniziative previste nell’ambito del progetto STRATUS, acronimo di "STRategie Ambientali per un TUrismo Sostenibile), finalizzato a rinforzare la competitività internazionale delle micro, piccole e medie imprese della filiera del turismo sostenibile (marino e balneare), in Sardegna, in Liguria e nella regione francese PACA (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) e che prevede l’integrazione di pannelli solari nel manto della futura pista ciclabile del Comune di Villasimius.

Il progetto è stato presentato dalla start-up innovativa InfinityHub, una delle aziende partner di Ecofuturo Festival e prevede un primo percorso di 400 metri che coprirà un terzo dei consumi di una struttura ricettiva con energia rinnovabile a chilometro zero. 

Come spiega Massimiliano Braghin, presidente di InfinityHub, “La pista ciclopedonale solare rappresenta un’innovazione tecnologica e un importante strumento di educazione ambientale, così come l’utilizzo dell’Equity Crowdfunding rappresenta un’innovazione sociale-finanziaria di importanza non meno rilevante. La nostra start-up ha già realizzato e chiuso con successo quattro campagne di Equity Crowdfunding, proprio su tematiche green. La partecipazione di cittadini, imprese, professionisti e artigiani al capitale sociale di BYS BICYSOLARSTREET – prosegue Braghin – costituisce un’occasione di investimento e guadagno (i rendimenti attesi sono oltre il 5% annuo) per tutti. Allo stesso modo la partecipazione e la diffusione di conoscenza può essere occasione per la moltiplicazione di progetti di altre piste solari, ma il nostro auspicio è che quello di Villasimius sia il primo a partire.

 

Nei documenti comunali a supporto della nuova progettualità si legge testualmente che “La realizzazione di una pista ciclabile fotovoltaica è funzionale alla copertura parziale del fabbisogno di energia elettrica di soggetti energivori con l’utilizzo di fonti rinnovabili. Si tratta di un intervento innovativo, una pista ciclopedonale rivestita di pannelli fotovoltaici in policristallino sormontati da una lastra di cristallo antiscivolo e perfettamente integrati in una struttura in acciaio sollevata e ancorata a terra (spessore medio 12 cm)”.

Nell'ambito dei partner del progetto figura anche l’Area Marina Protetta “Capo Carbonara”, di cui il comune di Villasimius è l’ente gestore e che ha proposto all’amministrazione di Villasimius la realizzazione di percorsi di mobilità sostenibile legati alla promozione delle energie rinnovabili attraverso il coinvolgimento degli stakeholders locali.

Ad oggi è già stato pubblicato sul sito web del Comune di Villasimius l’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per la realizzazione di progetti innovativi di percorsi ciclabili e/o ciclo pedonali con impianto integrato di produzione di energia da fotovoltaico", finalizzato alla realizzare una pista ciclopedonale con pannelli solari integrati, protetti da una lastra di vetro antiscivolo e inseriti in una struttura in acciaio sollevata e ancorata a terra.

Passando ai dati di progetto della nuova pista ciclabile, sono previsti almeno 500 KWp installati distribuiti su un tracciato della lunghezza di 1 km e una larghezza di 2 metri. Le stime di produzione della nuova pista ciclabile ammontano a circa 600.000 kWh di produzione annua, collocabile ai soggetti energivori presenti lungo il tracciato. L’intervento include anche un sistema di monitoraggio per la gestione ottimale dell’impianto, accessibile da parte della cittadinanza.

Come spiega all’Ansa Fabrizio Atzori, direttore AMP Capo Carbonara e responsabile del progetto, “L’aspetto più interessante di questa iniziativa  è il duplice vantaggio di pubblico e privato, perché se da un lato si ridurrà l’inquinamento promuovendo la mobilità sostenibile, dall’altro si ridurranno i costi energetici dei privati”. 

 

Sauro Secci

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