Biwi: dal biogas di Vipiteno nasce lo stallatico 2.0

Fa un pò effetto girare per le campagne altoatesine e non sentire più l’odore delle mucche, al punto che, se non le vedessimo accanto alle loro stalle, penseremo che non ci sono più. I liquami provenienti dall’allevamento in verità sono stati sequestrati, con grande soddisfazione degli operatori turistici e dei turisti, da  un impianto per la produzione del biogas. Anche le stalle sono cambiate, costruite in legno, capaci di sostenere il freddo e con i tetti coperti di pannelli fotovoltaici.

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L’agricoltura dell’area di Vipiteno, dove siamo andati a visitare l’impianto della Biogas Wipptal (società che raccoglie oltre 60 allevatori), non solo è energeticamente autosufficiente ma produce energia rinnovabile e, come vedremo, anche uno straordinario concime innovativo con la cacca sequestrata alle mucche.

L’impianto ha un ottimo inserimento ambientale e paesaggistico, con un design innovativo e con l’assenza di rumori e maleodoranze ed è un tesoro di innovazioni ecotecnologiche. Pensate che l’acqua proveniente dall’impianto, ovvero proveniente dai liquami dei bovini, alimenta un acquario ed è buona e potabile per gli esseri umani.

Il processo che avviene nelle stazioni spaziali, dove l’acqua proviene dagli astronauti stessi, qui viene attuato con un consumo energetico infinitamente minore e, invece che per dieci astronauti, potremmo dissetarne mille.

L’impianto di osmosi che è alla base di ogni processo di dissalazione di acqua marina, ha il difetto di essere infatti enormemente energivoro. Nell’impianto di Vipiteno sono stati ridotti i consumi elettrici di ben dieci volte.

L’impianto di depurazione dell’acqua è solo l’ultimo di una catena che inizia con l’arrivo dei liquami provenienti da allevamenti sostenibili o biologici che vengono inseriti nel biodigestore, dove resteranno in carenza di aria per due mesi, a maturare a 42 °C ed a spogliarsi del biogas che viene progressivamente raccolto e utilizzato, ora per produrre energia elettrica e domani per produrre combustibile biometano.

Alla fine dei due mesi di permanenza nel digestore, il liquame di chiamerà “digestato” e potrebbe essere riportato sui campi per nutrire i terreni ed in effetti una parte di questo riprende la via dei campi, con la parte restante, eccedente al fabbisogno di concimazione dell’area di provenienza degli allevamenti, gli agricoltori della Biogas Wipptal, producono un cocime organico, registrato alla fine di settembre 2017, nel Registro Nazionale Fertilizzanti, con il nome di Biwi.

Questo concime possiede tutti i pregi dei liquami zootecnici, senza averne i difetti, infatti due mesi di maturazione rendono inodore il prodotto, ben omogeneizzato e igienicamente sicuro. A differenza del liquame tal quale, questi nuovi ecoconcimi non causano il dilavamento dai suoli di sostanze nutritive come ad esempio i nitrati, proteggendo in tal modo le falde acquifere e la qualità di fiumi e ruscelli. L’effetto fertlizzante, che è presente in maniera costante durante il primo anno di applicazione, si estende poi per alcuni anni, con una tendenza alla diminuzione con il passare degli anni stessi.

Avere uno stallatico che non puzza, che non ospita semi infestanti, che rilascia a lungo il suo potere nutriente, è chiaramente fondamentale per tutti gli agricoltori ma formidabile per chi si fa l’orto, il giardino o ha piante sul terrazzo. Certo si perde quell’effetto-stalla che aleggia per un paio di settimane quando si usa lo stallatico ma sapere che questa assenza non è dovuta all’utilizzo di sostanze chimiche, il cui processo produttivo è inquinante ed energivoro, bensì proveniente da una rivoluzione ecotecnologica, ci da la convinzione di avere fatto la scelta giusta.

Storia perfetta vero? No purtroppo, perchè in questa storia perfetta, dove tutti guadagnano, a causa di opposizioni insensate e burocratiche che hanno ritardato la realizzazione dell’impianto per oltre due anni, il rischio è che gli unici a rimetterci siano gli oltre sessanta allevatori altoatesini che hanno impegnato tutte le loro risorse in questa straordinaria sfida ecotecnologica. I costi dell’impianto infatti sono lievitati, gli incentivi si sono quasi dimezzati e la produzione del rivoluzionario concime, partita anch’essa troppo tardi rispetto alla stagione, rischia di rimanere in parte invenduta.

Ecco perchè chi legge questo articolo è pregato di diffonderlo e di mettersi in contatto con noi o direttamente con Biogas Wipptal per ordinare l’”ecostallatico”, non va a male anche se non utilizzato immediatamente, potendone fare quindi scorta anche per la prossima stagione di utilizzo, insomma “passaparola”, facciamo in modo insieme che questa bella storia abbia un lieto fine per tutti.

 

Fabio Roggiolani

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